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Holy - [2013] The Age Of Collapse Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Venerdì 03 Maggio 2013 05:00
Holy - [2013] The Age Of Collapse
Holy - [2013] The Age Of Collapse
01 - War
02 - Life
03 - Handshake
04 - Ramparts
05 - The End Of All Hope
06 - Undone
07 - Harm's Way
08 - Ablaze
09 - The Age Of Collapse
10 - Old Habits
11 - Restart
12 - Came To Light
13 - Restless
14 - Over Me Forever

Primo full lenght per i milanesi Holy dal titolo The Age Of Collapse, che fa seguito al buon Ep di debutto.
Ben 14 tracce per appena 22' di velocissimo hardcore contaminato in maniera massiccia dal power violence ma anche da una buona dose di crust/d-beat. Il suono seppur e' quello proposto dal precedente Ep, appare piu' corposo e personale probabilmente grazie ad una maggiore maturazione della band, che ha alle spalle svariati concerti per lo stivale ed in Europa, ed una maggiore qualita' della produzione complessiva infatti The Age Of Collapse, uscito per l'etichetta tedesca Adagio830, presenta una registrazione ed un mixaggio pressocche' ideali.
Lo stridulio della chitarra in "War" da via alla deflagrazione e conseguenze devastazione che la musica degli Holy riesce a scatenare. Un turbinio inarrestabile di hardcore rumoroso e violento che si alterna ad attimi piu' melodici attraverso ripetuti cambi di tempo destabilizzanti; il tutto e' condito da una voce urlata carica di disagio e angoscia come i temi nichilisti affrontanti, riffoni furiosi, frenetici blast beat e suoni distrorti.
Difficile trovare attimi di tregua nel susseguirsi delle tracce: velocita' a cui e' impossibile star dietro e che han la capacita' di martellare pesantemente sull'ascoltatore, rendendo tangibile l'effetto esplosivo che il quartetto e' capace di creare. Unici episodi che escono dallo spartito generale son la titletrack strumentale e l'ultima nonche' piu' lunga traccia "Over Me Forever", dopo la sfuriata iniziale vira bruscamente su velocita' meno schizzate ma nel contempo assordanti che annunciano la fine della tempesta.
In quel che sta nel mezzo dei due pezzi citati troviamo una qualita' costantemente su livelli altissimi, tra cui van obligatoriamente citate "Handshake", "Old Habits", "Restart" ed infine "Restless" gia' presente nell'Ep da cui han estrapolato un video, senza nulla togliere alle altre tracce.
Se sopravviverete senza gravi ripercussioni a questa ventina di minuti degli Holy non potrete che apprezzare appieno il lavoro svolto dalla band. Probabilmente un disco non adatto a tutti ma spiazzante per gli amanti dell'hardcore che corre sui giusti binari dell'altra velocita'.
Joel

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