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Metropolis - [2013] Soma Stampa
Recensioni
Scritto da krizia   
Lunedì 09 Settembre 2013 09:00
Metropolis - [2013] Soma
Metropolis - [2013] Soma
01 - P. K. Dick
02 - A. Huxley
03 - Wabasha
04 - F. Pegoraro
05 - J. G. Ballard
06 - A. Rimbaud
07 - H. D. Thoreau
08 - I. Pavlov
09 - A. Berg ...

"Metropolis non esiste. Nessun volto, nessun nome proprio di persona, nessun copyright, nessun obbiettivo commerciale/autocelebrativo/onanista."
A questo punto dovrei dirvi di chi e' la citazione, ma la verita' e' che non lo so. Dovrei dirvi chi compone il gruppo che ha dato vita all'album che sto per recensire, ma beh...non so nemmeno questo. In compenso, pero', posso dirvi il motivo per cui non so nulla!
Perche' Metropolis non e' un gruppo, e non vuole esserlo.
E' un progetto, una sorta di entita' che nasce da qualcuno, ma non gli appartiene: Metropolis esce fuori da quest'album e puo' entrare dentro di voi per poi riuscire sotto qualsiasi altra forma d'arte. Ma per il momento, addentriamoci in questo gran bel pezzo di arte, targata hc: registrato nell'estate del 2012, l'album e' composto da 9 tracce che portano l'onere di un titolo richiamante grandi personalita' della storia, di cui la maggior parte sono scrittori. Dire che lo stile sia grezzo sarebbe un eufemismo: e' la ruggine dell'old school, il disagio degli anni 80 (che e' anche la data di nascita del basso che ascolterete), una voce tirata fuori da una gola sfatta, con il chiodo e la cresta.
I temi ruotano attorno alla rivolta contro tutto quello che ci circonda: dalla distruzione della natura alle maschere della gente, dalla standardizzazione e alle etichette che ci impone la societa', all'introspezione psicologica. L'ultima traccia poi, "A. Berg" ci regala sia un cameo di Oliver Stone, il monologo tratto dal suo film Talk Radio, sia una bellissima ghost track, cover della canzone popolare anarchica il "Canto Dei Malfattori".
Per concludere, l'album somiglia a molti altri lavori ascoltabili qui su punk4free: i testi sono di ribellione; il ritmo e' incalzante e violento; la voce, appositamente troppo rauca, penalizza a volte la comprensione delle parole. A dargli pero' una veste diversa da tutti gli altri album e' la singolarita' del suo concepimento, tutta la filosofia e la profondita' che c'e' dietro.
Pochi musicisti, semplicemente incazzati sempre per gli stessi motivi, avrebbero potuto elaborare un'idea così poetica e al contempo rude.
Il manifesto che accompagna l'album e' un invito alla fraternita' piu' eversiva, una Ginestra leopardiana versione punk hc!
Quindi, aprite le vostre orecchie a Metropolis e, magari, anche il vostro cuore.
krizia

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