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Prunky Junky - [2021] Prunky Junky (1) Stampa
Recensioni
Scritto da Ms_Antrophy   
Mercoledì 13 Ottobre 2021 10:00
Prunky Junky - [2021] Prunky Junky (1)
Prunky Junky - [2021] Prunky Junky (1)
01 - American First
02 - Bad Dreams
03 - Down
04 - Prunky Junky
05 - Sinner
06 - Ukaka
07 - Ultima

In una superstilosa tavolozza composta di metriche, colori suoni e segmenti che si intervallano su atmosfere diverse, i Prunky Junky, gruppo emiliano di recente formazione si predispongono nell'asse del complicato panorama underground italico portando un ottica molto variegata in un contesto dove a volte i parametri che si usano non vanno piu' oltre del bianco e nero.
Il loro flusso sonoro e' estroso e poliedrico, e' una fiumana che scorre fuori da ogni canone descrittivo e stilistico, liberi da ogni imposizione di qualsiasi stile prestabilito. Il loro sound articolato si fonda dentro colori e segmenti punk che si riversa in linearita' funk e fuzz anni '70 a creare un sound del tutto particolare che attraverso riff di chitarra e basso a volte usando shred a volte pizzicati, si uniscono a linee batteristiche precise e vigorosi, e voce acida. Una commistione di stili e colori sonori che si spandono dentro il loro debutto omonimo Prunky Junky (1) uscito da poco.
Registrato in un unica sera all'Elfo Studio di Tavernago, descrive se stesso attraverso sette tracce dove il gruppo gioca, sperimenta colori e suoni modellandoli come creta. Costruendoli sperimentando cose che sulla carta storceresti il naso, poi ascolti, e ci stanno, senza perdere lo smalto i ritmi si fondono su riffate funk ed unite da un suono accattivante diametricalmente opposte che convincono. E' come un tornado in technicolor dentro un film in bianco e nero, l'ascoltatore come me di generi estremi non si trova poi piu' di tanto disorientato vuoi grazie ad una poliedricita' che convince, vuoi anche da una certa attitudine diy riesce a catturare l'attenzione. Brani come "American First" o l'omonima "Prunky Junky" sono l'esatto esempio di come questo trio cattura gli sguardi grazie ad una infinita' di cose che se le metti in un qualsiasi altro ordine risulterebbero aride, linearita' semplici ma particolarmente eclettiche e soniche. Alterando brani piu' o meno fluidi, nella sua interezza questo disco si ascolta piacevolmente lasciando addosso anche la curiosiata' di cosa su una dimensione "live" possano tirar fuori.
Non resta che vedere cosa tireranno fuori dal cilindro prossimamente.
Consiglio agli ascoltatori di The Lyres e Suicide Squad di annotarselo sul taccuino.
Ms_Antrophy

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