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Neid - [2016] Atomoxetine Stampa
Recensioni
Scritto da Nene   
Mercoledì 24 Maggio 2017 10:00
Neid - [2016] Atomoxetine
Neid - [2016] Atomoxetine
01 - Continuous Use
02 - Painting Death
03 - The Failure
04 - Virtual Shape
05 - Saturated Child
06 - Atomoxetine
07 - New Threat
08 - Voltures Of Incorporation
09 - Pay Indipendently!
10 - I Hate Work
11 - Satisfy My Hunger
12 - Restore The Judgement
13 - Memory May Kill The Need
14 - Breed To Breed (Wormrot Cover)

Premetto che ovviamente attirato dal nome dell'album Atomoxetine gia' mi immaginavo a cosa sarei andato incontro. Ed effettivamente non mi sbagliavo. Quantomeno per il genere proposto. Un grindcore violentissimo e molto curato sia come artwork, che a livello di produzione...ma andiamo con ordine per conoscere al meglio il progetto Neid.
Nascono nel 2007 dalle ceneri di alcune band hardcore italiane degli anni '90 tra cui Tear Me Down, Manifold, Flopdown e sono di Viterbo. Dopo qualche normale cambio di line-up nei vari anni arrivano alla formazione stabile attuale in cui troviamo: Guru Rebano alla voce, Capo' alla batteria, Il Socio al basso mentre alla doppia chitarra Angioletto e Giacomino. Tra le pricipali influenze che vengono in mente ai primi ascolti possiamo citare i Napalm Death ed i Cannibal Corpse.
Tra le prime cose in cui notiamo nel loro bandcamp e' lo spazio dedicato alla discografia che tra Ep, split, compilation e album veri e propri hanno prodotto oltre una decina di uscite (non male in 10 anni!). Andiamo a vederle anno per anno (lasciando stare le tracce singole presenti qua' e la' in svariate compilation):
2007 - 3 M.S.T. Mcd EP
2008 - Split w/ Charlie CD
2010 - Split w/ Oss! CD
2011 - Il Cuore Della Bestia CD
2011 - Split w/ To Die Tape
2012 - Non Repetere Est Hereditas Mcd EP
2013 - Split w/ Busuk Tape
2014 - Stronger Than All - Live in Moscow CD Bootleg
2014 - Split w/ Agathocles 7"
2015 - 3 Way split w/ Life Crime & Tina Turner Fraser Cd-r
2016 - Atomoxetine CD

Altro fatto che da' un certo spessore a questo gruppo e' quanto riguarda la sede live che tra i vari concerti in Europa (Italia, Sardegna, Francia, Slovenia, Ignilterra, Austria, Svizzera, Germania, Belgio, Repubblica Ceca, Ucraina, Polonia, Slovacchia), Asia (Indonesia, Singapore, Malaysia) e America (Cuba & Usa) come gruppo spalla a band come The Accused, Uncurbed, Cyness, Brutal Truth, Nader Sadek, Poison Idea, MDC, Ratos De Porao (ve li ricordavate una volta circa 10-15 anni fa quando suonavano assieme ai Cripple Bastards?), Oi Polloi, Tools Of The Trade, Archagathus ed i nostrani Impact, Strenght Approach e Klasse Kriminale sono arrivati a superare finora le 230 esibizioni! Non male pure questo considerando che sono italiani e che il genere proposto (grind) e' la flangia piu' estrema dell'hardcore. Non male, inoltre, pure le band (citate sopra) sparse in ogni angolo del globo con cui hanno avuto la possibilita' e la fortuna di suonare.
Dopo averli introdotti e aver capito con che cosa abbiamo a che fare parliamo dell'album.
Guardando la cover vediamo che in stile semi-cartoon un uomo che viene risucchiato dalla terra arsa tipica del deserto da un reticolo di braccia e mani. Copertina che spacca non ci sono dubbi.
Nei loro testi, tutti rigorosamente in inglese (scelta maturata nel tempo, dato che nei loro vecchi lavori erano principalmente in italiano...questo dovuto al fatto dell'enorme sforzo live della band in giro per il mondo, cercando cosi' di avere giustamente un pubblico piu' vasto), cercano di parlare di sfruttamento umano, controllo di massa e sistemi mondiali che rendono la gente schiava del sistema.
Dopo una breve intro di circa un minuto scarso in cui veniamo travolti da suoni psichedelici e sentiamo una voce strana in sottofondo, si parte a far sul serio con una traccia spaccagambe velocissima con un rallentamento centrale per poi ripartire. Stesso discorso con le song successive con piu' o meno il copione identico tra accellerazioni devastanti di blast-beat alla batteria alternate da breakdown o cambi di tempo repentini.
Le canzoni che si sussesguono se vogliamo hanno dei ritmi ancora piu' vertiginosi, sfuriate fastcore di rara potenza e tecnica dove il lavoro di Capo' alla batteria e' pressoche' perfetto, qualche intro o pezzetto tratti da dei film e voce che viaggia su uno standard grutturale piu' o meno corposo senza dare spazio solo lontanamente a parti pulite o piu' tranquille.
Un album che non ti da' un attimo di tregua. Un disco di una band che dopo 10 anni di attivita' e le numerose esibizioni live ha raggiunto una maturita' tecnica non indifferente, aggiungiamoci poi una produzione impeccabile e troviamo qualcosa che a livello underground italiano non ha nulla da invidiare ai mostri sacri del genere.
Se siete appassionati di questo genere non lasciatevelo scappare!
Nene

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