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Ejaculazione HC - [2008] Ejaculazione HC Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Mercoledì 31 Dicembre 2008 15:30
Ejaculazione HC - [2008] Ejaculazione HC
Ejaculazione HC - [2008] Ejaculazione HC
01 - Intro
02 - C'e' Sempre Un Prezzo Da Pagare
03 - Gioco Perverso
04 - Inedia
05 - Solo
06 - Realta' Distorta
07 - Catene
08 - Pena Di Morte
09 - Percorso Obbligato
10 - Falsa Felicita'
11 - Falsa Felicita' (Menfis Vocalist Version)
12 - Schiavo Della Moda
13 - Sc(q)uola (Tear Me Down Cover)
14 - Outro (Commando's Turtle Blues)

Approdano direttamente dalla provincia di Cagliari, su p4f, con il loro omonimo full lenght, gli Ejaculazione HC.
C'e' subito da dire che, visto che ormai l'anno e' praticamente finito, sono tra quello sparuto numero di gruppi che, personalmente, entran di diritto tra le piu' belle sorprese di questo 2008.
Anche se a primo impatto non pensavo che potessero valere cosi' tanto, visto la pessima copertina e l'inizio di album che non mi convinceva, ma andiamo con ordine.
Gli Ejaculazione HC nascono all'inizio del 2005, grazie a Francesco (voce e basso), Giuseppe (chitarra) e Lorenzo (batteria), anche se all'epoca il nome era Kalo di Pressione, nati dalle ceneri dei punk rockers Out of Head.
Inizialmente si impegnano a suonare solo cover punk hardcore e Oi!, ma dopo poco piu' di un anno iniziano a registrare i primi pezzi ed a partecipare ad una compilation.
Da qui in poi la svolta, che culmina nel 2008: prima l'assestamento di lineup con Francesco che si dedica esclusivamente alla voce, mentre al basso troviamo prima Massimo e, successivamente subentra Menfis (gia' chitarrista negli Spitturro), mentre alla seconda chitarra si aggiunge Carlo.
Nel Luglio 2008 finalmente registrareno il primo cd, con 11 pezzi, piu' una cover, intro ed outro, e viene cambiato il nome nell'attuale Ejaculazione HC.
Il disco presenta una buona registrazione, liriche esclusivamente in italiano per questo hardcore rabbioso e veloce, che non disdegna attimi in cui le chitarre si avvicinano a suoni piu' metal.
L'album si apre con un intro di funambolica batteria, che poi lascia spazio alla brevissima e, quasi esclusivamente. strumentale "C'e' sempre un prezzo da pagare" ed alla veloce e urlata "Gioco perverso", nell'insieme un inizio ascoltabile ma che non riesce a convincere piu' di tanto.
Ma finalmente entriamo nel vivo del disco con la bellissima "Inedia", pezzo dedicato a Quartu Sant'Elena, paese natale del gruppo, rabbia ed insoddisfazione espresse apertamente verso la citta' nelle liriche, ma anche nel suono potente e velocissimo, arricchito dalla sezione ritmica e da buoni assoli di chitarra, nonche' i perfetti e accurati cori che accompagnano l'urlato del cantante.
Si prosegue con "Solo" altro martellante ed isterico pezzo, il lavoro della batteria in certi momenti lascia esterefatti l'ascoltatore, splendide le liriche contro la fede, "Nella tua fede ci vedo illusione paura del nulla, un rifiuto alla vita. E' orami da millenni che ti autocondanni a riti e preghiere, in nome di chi?".
Non possono che piacere anche le successive "Realta' distrorta" e "Catene", la prima una potente accusa a chi vive e crede nelle informazioni dettate dalla televisione, la seconda piu' in generale contro ogni mezzo di comunicazione di massa, caratterizzata da suoni piu' duri e vicini al metal, quel che non piace molto e' la seconda voce parlata che appare nel finale del pezzo.
Suoni piu' hc in "Pena di morte", se il tema trattato e' evidente gia' dal titolo, piu' sorprendente e' il suono proposto, arricchito da un duetto di voci.
"Percorso obbligato" e' uno dei migliori pezzi dell'intero disco, tiratissimo all'inverosimile, assoli a go-go, urlato prorompente ed una batteria inarrestabile sono gli ingredienti principali.
Tocca a due versioni dello stesso pezzo "Falsa felicita', personalmente preferisco la prima versione rispetto a quella con Menfis alla voce, anche se piu' o meno si equivalgono.
L'ultimo pezzo inedito del gruppo e' un'altra bella prova, ovvero "Schiavo della moda", qui si posson sprecare le somiglianze, che si potevan notare anche negli altri pezzi, con un noto, ed ormai dissolto, gruppo patavino, ma quel che c'e' da rimarcare e' la bellezza e completezza del pezzo.
L'album si chiude con una cover dei Tear Me Down, eseguita davvero bene, e con un inutile outro.
Che dire questo quintetto mostra gia' una maturazione ed una buona originalita', sicuramente sentiremo ancora parlare degli Ejaculazione HC in futuro, non vi rimane che scaricare ed ascoltare questo ultimo album del 2008 che p4f vi dona con aMMore.
Joel

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