xDEFINITEx - [2018] Your Hell Stampa
Recensioni
Scritto da Ms_Antrophy   
Venerdì 10 Maggio 2019 10:00
xDEFINITEx - [2018] Your Hell
xDEFINITEx - [2018] Your Hell
01 - My Great Day
02 - Tyler Durden
03 - A Reason Too Much
04 - In This Place
05 - Fake!
06 - Make The Indifference
07 - Your Hell
08 - Suicidal Lifestyle
09 - The Massacre Game
10 - Against Every Possibility

In questa epoca confusionaria, di giochi al massacro per un opinione diversa, giochi viranti, anagrammati sui social rapportabili alla vita di tutti i giorni, dove ci inducono a pensarla in maniera di plastica, identica, come macchine impazzite costruite al massacro, costruite per annientarsi schermando un annientamento di pensiero, a non ragionare con la nostra testa, inondandoci di paura, di noia, a vivere invece che di reazione, a vivere apaticamente e spegnendosi.
Ci vogliono stupidi ci vogliono amorfi. In questo contesto si incastra a perfezione come piccole parti di un puzzle, cio' che smuove questo album. Il progetto dei xDEFINITEx nasce nel 2014 a Gorizia, inizialmente nato come one-man band plasmata e portata avanti da xGiangix, ma in breve tempo e' diventata una band a tutti gli effetti.
Portando avanti a livello di attitudine musicale l'accomunanza verso un attitudine straigth-edge e verso gruppi come i Mindset o In My Eyes, la loro produzione si basa su pallottole sparate veloci sottoforma di hardcore punk velocissimo con echi skate-punk, straigth-edge ben coscienti di saper variare da uno stile all'altro passando dall'accezione classica del hardcore punk al fastcore al thrash metal, cio' che vi attende e' un concentrato di sfumature, come un esplosione di colore su di un muro immacolato.
Dopo vari EP e demo si autoproducono il loro primo full length, Your Hell, gia' dalla cover art dell'album curata da Simone Arena ci da l'opportunita' di farci una prima schermata a livello visivo di cosa ci stiamo apprestando ad ascoltare. Un esplosioni di colori sottoforma di velocissimo hardcore punk ad alto concentrato di concetti sociali, in barba a chi dice che bisogna essere cupi per dire concetti seri e per portare una frattura nel mondo dell'underground dove spesso vive di cliche' noiosi e scontati, coscienti che tenere in mano un microfono non e' solo espressione artistica ma espressione vitale umana.
L'album s'apre con "My Great Day", concettualmente si scaglia contro chi vive il fenomeno della droga concependolo come passatempo di vivere, la band ne fa invece un monito per combattere, per combattere per qualcosa, dopo un breve intro, riff di chitarra scivolano nelle linee di basso, la batteria incessante viene squarciata dall'impostazione vocale, in sintesi il brano si presenta molto veloce e duro, ti spara in faccia rumore addosso tagliente come lame di seghe elettriche, non lascia spazio a prendere fiato che gia' cadi nella morsa del brano successivo.
"Tyler Durden", prende spunto dal personaggio di Fight Club (impersonificato da Brad Pitt), e' un brano molto veloce, linee batteristiche scandiscono il tempo come chiodi penetrano una striscia di legno illibato ferendolo, la voce (urlata, acida) ti entra negli occhi come un chiavistello ferendone fino alle cornee, fanno da perfetta cornice i riff killer di chitarra uniti al basso e alla batteria come una caduta di massicce rocce verso uno stato di immobilita' umana.
"A Reason Too Much", il brano s'apre con un urlo acido, poi le linee batteristiche incessanti come macchine da guerra trasportano, come una sorta di motivatore in una squadra, le altre linee ovvero la chitarra e il basso che procedono ultra-veloci, dote cara al fastcore, fino a dissolversi nel silenzio.
"In This Place", brano virante su una matrice thrash metal, troviamo linee di chitarra che si intercambiano con linee di batteria dove poi fa capolino la voce - urlata - acida - abrasiva che entra in testa come una mina dentro una spugna precedentemente gia' perforata. "Fake!", uno dei brani piu' veloci dell'album, l'impostazione vocale si incastra a perfezione al rumore unisono alle sue spalle tra ferro e fuoco delle linee di basso - chitarra - batteria.
"Make The Indifference", sotto una base di batteria che scarna ogni infrastruttura, le linee di chitarra veloci sono squarciate dalla voce che appare fiera e decisa come il taglio su un labbro fatto da una forbice affilata, grazie al suo appeal acido, il brano vive di una vita veloce e abrasivo, le urle schermano nel cervello e addosso nervoso emotivo di reazione.
"Your Hell", un brano che vira sul mid-tempo, si apre un brano corale dove le linee di chitarra ci aprono come si apre una finestra su di un mondo, sulla loro visione: e' un monito a pensare con la propria testa, a non farsi conformi ad un pensiero comune di questa societa' che tende a metterci uno contro l'altro, a combattere chi e' diverso da noi, colore di pelle annesso, un monito ad andare contro questo bieco populismo razzista.
"Suicidal Lifestyle", il rumore di uno skate che scivola sull'asfalto tra i sassolini, si apre cosi' questo brano, poi si fa veloce dove le linee di basso - chitarra - batteria ti stringono come la morsa di un ragno, ti buttano nel mezzo di un caotico vortice fino ad un martellante assolo di chitarra, questo brano e' un inno allo skate e un dito medio alto e rivolto al perbenismo borghese di certi salotti che storcono il naso e dove son tutti plastica e concetti scontati.
"The Massacre Game", linee di chitarra aprono il brano, sotto ai nostri occhi-orecchi si fa tutto piu' veloce, un brano massiccio e schizza come una mina vagante nell'atmosfera, la staffetta tra batteria - basso anticipa il devasto finale.
Conclude l'album "Against Every Possibility", brano veloce dove le linee di basso - chitarra viaggiano insieme alla voce che porta il brano a crescere, ad incrementarsi di pathos-rabbia in ogni segmento vieni masticato, e poi sputato; questo brano e' dedicato alla scena hc punk di Gorizia, a tutte quelle persone che ne fanno una lotta unisona e continua, contro tutto e tutti, con tutti i problemi del caso.
In sintesi, in una societa' come questa odierna dove si nasconde la faccia nella sabbia, e dove si cerca di inondare l'underground di prestabiliti cliche' vecchi e amorfi, riuscire a imbracciare un microfono e portare una ventata di freschezza, senza tralasciare dei messaggi piu' che validi sparati su base ultra-veloce, ti fanno accendere il petto ancora, ti portano a credere ancora che c'e' qualcuno che ha cose da dire in una societa' dove si preferisce atrofizzarsi nell'apatia anziche' reagire.
I xDEFINITEx come dei moderni guerrieri - xGiangix (voce), Diego (chitarra), Zapata (basso), Luca (batteria) - contro i mali comuni che si annidano ai bordi delle strade, pubblicano un album per nulla scontato dove ogni cultore del hc punk velocissimo non rimarra' deluso anzi provera' la voglia di riascoltarlo e riascoltarlo senza provare nessun accenno di noia.
E' l'album per i cultori del genere ma anche per chi cerca una via di sfondamento a questo mondo di muri neri e spessi come travertino. Cito i brani "A Reason Too Much", "Against Every Possibility", "Suicidal Lifestyle", "Your Hell" rappresentano per me la vera essenza dell'album.
Consiglio agli ascoltatori di In My Eyes, Suicidal Tendencies, Vitamin X di non perdersi assolutamente questo album.
Ms_Antrophy

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