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Karcavejia - [2016] L'Inverno Su Marte Stampa
Recensioni
Scritto da Nene   
Lunedì 01 Maggio 2017 10:00
Karcavejia - [2016] L'Inverno Su Marte
Karcavejia - [2016] L'Inverno Su Marte
01 - Supernova
02 - L'Inganno Delle Cose
03 - Strati
04 - Siberia (Diaframma Cover)
05 - L'Eco Dei Ricordi
06 - Chimera
07 - Creatura Analogica

L'Inverno Su Marte e' un uomo che si guarda allo specchio, vede i segni del tempo, li accetta senza voler tornare indietro. Senza compiacersene.
Mi hanno veramente sorpreso...non e' facile trovare nel 2017 dopo 40 anni di musica punk qualcosa di interessante e cosi' spettacolare!
Hanno tutto tecnica, velocita', freschezza, melodia, testi in italiano tra l'altro decisamente interessanti e se dobbiamo trovare una piccola pecca forse non fanno nulla di particolarmente innovativo...ma non che questo importi piu' di tanto perche' quello che fanno lo fanno dannatamente bene!!!
Nascono nel 2005, quindi ben 12 anni di attivita' e 3 album alle spalle e allora si capisce perche' ci troviamo davanti a questo disco cosi' maturo direi. Personalmente non li conoscevo e mi andro' sicuramente ad ascoltare gli altri album per capire il loro percorso di crescita e per vedere se nel corso degli anni han cambiato sonorita', cosi' giusto per curiosita' e perche' mi voglio ascoltare tutte le loro tracce anche se non fanno propriamente il mio genere abituale.
Testi in italiano dunque con temi introspettivi, incubi, paure, il tempo e la vita che passano e ci scivolano accanto, morte, illusioni, sogni e quant'altro.
"Correre veloce fino a perdere la pelle, // in quale strato del mio corpo sta il ricordo? // Veloce come luce del mattino // nel deserto dei miei occhi senza pianto. // Respirare forte fino a rompere le corde // del mio urlo soffocato dalle foglie // di una giungla di pensieri avvelenati, // cresciuta attorno a certi miei segreti".
Cosi' giusto per citare un paio di versi e farvi capire di che pasta sono fatti e, che quello che ci propongono i 4 di Arluno (Milano), esce dall'ordinario per farci riflettere. Voce riflessiva, intensa, sofferente ed introspettiva, suono complessivo che vi fara' venir voglia di pogare per tutta la durata dei 20 minuti dell'album, chitarre frizzanti e graffianti al punto giusto, batteria che con i continui cambi di tempo da' una marcia in piu' al tutto.
Non passo in rassegna canzone per canzone perche' sono tutte meritevoli di ascolto e se devo scegliere le migliori del lotto son sicuramente le prime tre. Da notare la tracks 4 "Siberia" (Diaframma cover) pazzesco riarrangiamento di un pezzo dark-wave anni '80 in stile Karcavejia. Se non conoscete i grandissimi Diaframma e non conoscete la song in questione andate su youtube ed ascoltatevi l'originale cosi' capirete di cosa sto parlando. Davvero notevole!
"E' solo grazie ai miei punti deboli se sono cosi' forte! // Quello che sono, che ho fatto, che penso, prescinde da un disegno piu' grande. // Tutte le notti e' sopra al mio petto, in silenzio, // come un tatuaggio con scritti gli errori che ho fatto. // Continuero' a farmi del male! // Sbagliare e riprovare."
Ragazzi ascoltatevelo almeno una volta ne vale decisamente la pena. Piacevole sorpresa!
Nene

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