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Affranti - Fuco - [2017] La Paura Piu' Grande - Addicted Stampa
Recensioni
Scritto da Nene   
Venerdì 04 Agosto 2017 10:00
Affranti - Fuco - [2017] La Paura Piu' Grande - Addicted
Affranti - Fuco - [2017] La Paura Piu' Grande - Addicted
01 - Affranti - Insegnami
02 - Affranti - La Terra Bruciata Dal Fuoco
03 - Affranti - V
04 - Affranti - Punto DI Fuga
05 - Affranti - Sulla Scena Del Delitto
06 - Affranti - Le Mie Parole
07 - Affranti - Che Poi Non E' Vero
08 - Fuco - Tina
09 - Fuco - Bodø
10 - Fuco - GGU

Cioe' premetto che quando ho letto i due nomi in questione Affranti e Fuco ho subito detto mia alla recensione.
Sono due gruppi che conosco particolarmente bene.
Gli Affranti dalla Liguria (Savona), attivi fin dal lontano '97, dapprima nell'anno 2003 con l'album Cio' Che Rimane, che ancor oggi e' una pietra emotianal/post-hardcore (o post-punk o semplicemente hardcore, che vi consiglio di andarvi ad ascoltare se non l'avete mai fatto!), poi nel 2005 con Lontano Da Qui (altrettanto consigliato), oltre poi ad uno split con i Sumo datato 2011, fino ad arrivare a questo La Paura Piu' Grande nel 2017.
"Quando ascolti l'ultimo disco si sprigiona tutta la sofferenza di un disequilibrio in una traballante presa di coscienza e si riaprono tutte le cicatrici di un suono che e' stato trascinato avanti per tutto questo tempo, se ne sentono tutte le ammaccature e le scorticazioni, riecheggiano tutti gli schiaffi e il senso di sconfitta, si percepisce la polvere di una vita sbattuta al chiuso di una sala prove mefitica. Quante ore intorno a un giro di note poi accantonato, quante parole dietro una metafora incompiuta poi trasformata in sintesi."
I Fuco da Torino, nascono dalle ceneri tra gli altri degli Isobel, dei Stonegod e dei BelliCosi (1992-2003) non so se rendo l'idea...
Se non conoscete i BelliCosi consiglio caldamente di andarli pure questi ad ascoltare...qui non vi cito la loro discografia in quanto sarebbe davvero parecchia roba tra album, Ep, vinili, split vari, comparse con svariate tracce in compilation, senza contare gli innumerevoli concerti sparsi per lo stivale e pure in Europa..un piccolo pezzetto di storia del punk italiano anni '90).
"Entita' a 3 teste avvistata nella torbida foschia canavesana aggirarsi confusa tra muschi, licheni e luppoli piu' o meno selvatici. In giro da un po' di anni sotto altri aspetti ed altre forme, ama il rock crauto e la bagnacauda. Fuco suona un basso, un basso modificato e una batteria."
Emozione! E' quello che si prova quando si fa partire questo notevole Split tra 2 grandissime band.
Le canzoni proposte (soprattutto quelle degli Affranti, in quanto i Fuco sono solamente strumentali) sono poesia, un turbinio di sensazioni che ci travolgono, disagio, inadeguatezza, paure, incubi, rabbia, implosione che ognuno di noi si tiene dentro fino ad esplodere. Si tratta di un emotianal-core o post-hardcore, introspettivo cantato in italiano, il che da ancora piu' impatto al tutto dato che si riescono a capire bene i testi e immaginarsi mentre si ascoltano le tracks la visione di quello che i nostri ci cantano.
"Hai mai sentito l'odore dei pensieri che bruciano? // Fuori fa freddo // il pavimento e' gelato // e a me sembra di sentire l'odore dei pensieri che bruciano // e a me sembra di sentire tutta la rabbia dei pensieri che bruciano. // Il tempo soffia via la polvere // ma non solleva dal petto questo peso non riesce a sollevare dal petto questo enorme peso. // E la rabbia continua continua ad esplodere // Non c'e' piu' la persona // che credevo di essere"
Poesia unita all'hardcore e se poi ci aggiungiamo il fatto che nel susseguirsi delle song c'e' il continuo cambio tra voce maschile e femminile (grossa novita' rispetto ai primi album), tra voce pulita mischiata a urla rabbiose, a pezzi parlati con musica lenta, a pezzi con voce piu' cattiva e tagliente, diciamo che il risultato e' davvero qualcosa che spacca!
Si arriva poi alle ultime 3 tracce targate Fuco che durano 20 minuti...si avete capito bene sono canzoni molto lunghe di un ipnotico e visionario post-rock strumentale che varia dal rock anni '70 al noise anni '90. Ci troviamo davanti a dei viaggi sonori che lasciano davvero molto spazio alla nostra immaginazione.
La musica che ci propongono, con l'utilizzo di 2 bassi uno normale e uno modificato in una specie di synth-bass, e' davvero molto geniale e particolare a trattie indie e senza fronzoli, come per dire che se non vi piace passate oltre che a loro non interessa non hanno necessita' di farsi conoscere o altro, ma han solo voglia di fare qualcosa di nuovo e innovativo, qualcosa che piace un sacco e ci fara' viaggiare chiudendo gli occhi e abbandonandoci ai loro suoni. Se andate su bandcamp trovate anche l'altro Ep omonimo che unito a questo fa quasi un'oretta di suoni visionari, sogni e psichedelia!
Che dire se non quello di ascoltarlo, riascoltarlo ed ascoltare pure le loro vecchie uscite...uno split nato dalla collaborazione Do it yourself...Questa e' musica vera!
Nene

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