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Dead Return - [2008] A Letter To Myself Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Domenica 18 Maggio 2008 19:39
Dead Return - [2008] A Letter To Myself
Dead Return - [2008] A Letter To Myself
01. Kiss Of Ignoramce
02. Not For Free
03. Blind
04. Engraved

E' con un pizzico di onore che mi appresto a recensire un Ep ed un gruppo che nel prossimo futuro scommetto faranno parlare molto di se.
La cosa piu' sorprendente e' che questo quintetto proviene da Bolzano ma non ha proprio nulla da invidiare ad i piu' esperti grupponi americani del genere.
Loro sono i Dead Return nome che a molti non dira' certo nulla, ma che con il loro hardcore newyorkese old school contaminato da sonorita' metal convincono anche uno scettico come me.
Questo disco A Letter To Myself e' il loro secondo lavoro dopo una demo uscita nel 2007 e gia' talmente apprezzata da esser stata recensita anche da una rivista mainstream come RockSound.
Ma torniamo al nuovo lavoro...
I Dead Returns nascono nell'estate del 2006 formati da Mac (voce), Umberto e Luka (chitarre), Nikola (basso) e Martin (batteria), propongono un (metal)hardcore potente, rabbioso e carico di riff spettacolari con liriche in inglese semplicemente perfette, con questo A letter to myself raggiungono un livello di maturazione tale che li porta a suonare in Germania e Slovenia oltre che in Italia ad aprire il concerto dei mostri sacri del metalcore Walls Of Jericho.
L'Ep e' composto da appena quattro tracce registrate in maniera impeccabile, e quello che maggiormente colpisce e' la tecnica strumentale praticamente perfetta.
L'apertura del disco e' affidata a quella che personalmente reputo la miglior traccia, "Kiss of ignorance" sin dalle prime battute e' presente una sezione ritmica corposa dall'impatto devastante che introduce una voce dal forte carico emotivo, splendidi i riff di chitarra mai ripetitivi o di troppo, pezzo che dopo la partenza sparata a mille nella parte centrale presenta ritmiche piu' attenuate che mettono sul piedistallo la voce ed un giro di basso ottimo, impossibile trovarvi difetti.
"Not for free" alza i ritmi rispetto alla traccia precedente apparendo piu' incazzata; la fanno da padrona l'incessante lavoro della batteria ed i soliti pirotecnici riff corposi della chitarra, si inseriscono perfettamente anche i cori che danno manforte alla sempre potente voce.
Il terzo pezzo "Blind" reppresenta quello con maggiore melodia dell'intero Ep anche se non vengono abbandonate le parti piu' rabbiose ed i soliti assoli di chitarra potenti e duri.
Si chiude con "Engraved" altro bel pezzo che abbonda di sonorita' metal mescolate a tematiche piu' propriamente hardcore.
Un disco dalla durata complessiva appena superiore ai 10' ma che bastano per emettere un giudizio piu' positivo per il quintetto.
Il consiglio e' scaricate e godetene tutti, sicuramente apprezzato per chi ama suoni metalcore ma che impressionera' anche chi non mastica il genere.
Insomma abbiamo a che fare con un piccolo grande capolavoro!
Joel

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