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L'Alternativa Alla Siae Esiste E Continua A Crescere (di Linkiesta) Stampa
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Scritto da Joel   
Lunedì 17 Marzo 2014 09:00
Soundreef
L'Alternativa Alla Siae Esiste E Continua A Crescere (di Linkiesta)

L'Ue vuole piu' concorrenza sulle royalty. Soundreef dimostra che si puo' essere piu' vicini alle band.

http://www.linkiesta.it/soundreef-alternativa-alla-siae

Linkiesta

"Dove voi vedete cose ideali, io vedo cose umane, ahi troppo umane"
F. Nietzsche

Da quando hanno inventato gli mp3 il mondo della musica non e' piu' stato lo stesso. Major in affanno, musicisti e autori "sull'orlo di una crisi di nervi", un intero sistema economico e' cambiato nell'arco di pochissimi anni.
Dopo molte battaglie legali, negli ultimi tempi sono nati alcuni strumenti piu' adatti all'economia della rete. In questo panorama, che comporta una diversa concezione del diritto d'autore, si e' affacciata, gia' nel 2011, una societa' che ha messo a punto un sistema alternativo a quello - criticato da piu' parti - della Siae.

Si chiama Soundreef e amministra sia i diritti di pubblicazione (copyright e composizioni) sia i diritti sulle registrazioni master (diritti connessi e affini) per le aziende che utilizzano musica d'ambiente, in Europa: supermarket, centri commerciali, ristoranti, negozi di elettronica, mobilifici e molti altri.

"Siamo partiti con una cifra di un milione di euro grazie al supporto di EnLabs, incubatore ed acceleratore romano, tra i nostri primi finanziatori " - dice il fondatore David D'Atri, esperto di start up e di diritti musicali, con una formazione economica -. "Una grossa famiglia di industriali italiani del vetro ha creduto in noi e, da allora, non ci siamo piu' fermati". L'oggi significa un ingente investimento da parte della compagnia LVenture e di soggetti privati, 45 milioni di clienti ogni mese ed esborso sui diritti su oltre 150.000 canzoni.

"Oltre a fornire la musica, aggreghiamo e distribuiamo le royalty necessarie, costituendo un'alternativa alle societa' di collecting musicale tradizionali come Sacem, Buma/Stemra, Stim, Siae, Sgae e Tono", aggiunge D'Atri da Londra, dove Soundreef ha la sua sede centrale.

Cio' e' stato possibile perche' "nel 2008, la Commissione europea ha confermato che la concorrenza oltre i confini per il collecting di royalty e le licenze musicali nell'Unione europea e' possibile e consigliata" - sottolinea il fondatore -. "Significa che ogni fruitore di musica puo' comprare una licenza per trasmetterla, proveniente dalla societa' nazionale o internazionale di sua scelta, e che ogni artista, editore o etichetta puo' essere rappresentato dalla societa' di collecting che piu' gli si addice. Nel 2013 la Commissione Europea ha ribadito la sua decisione".

Ad oggi, Soundreef conta su uno staff di 15 persone e sulla collaborazione di commerciali, programmatori, specialisti del settore musicale da Londra alla Croazia, alla Spagna. In due anni si e' espansa in 12 Paesi, dall'Irlanda alla Svezia, dall'India alla Romania. Solo in Italia, sono circa 3.000 i punti vendita che serve. Tra Italia e estero sono molte le catene internazionali che si avvalgono dei suoi servizi: Auchan, Bennet, Despar, Giochi Preziosi, Larry Smith, Leroy Merlin, Unes Spa.

"Parliamo di circa 145 milioni di persone al mese che entrano in negozi in cui viene diffusa la musica di Soundreef", specifica D'Atri. Un bacino di fruizione enorme. Nel 2013, la societa' ha chiuso contratti per un valore di oltre 4 milioni di euro. La percentuale dei clienti che hanno rinnovato la stipula, dal 2013 al 2014, e' del 98 per cento. Le band che hanno guadagnato per la prima volta delle royalty nel 2013 sono state 908.

I musicisti possono decidere di depositare i propri brani in Soundreef ed entrare nella library musicale che conta, ad oggi, 170.000 pezzi, o semplicemente di gestire i propri live con Soundreef. Nel 2013, un content provider, editore o label ha guadanato, in media, 6.200 euro; una band indipendente circa 6.000 euro. L'iscrizione a Soundreef e' gratuita, "a differenza della Siae che chiede 150 euro l'anno, spesso senza che autore o editore recuperino la cifra medesima" - dice D'Atri -; "di media i nostri artisti incassano 257 euro l'anno".

Cosa fa la differenza in Soundreef? "La dedizione alla qualita' del catalogo musicale e le transazioni trasparenti. Sia che si depositino i brani in Soundreef sia che si parli di live, i musicisti possono monitorare in tempo reale i propri introiti e riceverli ogni trimestre". E poi la consulenza certificata attraverso marchio Soundreef e un customer service che fornisce risposte entro 48 ore. "Entreremo presto nel campo del live", assicura D'Atri. Una promessa.

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Fonte: L'Alternativa Alla Siae Esiste E Continua A Crescere (di Linkiesta)
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