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Repressione - [2017] Col Sangue Agli Occhi Stampa
Recensioni
Scritto da Sfascia Chitarre   
Lunedì 19 Febbraio 2018 09:00
Repressione - [2017] Col Sangue Agli Occhi
Repressione - [2017] Col Sangue Agli Occhi
01 - Guerra Alla Citta'
02 - Huye Hombre
03 - Cieli Di Piombo
04 - The Game (Infest Cover)
05 - I Giorni Dell'Ira
06 - Col Sangue Agli Occhi
07 - Colpo Su Colpo
08 - Macho Free Zone
09 - About To Crack (Vitamin X Cover)
10 - Happy Time (xLIEx Cover)

Nella tensione fisica dell'uomo con il passamontagna si puo' leggere, prima ancora di ascoltare, tutta la rabbia racchiusa nelle tracce di questo nuovo disco dei Repressione.
Una rabbia incontrollata, ma consapevole e desiderosa di riprendersi la propria vita e la propria liberta'. E' quello che cercano di fare gli uomini raffigurati nella copertina di Col Sangue Agli Occhi. La copertina raffigura infatti, due detenuti sul tetto del carcere di San Vittore durante una rivolta a inizio anni '70. Dalla forza dell'immagine, quanto mai emblematica come in questa foto, passiamo alla musica.
Il disco in questione e' il terzo lavoro in studio della band bolognese, precedentemente erano stati, infatti, pubblicati la demo Rumore E Rabbia nel 2015 e l'anno successivo il full lenght Fuoco. La band ha una lineup ben assestata da diverso tempo e vede una formazione a quattro: Pavel - voce, Domes - chitarra, Petrit - basso, Mauro - batteria.
Col Sangue Agli Occhi, pubblicato nel 2017 presenta undici brani di cui tre cover. E che cover! Si va dai padri del Infest al thrashcore degli olandesi Vitamin X fino ai giapponesi xLIEx. Gia' da qui si possono intuire le sonorita' proposte della band: fastcore violento e d'impatto misto a crust oscuro, punk hardcore vecchia scuola e powerviolence.
Apre il disco "Guerra Alla Citta'", un vero e proprio manifesto contro le politiche dell'amministrazione comunale in citta' e in particolare nel quartiere popolare della Bolognina. La band si scaglia contro il processo di gentrification, di speculazione edilizia e il tentativo di porre fine agli spazi sociali che rappresentano, invece, una solida realta' all'interno del quartiere, fatta di lotte quotidiane, aggregazione, socialita'. Ne e' un esempio lampante lo spazio autogestito XM24, attivo da quindici anni e che e' stato recentemente minacciato di sgombero. Di "Guerra Alla Citta'" e' stato fatto anche un video interamente girato alla Bolognina e dove a parlare sono gli stessi muri del quartiere.
Il fastcore misto al d-beat domina "Huy Hombre", seconda traccia del disco, che mette alla luce la realta' delle galere e la volonta' di liberarsi e liberarsene: "Vorrei sfuggire, da questo progetto // Che mi costringe ad una vita sprecata, da schiavo, inutile // Affinare la lama, affilare legami, aprir gli orizzonti // Inseguire la gioia pestifera che da' la liberta'". L'importanza del messaggio e' priorita' per i Repressione: testi in italiano e tematiche sociali e politiche, lotta quotidiana contro lo stato di cose presente. Un lavoro collettivo di songwriting che ha coinvolto anche altri amici, compagni di viaggio di questo disco.
In "Cieli Di Piombo" e' presente infatti la voce di Max dei Contrasto, band punk hardcore storica. Chitarra e batteria come un torrente in piena alternano parti veloci ad altre piu' cadenzate dove si inseriscono le voci graffianti e aggressive di Pavel e Max. Un perfetto mix per un pezzo davvero tanto coinvolgente e che a mio avviso e' fra i piu' interessanti del disco. Una vera e propria poesia in musica, animata da passione e rabbia insieme.
Incisiva e dalle sonorita' energiche e' poi la title track (con Ashfin degli OhxCristo e W.A.A.R.): chitarre schizzate, sezione ritmica martellante, messaggi chiari e perentori: "Saboteremo ogni meccanismo // Contro il fascismo, contro ogni razzismo // Con questa anima inquieta, da sempre in rivolta // Resisteremo ancora, un'altra volta". Un vero e proprio assalto sonoro pieno di energia e sano odio.
Il disco procede senza esclusioni di colpi, senza fronzoli, senza tecnicismi inutili, dritto e potente come in "Colpo Su Colpo". Qui invece c'e' la presenza di Valentino, voce dei xCENEREx e dei Tsubo. Il basso di Petrit introduce il pezzo che sfocia nel powerviolence piu' efferato con parti piu' cadenzate nel ritornello dove le voci di Pavel e Valentino risuonano all'unisono.
Altra tematica cara ai Repressione e' sicuramente quello della lotta al sessismo e alla discriminazione di genere, tema troppo poco discusso anche all'interno della scena punk hardcore. In "Macho Free Zone", dal titolo emblematico, i Nostri si scagliano con forza contro la cultura maschilista. Ritornello molto coinvolgente in cui all'italiano viene alternato lo spagnolo: "Antisexismo es accion // Lucha contra el opresor // Macho free zone // Antisexismo es accion // Por un mundo mejor // Macho free zone". Tra le cover mi ha colpito molto "About To Crack" degli olandesi Vitamin X in cui Domes mostra le sue doti chitarristiche e l'incisivita' di voci e sezione ritmica rendono il pezzo davvero trascinante.
Col Sangue Agli Occhi" e' un gran bel disco, un disco compatto e diretto dove la band bolognese ha espresso una grande forza creativa, affinando notevolmente le proprie armi compositive. Sonorita' incalzanti e violente che invitano a non arrendersi, a non piegarsi e a lottare giorno per giorno: "Coltiva la tua rabbia // Coltiva la tua ira // Una vita di stenti // Costretti a resistere mostrando i denti // Continua la lotta // Rifiuta nel cuore l'amara sconfitta".
Sfascia Chitarre

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