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R.T.S. - [2012] Oi!Core 'E Chistu Core Stampa
Recensioni
Scritto da REN   
Venerdì 05 Aprile 2013 06:00
R.T.S. - [2012] Oi!Core 'E Chistu Core
R.T.S. - [2012] Oi!Core 'E Chistu Core
01 - Anarchia
02 - Hooligans
03 - Sergio Vive
04 - Antifa
05 - Tute Nere
06 - Contrada Pisani
07 - R.T.S.
08 - Lega Merda
09 - Quozzi Al Rogo

Dopo un altro lungo periodo di assenza e scazzi vari, rieccomi su P4F a dire la mia. E questa volta tocca agli R.T.S., gruppo Oi!Core ('e chistu core) proveniente dalla citta' del mare e del sole, la stessa in cui sono nata e cresciuta.
Premetto che sono contenta del fatto che sia io a fornire la recensione a questi ragazzi (o meglio dire amici), in quanto li ho visti dal vivo centinaia di volte ed ogni volta per me e' stata come la prima, considerando l'entusiasmo sempre piu' nuovo condito da nuove gomitate, nuovi salti, nuovi cori.
Dopo averci regalato una demo composta da quattro pezzi, gia' recensita nel Giugno del 2011 per voi, abbiamo finalmente la possibilita' di ascoltare per intero il loro disco. Tirare su una band Oi! non vuol dire soltanto divertirsi al concerto e/o incitare la folla ad eseguire i cori dei ritornelli purche' ti restino impressi nella mente, di fatto gli R.T.S. non sono soltanto bravi a suonare. Loro raccontano Napoli, ma non la Napoli delle sfogliatelle e della pizza ca' pummarola ncoppa: ne raccontano il contesto politico, antifascista e militante conservato col sudore di chi, come loro, ogni giorno lotta per non adattarsi ne' conformarsi alla massa e proponendo piuttosto i propri ideali anarchici incentrati sul rispetto e la liberta', contro qualsiasi entita' divina che funge da oppio per tutti i popoli del mondo, contro lo Stato e le sue politiche dittatoriali eseguite da squadre di mercenari stipendiati che anziche' garantire sicurezza ai cittadini, li opprimono spezzando le ali ai loro sogni. Il fatto che questo disco ci abbia messo un po' per essere finalmente e completamente scaricabile e' la prova del fatto che i Riot Terrons Squad sono attivi in cio' che comprende la loro musica, oltre che nella musica stessa: partecipano a numerose iniziative politiche, benefit per i compagni reclusi tutt'ora nelle carceri italiane e se non basta l'attivismo per farsi sentire, prendono in mano gli strumenti e ti urlano al microfono chi sono.
Ai nostri Topone, Dario, Matteo, Sid e Riccardo interessa si' coinvolgerti, ma non durante una serata e basta. A fine serata ti deve restare dentro qualcosa, e per quel qualcosa intendo talvolta delle riflessioni su te stesso all'interno del tuo contesto sociale. Quando si parla ad esempio dei cuozzi (truzzi, tamarri), si parla dell'altra meta' dei cittadini che si limita a vivere (ahime', e' una parola grossa per loro) la propria vita facendo la fila ai grandi magazzini per comprare il nuovo i-phone, che va in giro conciata in modo indecente ma che nonostante cio' non manca di deridere chi nella vita tira fuori gli attributi, seguiti dal coraggio di dire "io non ci sto e non saro' mai come mi volete voi".
Gli R.T.S. sono uno dei gruppi da ascoltare per poi realizzare che a Napoli non c'e' solo la musica neomelodica o un esercito di ragazzini vestiti tutti uguali che sfilano con movenze da scimpanze'. Sara' pur vero che sia io che la maggioranza della scena punk hardcore e Oi! lo sappiamo, ma al di fuori della scena chi puo' saperlo? Per quanto mi riguarda sono sempre piu' grata a gruppi del genere per la loro volonta' di comunicare la realta' di una citta' che va al di la' di certi luoghi comuni, una citta' che non e' soltanto una meta per turisti. Lasciamo pure a questi ultimi fare la fila a San Pietro per baciare la mano rinsecchita del Papa di turno, Napoli e' un luogo per pochi: e' per chi riesce a comprenderne la realta', per chi lotta ogni giorno per migliorarne sia il centro come le province limitrofe, per chi cerca di garantire spazi sociali nei quali essere liberi insieme a loro.
Questa e' una band orgogliosa delle proprie radici, nata per protesta e non per cazzeggio, nonostante l'ironia pungente con cui tratta certi temi. Nonostante ti ritrovi a sorridere ad alcune espressioni, ti diverti, nonostante salti fomentatissimo/a sotto al palco col rischio di romperti le ossa nel pogo selvaggio, stai ascoltando un gruppo serio. E insieme alla musica arriva pronto anche il messaggio. Perche' l'Oi!, l'hc e tutti i loro sottogeneri e/o interpretazioni strumentali non sono soltanto musica, ma attitudine e mentalita', attivismo politico e sociale, protesta, lotta e rivendicazione dei diritti morali e civili.
In questi ultimi anni hanno condiviso il palco con gruppi importanti fonte di grande ispirazione come i Nabat, per fare un esempio consono al genere. Hanno inciso nuovi pezzi che avete da adesso la possibilita' di ascoltare, si sono dati da fare e io non posso far altro che invitarvi a sentire quel che hanno da dire.
E gia' che ci sono me li riascolto anch'io, che puo' farmi solo bene!
Buon divertimento, buon ascolto, buona musica a tutti voi, o miei lerci compari. Saluti e baci!
REN

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