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Piscio Sangue - [2016] Amen Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Mercoledì 02 Ottobre 2019 10:00
Piscio Sangue - [2016] Amen
Piscio Sangue - [2016] Amen
01 - Propagandantiumana
02 - La Differenza Tra Me E Te
03 - Inutili Sogni
04 - NO Vuol Dire NO
05 - L'Unico Modo Per Vivere E' Morire
06 - Come Stai
07 - 24 Secondi Di Liberta'
08 - Tanto Lavoro E Poco Divertimento Rendono Jack Un Ragazzo Annoiato
09 - Vita Dopo Vita
10 - Non Socializzare
11 - Umanita' = Fallimento
12 - La Fine Del Mondo 2
Ascoltando Amen mi salta in mente una frase di una recensione apparsa su Porrozine #8: "Quindi l'originalita' la usiamo solo per pulirci il culo in questo caso, ed e' una gran cosa, ve lo garantisco". Nello specifico si parlava di una band dedita al black metal ma, parafrasando ed adattando il concetto, basta sostituire ad originalita' le parole filantropia, calma e amore per riassumere l'ultima fatica dei Piscio Sangue.
Il leader e fondatore Federico Santini in questo lustro di silenzio, infatti, si e' nutrito solo a misantropia condita con rabbia e odio, portatondo all'estremizzazione le tematiche ed i concetti gia' affrontati dai Piscio Sangue in passato.
Ma facciamo un piccolo passo indietro; nati nel 2008 i Piscio Sangue lo stesso anno esordiscono con una promettente demo seguita da uno split ('10), con i bolognesi Intothebaobab, e il loro primo full lenght Nuovo Modello Umano.
I tre lavori sono connotati per un suono rabbioso ed a tratti caotico con tematiche, come gia' detto, nichiliste e cariche di odio verso il genere umano. Una lunga pausa sembra interrompere il percorso della band che invece ritorna nel 2016 con una formazione totalmente stravolta: Federico (alla voce e batteria, nonche' unico superstite della formazione originale), Francesco (chitarra e cori) e Marco (basso), a cui si aggiunge Samuele alla chitarra dopo l'uscita di Amen.
Proprio la nuova formazione e' il punto di forza del terzetto fiorentino con la qualita' tecnica che si innalza, unita ad una registrazione questa volta ben curata. I suoni rimangono ancorati a quell'hardcore punk vecchia scuola (veloce, urlato e rabbioso) che non disdegna scorribande verso sonorita' vicine al crust, un caos che a tratti pero' strizza l'occhio ad attimi piu' riflessivi e melodici. Il punto di forza rimangono i testi carichi di nichilismo e disillusione, rabbia e odio apprezzabili da chi e' cresciuto a pane e Nerorgasmo, con questo non vuol dire che il buon Federico faccia una copia carbone degli scritti di Luca Abort.
Da notare che la citazione di "Freccia" ("Ultima energia la forza per buttarsi via [...] L'unica speranza e' coltivare la costanza") in "L'Unico Modo Per Vivere E' Morire" fa quasi emozionare.
Gia' con "Propagandantiumana" abbiamo un riassunto di tutti gli elementi dell'album: voce urlata che sputa veleno misto a odio verso l'umanita', chitarra veloce che viene inseguita da un basso sempre presente, senza dimenticare il tupa tupa della batteria che ci piace tanto a noi. I brani si susseguono senza sosta con una media di 2'30" il che li fa scorrere senza risultare pesanti, un fluire carico di misantropia ma anche malinconia come ad esempio in "Come Stai", il piu' lento e armonioso nonche' uno dei piu' belli connotato da una calma musicale che fa da contraltare ad una potetica malata, sofferente e dilaniante.
Da sottolineare oltre la gia' citata "L'Unico Modo Per Vivere E' Morire", con la partecipazione delle riconoscibili voci di Zanna dei NoWhiteRag e Kava degli Infamia, la brevissima "24 Secondi Di Liberta'", l'unico brano scritto dal chitarrista Francesco ed il piu' violento e incalzante del lotto. L'album si chiude con "La Fine Del Mondo 2", un titolo ricorrente gia' usato per un pezzo della demo ripreso e riarrangiato in Nuovo Modello Umano, da notare l'intro affidato all'incipit di Idiocracy giusto per mettere in chiaro il pensiero sull'umanita', se ancora non era abbastanza esplicito. Qui il brano musicalmente richiama le sonorita' dei precedenti lavori seppur rivedute e corrette, quel che appare stravolto e' il testo e nel complesso non fa rimpiangere la traccia originale, anzi la arrichisce in maniera netta.
Poco da aggiungere Amen e' diretto, un disco che senza tanti giri di parole ti sputa in faccia un carico di misantropia eccessiva ma mai banale; l'hardcore dei Piscio Sangue ti prende a schiaffi senza fronzoli, cosi' come viene veloce e caotico al punto giusto e, per finire, la poetica di Federico Santini raggiunge vette degne di nota.
Chapeau!
Joel

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