Immagini

Prossimi Concerti

Do It Your Shop

Tanto Di Cappello Records

Hardcorella Duemila

Vegan Riot

VegFacile - Go Vegan!

Animal Liberation Front
Home Articoli Recensioni Vibratacore - [2019] Resurgita
Vibratacore - [2019] Resurgita Stampa
Recensioni
Scritto da Ms_Antrophy   
Mercoledì 01 Luglio 2020 10:00
Vibratacore - [2019] Resurgita
Vibratacore - [2019] Resurgita
01 - Breathless
02 - Abyss
03 - Border
04 - Died To Seem Alive
05 - Wolverine Blues (Entombed Cover) + Wasting Away (Nail Bomb Cover Live)

Carl Gustav Jung nel suo libro del 1912 Simboli Della Trasformazione, pone uno spunto di riflessione dove la capacita' di risveglio da una morte viene paragonato alla possibilita' di rinascere dopo ogni morte quotidiana dove lo stallo inconscio della distruzione dell'essere umano di fronte agli ostacoli protratti nel tempo.
Un monito a non farsi abbattere mai alle avversita' della vita, e rinascere dalle proprie ceneri, contando sulle risorse che abbiamo dentro di noi per riemergere piu' forti di prima. Come l'araba Fenice che rinasce dalle proprie ceneri, la locuzione latina - post fata resurgo -, archetipo della rinascita dopo varie cadute, nella fiducia nel risollevarsi da avversita' del destino.
La forza dell'evoluzione umana senza disfarsi, la forza dell'essere anziche' apparire, di non farsi rapprendere da rapporti umani egoistici e destabilizzanti fossilizzati sul dare compulsivamente senza ricevere altrettanto, propendere verso il cambiamento nell'atto piu' effettivo del termine, una visione piu' ampia di noi stessi potrebbe farci riscontrare dove stiamo andando e in che modo lo stiamo affrontando, capiremo che la vera sublimazione di noi stessi arriva solo quando avremo affondato le nostre radici fino all'inferno, solo attraverso bruciare cio' che non ci appartiene piu', ci porta a trovare il nostro centro nevralgico equilibrato da dove poter Risorgere, Fluire, per mettere semi nuovi a cui dare un frutto piu' succoso e dove avremo affondato le nostre ossa in sinapsi algoritmiche piu' alla nostra portata. Attraverso questo discorso si apre e si scherma a perfezione la storia che sto per raccontare.
Il progetto dei Vibratacore, assume in se' l'archetipo dell'araba fenice, attivi dal 2001 il loro stile e' trasmutato da sonorita' post hardcore a uno stile piu' cupo e marcio che unisce il crust punk al black metal e death metal d'ispirazione swedish.
L'etimologia del loro nome proviene da un gioco di parole, della provenienza dei membri della band (Val Vibrata/Teramo) e core che un po' e' convergente al cuore e anche chiaramente fa riferimento all'attitudine punk hc del gruppo. Il cambio di line up non ha poi significato una perdita sotto tutti i profili, piuttosto direi una trasmutazione, come l'araba fenice (descritta sopra).
Resurgita, autoprodotto, e' un EP cupo, estremo, astioso, viscerale. Un viaggio estremo attraverso una scrittura intrusiva, viscerale, che viaggia imponente attraverso linee musicali passando dentro echi death metal di matrice svedese -, crust punk, e' la caduta in un vortice dove l'ascoltatore cade a picco tra cambi di tempo, coinvolgimento sinottico dove le linee strumentali sparano riff e sferzate come proiettili di un AK47 sparati ad altezza d'uomo avvolti da una voce incombente, estrema sublimazione espressiva umana e attitudinale.
Cinque brani incorporati di una ghost track, in cui i Vibratacore spolpano le arterie sino all'osso, 24 minuti di estremo caos e massiccio rumore, condensato in un intercessione a crescere dove si incontrano pathos e rumore furente.
