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Fennek - [2013] Tutto Quel Che Resta Stampa
Recensioni
Scritto da fabio HC   
Mercoledì 19 Febbraio 2014 09:00
Fennek - [2013] Tutto Quel Che Resta
Fennek - [2013] Tutto Quel Che Resta
01 - Tutto Quel Che Resta
02 - Buio Pesto
03 - Bleeding
04 - Non Voglio Piu' Marcire
05 - Falsi Bersagli

Quando ci si appresta ad ascoltare certi lavori si rischia sempre di innamorarsi del gruppo in questione, e si e' specialmente fortunati quando questo accade con regolarita'. Questo disco dei brindisini difatti e' uno dei casi speciali, che ti prende il cuore come pochi grazie al suo sincero hardcore d'impatto di forte stampo melodico.
Tutto Quel Che Resta inizia a pompare gia' dalla bella intro della title track veloce ma non schizzata, la quale sputa in faccia hardcore di nuova scuola alquanto melodica nei refrain. Il testo e' impegnato come sempre nell'hardcore puro, riguardante la guerra e la liberta'. I ritmi incalzanti alla batteria accompagnano pezzi vocali molto belli da assaporare soprattutto in sede live, visti i continui cambi percussivi che sfociano in ripetute sfuriate.
Pogo assicurato.
"Buio Pesto" e' sicuramente piu' cattiva, resa ancor piu' cruda per la voce secca e per i riffs dissonanti della sei corde che danno un'impressione molto spavalda al pezzo. Il ritornello e' da brividi, abbastanza da headbanging, ma che viene poi velocizzato dalla crescente velocita' d'esecuzione dietro alle pelli.
La terza traccia "Bleeding" e' un mix di inglese/italiano, volta come protesta del controllo politico sulla musica, a sostegno del DIY.
Il pezzo si discosta - soprattutto all'inizio - dai precedenti brani, molto piu' melodico ma di certo ben fatto.
E' il momento di "Non Voglio Piu' Marcire", la quale continua sulla via intrapresa fin dall'inizio, ossia ricca di ritornelli veloci, cantati in coro, melodici e con frequenti stacchi nelle strofe. Molto bella anch'essa.
Senza dubbio è indiscutibilmente un ottimo lavoro, maturo e di pregevole registrazione. Questa poi influisce molto sui gruppi, visto che e' (a mio parere) di primaria importanza la nitidezza del suono; suono che se registrato bene riesce a far assaporare davvero un disco.
Un dieci e lode e' da attribuire alla sezione percussiva ed alla voce, i quali hanno assicurato maggiormente successo alla riuscita di questo disco.
I Fennek sono una formazione che puo' riempire senza problemi un bel circolo arci quanto fanno ora gli Skruigners, anche se non vantano un nome del loro calibro. Questo per far capire che se trovate un concertino ove compare il nome dei brindisini non esitate ad andarci, non sono un gruppo di supporto.
fabio HC

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