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217 - [2019] Atheist Agnostic Rationalist Stampa
Recensioni
Scritto da Ms_Antrophy   
Venerdì 09 Luglio 2021 10:00
217 - [2019] Atheist Agnostic Rationalist
217 - [2019] Atheist Agnostic Rationalist
01 - Dark Medieval Times
02 - Take Your Garbage Back
03 - Piaf Has Not Yet Fallen
04 - Leave Your Enemy Alone
05 - I Won't Empathize With You
06 - Marcusian
07 - Lack Of Identity
08 - Shooting Rita
09 - Total Breakdown

Si torna sempre nei luoghi dove ti sei sentito capito, non strumentalizzato, mi stupisco sempre quando scrivo un pezzo, come alla fine di un cerchio, prestabilito o no chi puo' dirlo, io torno sempre a parlare del panorama punk hardcore abruzzese.
E quindi dopo aver parlato su queste pagine dei Mud e dei Vibratacore, e' il turno dei 217.
Il loro progetto musicale affonda le proprie radici nell'attitudine e nel punk hardcore old school, nati dalle ceneri degli Straight Opposition, il loro suono caratteristico e' la fusione degli elementi caratteristici del punk hardcore, - testi al veleno, riff e affondi diretti, blastbeat poderosi e potenti, ad una presa di posizione diretta e coincisa concettualmente e stilisticamente dove l'attitudine incontra un muro sonoro diretto e pieno come una minaccia in pieno volto, con i denti affilati e l'umilta' di chi sa che il giorno dopo c'e' ancora molto da fare, chilometri da fare, muri sociali e umani da buttare giu'.
Atheist Agnostic Rationalist e' il full length di debutto della band pescarese pubblicato dalla Indelirium Records, storica etichetta abruzzese, nel 2019. Registrato a La Tana Records, mixato al SDM Studio.
Nove brani compatti e direzionati dove testi al vetriolo, contro la societa' su ogni punto di vista, contro il pensiero mediocre, poverta' di spirito, assenza di empatia e di valori sani e critica verso ogni illusorio legame ancor piu' enfatizzato dai social network, che creano lobotomizzati senza niente da dire e dove il diverso e' messo all'angolo o viene etichettato come la fonte del problema mondiale. E' un album contro ogni controllo psichico e mentale, nella speranza di creare esseri liberi e non automi con lo smartphone in mano a crearsi una vita.
Sotto il profilo musicale sono 9 mine che si raccontano attraverso il punk hardcore old school, Pescara incontra Boston, nel senso che i 217 non hanno nulla da invidiare ai compagni d'oltreoceano che fanno punk hc ruvido e molto fisico. Vibranti e diretti. Riff di basso e chitarra taglienti, linee batteristiche potenti e massicce, voce imponente ed aggressiva, questo album e' un continuo evolversi di impulsi arrabbiati e scintille piene a cui impossibile non esserne coinvolti dal loro furore espressivo.
L'apripista "Dark Medieval Times", ci proietta sin da subito e in maniera prepotente nell'album, forte di un intro che prende un incipit del film di Elio Petri "La classe operaia va in paradiso", poi il muro morigerato sonoro, corre diretto e si scaglia contro questi periodi non proprio cosi' rosei, "Take Your Garbage Back", brano imponente dal ritmo aggressivo, veloce ed impazzito, una piccola perla punk hc, corrosiva e diretta. "Piaf Is Not Yet Fallen", brano che ha un assetto - scheggia con soluzioni moderne, il timbro cupo e svariati ed incisivi riff fanno da ponte ad un assalto sonoro senza ma e senza se'.
"Leave Your Enemy Alone", blastbeat incalzante e linee di basso impietoso, parole violente che vanno in sincrono al rumore proposto, un furente e violento suono che sotto il punk hc urlato e cupo trova la propria dimensione. "I Won't Empathize With You", brano ruvido ed arrabbiato si descrive sotto linearita' veloci e dirette, hardcore punk cadenzato e tagliente pone un monito contro tutte quelle persone che vivono la vita in modo asettico e vuoto, alla rinfusa in modo approssimativo.
"Marcusian", prendendo spunto dal pensiero marcusiano, monicker del teologo Herbert Marcuse, padre-teologo della lotta ad ogni omologazione dei consumi e di qualsiasi credo. Dall'intro lento lungo ci proietta ad un brano corposo, lento, incisivo che scava dentro come una serpe dentro la terra insabbiata da tante falsita' e illusioni. Costruito su linearita' corrosive, sporco e direzionato sul piano del testo e del suono proposto, rispondendo sempre a denti digrignati e senza paura si arriva a "Total Breakdown" uno dei brani che rappresenta al meglio il progetto dei 217, vibrante arrabbiato, un mattone sulla testa, cadenzato in maniera diretta e senza sconti, sul profilo del suono e della scrittura, che ci porta alla fine del disco, distrutti, infuocati, ri-costruiti.
Sicuramente per i fan del punk hardcore della vecchia scuola questo disco e' essenza vitale, ma anche per chi e' in cerca di una rotta nuova a cui apoigliarsi, ad un ancora sana e che non si fa controllare dai giochetti del capitalismo mascherato da grandi sinuose dichiarazioni dietro ad un televisore con il culo al caldo. Incalando suoni diretti e taglienti, schegge in mezzo ad un terreno arido prossimo alla macellazione i 217 (Ivan - voce, Antonio - chitarra, Mammuth - basso, Guglielmo - batteria) si proiettano sul panorama underground con un debutto, schiacciasassi, con la testa sulle spalle, dimostrando quanto ancora nel panorama del punk hc italiano si abbia la voglia di dire ancor molto, e dimostrano come hardcore punk continua ancora e per fortuna per tutte quelle persone che lo stato abbandona ai margini dei propri problemi.
Consiglio agli ascoltatori di Youth Of Today, Slapshot, Judge, The Haunted di non perdersi assolutamente questo disco.
Ms_Antrophy

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Bandcamp: https://217music1.bandcamp.com/

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