L'Ep si apre con "Breathless", attraverso un suono stridulo, acido, e da subito mette i passi incessanti virare in una spinta veloce, brutale e intrusiva sulla scia death metal oriented dove la voce - brutale, intrusiva, gutturale - intercede lineare con il fluire del brano che scalpita, scalfisce, sanguina e scartavetra gli orecchi e i sensori sinottici dove le linee strumentali di basso-chitarra convergono assieme alle linee scalpitanti di batteria che si riassettano assieme alla voce. In un concentrato di estrema sublimazione estrema, intercessione di facocitante brutalita'. L'inserto di voci - ridenti ed alquanto indisponenti - rendono il brano pieno di spunti interessanti, prima di un cambio ritmico toccando echi sludge.
"Abyss", linee di chitarra e basso compongono un avvolgente cappio attorno alle linee batteristiche nell'attesa di un coinvolgimento sinottico, un giro di chitarra si allinea al resto del brano fino al punto che irrompe l'incombenza della voce che mette carica e speed al brano dove si eleva di primordiale imponenza. Intercedendo, cavalcando tra sferzate tipicamente death metal, assumono la metafora come di una scarica di pallottole di una mitraglia che viaggiano all'impazzata come se fossero sparati ad altezza d'uomo.
"Border", riff di chitarra aprono il brano e ci conducono verso affondi batteristici, taglienti, come lame di cesoie. Il brano prende piede vibrante e coinvolgente. La voce, potente, condensa in un impatto tra pathos e una morfologia simbiotica ponendosi al centro di una furia tra le linee di chitarra e bassi come rattrappiti in un vortice senza respiro, come nella morsa di un velenoso ragno. Il brano vive di cambi di tempo spasmodica come se vivesse varie vite, l'assolo di chitarra proietta le linee in chiave post metal, non disfa, non stona dal resto del brano ma si unisce corposamente al resto, proiettandoci nell'incessante connubio tra voce, sferzate batteristiche, riff velenosi di chitarra e basso. E' il centro di una bufera di rumore dissacrante.
"Died To Seem Alive", il brano si apre con un riff di chitarra intrusivo che si evolve in linee batteristiche sventrate dalla voce che maestosamente si incastra tra linee dirette, grezze, che fluiscono tra crust e hc punk, cambi di tempo che attraverso un assolo coinvolge avvolgendo l'ascoltatore mettendo il piede sull'evoluzione spasmodica del brano.
Conclude l'EP "Wolverine Blues" portata al successo dai maestri dello swedish death - Entombed -, linee di chitarra aprono il brano convergendosi in affondi batteristici dove la voce fa capolino, allineandosi anche di corposita' del brano stesso. Senza snaturare e disfare l'originale, i Vibratacore riescono a dare al brano come un istantanea nuova, una nuova visione, dove le linee strumentali di basso-chitarra-batteria salgono di pathos e si esternano in modo introspettivamente fumoso, la voce traghetta il resto del brano verso il punto estremo di dissacrazione attitudinale.
Nel brano vi e' una ghost track "Wasting Away" dei Nailbomb, brano registrato dal vivo, crudo e potente, mantenendo in se' una forte connotazione astiosa, cruda, un assalto frontale in piena regola, a mio avviso piu' estremo e brutale dell'originale, chiudendo l'EP nel modo piu' estremo e perfetto si possa prospettare se si parla di rumore che scartavetra le arterie.
In sintesi i Vibratacore - Fango (chitarra, voce), Lorenzo (basso), Sandro (batteria), traghettano l'ascoltatore fuori da ogni canone racchiuso in un genere preciso, forti di una velleita' artistica piu' che notevole, e forti di una scrittura che ti scava dentro nel sangue fino a farlo schizzare. Questo e' l'ep perfetto per chi ha bisogno di un rumore fuori schema, che sconvolga e riassetti le sinapsi emotive e vitali di questo vivere quotidiano tra post pandemia e l'apocrifa societa' silente e apatica.
Per i brani da citare, sono da citare tutti, in quanto rappresentano, la vera essenza dell'album.
Consiglio agli ascoltatori dei Dismember, Converge, Nails di non perdersi assolutamente questo EP e questa band.
Ms_Antrophy

.SCARICA IL DISCO.

.CONTATTI.
Facebook: https://www.facebook.com/VIBRATACORE/
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCqS3lVecXMMV5MUxLnaPIkw/
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

.CONDIVIDI.