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Keet'em Murt - [2013] Filosofia Del Binario Morto Stampa
Recensioni
Scritto da Milio   
Mercoledì 13 Novembre 2013 09:00
Keet'em Murt - [2013] Filosofia Del Binario Morto
Keet'em Murt - [2013] Filosofia Del Binario Morto
01 - Essi Vivono
02 - Filosofia Del Binario Morto
03 - Mai Piu'
04 - Romeo & Giulietta
05 - Stretto
06 - Tutto Cio' Che So

Per iniziare questa nuova avventura sulle pagine di punk4free mi sono distaccato dai soliti miei ascolti per scendere in Puglia, regione che da' i natali ai Keet'em Murt gruppo dalle buone credenziali che da poco ha fatto uscire questo ep di sei pezzi in lingua madre di buon punk rock italico in vecchio stile.
Era un sacco di tempo che non perdevo tempo ad ascoltare questo tipo di sound piuttosto melodico e devo dire che nonostate il sospetto iniziale i quattro giovani hanno conquistato una buona posizione nella mia playlist periodica.
Filosofia Del Binario Morto e' un disco registrato in maniera impeccabile e arrangiato veramente bene e i quattro con l'aiuto di una voce femminile e di una buona capacita' di scrittura rendono ogni pezzo difficile da uscire dalla testa.
Apprezzabile il lavoro fatto sulle chitarre che trascinano eccellentemente l'intero disco con assoli e accompagnameti davvero buoni. Principalmente mi ricordano il periodo d'oro della KOB Records, e i dischi di Balestrino con i suoi Klasse Kriminale, sfumature Oi! e sano punk nostrano fatto bene ed apprezzato anche all'estero. Quel periodo ormai e' passato e la scena ha perso di credibilita' negli anni anche a causa della scarsa qualita' del prodotto.
Non ne e' questo il caso, apro la cartella e da subito si parte con il pezzo piu' cattivo che mette le carte in tavola in maniera perfetta,"Essi Vivono" e' la cazone giusta per iniziare le danze con citazione ad uno dei miei film preferiti di sempre (guardatevi pure il video,va' la che merita!), segue il pezzo che da' il titolo al disco, ancora veloce e diretto ma con un paio di passaggi di testo un po' banali, fra i pezzi che preferisco ci sono quelli che alzano il piede dall'accelleratore come "Mai Piu'" o la bellissima "Romeo & Giulietta" che si distingue dal resto per intensita', stile ed un bellissimo cantato, buona anche l'ultima skankeggiante "Tutto Cio' Che So" che chiude egregiamente pacando gli animi.
L'unica pecca sta proprio nei testi spesso troppo triti e banali, prova che l'italiano e' una lingua difficile per rendere credibile un concetto o un'idea.
Con questo disco si conferma coerenza e precisione, un buon lavoro che consiglio vivamente per ritrovare quel buon modo di fare musica punk nella nostra povera penisoletta.
Milio

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