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Lexicon Devils - [2013] Lexicon Devils Stampa
Recensioni
Scritto da Nana   
Venerdì 12 Luglio 2013 09:00
Lexicon Devils - [2013] Lexicon Devils
Lexicon Devils - [2013] Lexicon Devils
01 - High Blood Pressure Damage
02 - Regicide
03 - Intolerant Guy
04 - Came On Over

Attenzione, state per essere catapultati in un'altra dimensione dell'hardcore, state per affrontare un viaggio nel tempo, state per volare dritti dritti nella Los Angeles degli anni '80.
A offrirvi questa magica esperienza sono i Lexicon Devils, una giovane band romana che negli ultimi mesi sta dando abbondante prova della sua ficaggine, per dirla con uno slang da adolescente.
Li ho visti Gennaio scorso, all'Intifada ed effettivamente dal vivo, ancora di piu' che su vinile, trasmettono la grinta e l'aggressivita' del loro punk hardcore.
I Lexicon Devils sono molto attenti ai dettagli, cosa che si puo' facilmente notare dallo stesso nome della band, che fa riferimento al famoso brano dei Germs, gruppo appartenente alla L.A. degli anni '80; il formato sul quale ha scelto di esordire la formazione romana e' il vinile (l'audiocassetta e' troppo anni '90 effettivamente) e ho apprezzato molto la grafica di questo Ep da quattro pezzi.
Il disegno presente sulla copertina del 7" rappresente un impiegato che tenta di fuggire dalla quotidiana routine e frustrazione; l'angolazione di realizzazione del disegno comunicano alla perfezione l'idea di una vita claustrofobica che non lascia scampo a un'armoniosa esistenza. Cio' che pero' e' importante notare e' che lo stile di tale disegno e' ispirato ai lavori di Raymond Pettibon, primo bassista dei Black Flag (quando ancora si chiamavano Panic) e ideatore del famosissimo logo composto da quattro sbarre verticali. Terminati i richiami grafici ai sacri anni '80, focalizziamo l'attenzione sul versante musicale.
Sin dal primo ascolto sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla musica dei Lexicon Devils.
E' fin troppo evidente la contaminazione di band come Black Flag, Minor Threat, Battalion Of Saints, ma cio' che e' ancor piu' lampante e' la sapienza con cui questi ragazzi son stati in grado di rielaborare il tutto evitando di scopiazzare solo grand band del passato. Appena la puntina tocchera' il vinile sembrera' davvero di essere a L.A. durante la prima ondata punk.
Stracci di garage si intersecano nella sonorita' delle chitarre e la voce e' graffiante quanto basta, lascia che a triturare il tempo sia il ritmo. Suon i provenienti dal punk rock che si sposano alla perfezione con la violenza tipica dei Black Flag.
I brani sono quattro, come ho gia' scritto, e tutti meritano di essere ascoltati. Sono brevi e intensi, manciate di secondi che accellereranno il vostro battito cardiaco. Stupefacenti sono "High Blood Pressure Damage" e "Come On Over".
Maledettamente veloci la voce si alterna alle chitarre in una danza sfrenata che puzza ancora di rock'n'roll. Le parole perdono importanza in favore del ritmo, vengono contratte o allungate, totalmente schiave della musica. Prima che ve ne rendiate conto saranno finite e allora vorrete riascoltarle, anzi vorrete riascoltare tutti e quattro i pezzi.
Regalatevelo sto viaggio a Los Angeles, un vinile costa meno di un biglietto aereo. Sbaglio?
Aaaaaaah, dimenticavo...il batterista e' abruzzese!
In ogni caso qui ho finito. Ossequi cari amici, ossequi.
Nana

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