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Il Tuo Sporco Ultimo Smartphone (di Il Barrito) Stampa
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Scritto da sberla54   
Mercoledì 14 Settembre 2016 09:00
Il Tuo Sporco Ultimo Smartphone
Il Tuo Sporco Ultimo Smartphone (di Il Barrito)

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Il Barrito - Quotidiano Di Approfondimento Indipendente

Il periodo storico in cui viviamo e' stato definito con due accezioni, fortemente collegate tra loro: societa' post-industriale e societa' dell'informazione. Queste definizioni indicano un fenomeno preciso, ovvero il maggior rilievo assunto dal settore terziario (servizi e informazione) rispetto al settore secondario (industria) nei paesi ad economia avanzata. Bisogna tener presente, tuttavia, che esso riguarda solo una parte del sistema socio-economico globale e tende ad escludere al momento dell'analisi l'altra meta' del cielo, ovvero i cosiddetti paesi in via di sviluppo e i paesi arretrati. Un aspetto fondamentale di questa transizione e' dato dalle Information and Communication Technology (ICT), dalla cibernetica e dell'informatica in generale, le quali hanno consentito di far entrare nella quotidianita' dei cittadini apparecchi tecnologici precedentemente impensabili. Lo sviluppo tecnologico ha consentito di passare da giornale, radio e televisione al pc e agli smartphone, attraverso i quali ogni cittadino puo' accedere all'informazione che preferisce e comunicare con chiunque.
Ogni giorno utilizziamo dispositivi che ci permettono di essere connessi col resto del mondo: possiamo sapere cio' che accade nel quartiere vicino al nostro, oppure dall'altro lato del pianeta; possiamo mettere "mi piace" su Facebook alla foto di un amico, oppure "cinguettare" uno stato su Twitter; inviamo decine di messaggi di testo e vocali al giorno, e-mail, carichiamo la nostra biografia lavorativa su Linkedin, utilizziamo i motori di ricerca su internet, ecc.

Ognuna di queste attivita' comporta inviare e ricevere dati, i quali, banalmente, non sono nient'altro che informazioni che mettiamo a disposizione della rete. Col passaggio dalla datizzazione alla digitalizzazione, ossia convertire un dato nel linguaggio dei computer, la possibilita' di gestione, utilizzo e archiviazione dei dati ha subito un impulso grazie al supporto dei Data centers in cui vengono caricati. E' stato anche grazie a questo passaggio e alla nascita del Web 2.0 (e in seguito Web 3.0 e 4.0) che i social network e i siti di compravendita come Amazon hanno visto la luce. Il fondatore di Facebook, Zuckerberg, e' riuscito a comprendere le potenzialita' infinite che sono contenute nei dati e attraverso la registrazione degli aggiornamenti di status e dei "mi piace" degli utenti e' in grado di individuare gli inserti pubblicitari piu' idonei a generare ricavi. In questo senso, gli investimenti in infrastrutture informatiche e digitali (come la banda ultra-larga e il cloud computing) diventano fondamentali e gli effetti si irradiano nella nostra vita quotidiana, in quanto essa ormai ruota attorno a queste innovazioni: la digital economy e la share economy, la fruizione di servizi streaming, il telelavoro, sistemi come blablacar e lo sviluppo di infrastrutture informative. Queste sono solo alcuni esempi tra i tanti tipi di relazioni che l'innovazione tecnologica e' in grado di formare.

A questo punto, la domanda che dobbiamo porci e' la seguente: sulle spalle di chi si regge la trasformazione del sistema sociale, economico e produttivo che i paesi ad economia avanzata stanno conoscendo e che si ripercuotono sulle abitudini della vita quotidiana? Per offrire una risposta esauriente, puo' essere di aiuto seguire la filiera di un minerale in particolare: il riferimento e' al tantalio. Esso e' un metallo di colore grigio, che venne indentificato per la prima volta in Svezia nel 1802.

Il nome deriva dal mito di Tantalo, che era stato condannato dagli dei a subire un supplizio eterno: venne legato ad un albero di frutta in un lago e, nonostante fosse diventato ombra, sentiva il bisogno di mangiare e bere. Tuttavia, nel momento in cui si avvicinava ai frutti per mangiare, essi si allontanavano. Allo stesso modo, quando si chinava per bere l'acqua, essa si diradava. La scelta di far derivare il nome del minerale da questo mito, risiede nelle sue capacita' chimiche. Infatti il tantalio e' un minerale refrattario, ovvero e' in grado di resistere agli attacchi di sostanze acide ad elevate temperature, senza percio' avviare reazioni chimiche, ha un punto di fusione molto alto e la presenza nella crosta terrestre e' molto bassa, ovvero 0.7 parti per milione (ppm). Inoltre, nonostante la sua resistenza, risulta essere anche un minerale duttile e biocompatibile, ovvero e' inerte al corpo umano.

Questo insieme di caratteristiche rende il tantalio un minerale fondamentale per l'utilizzo industriale in vari settori, di cui il piu' importante riguarda la produzione di semiconduttori da applicare ai condensatori per uso elettronico. La rilevanza del tantalio in questo ambito e' facile da intuire: i condensatori sono dispositivi elettrici, il cui scopo e' di immagazzinare energia all'interno di un campo elettrico e i semiconduttori in tantalio consentono di accumularne una quota maggiore, anche con dimensioni e peso minori. Cio' vuol dire che garantisce prestazioni migliori rispetto a condensatori realizzati con altri materiali, con una riduzione dello spazio occupato. Questo fattore nell'ambito dell'industria elettronica e' fondamentale, poiche' consente la miniaturizzazione delle componenti e quindi di guadagnare spazio e ridurre il peso di un dispositivo.

Il tantalio non si trova puro in natura ma e' contenuto in altri minerali, principalmente nella tantalite, nella microlite e nella wodginite. Di questi, il piu' importante per concentrazione e' la tantalite. Un ulteriore forma in cui si presenta e' la columbite-tantalite, in particolare nella zona dei grandi laghi africani (dove e' conosciuta col nomignolo coltan) e in Brasile. I depositi in cui sono contenute le risorse e le riserve di minerali da cui si ottiene il tantalio sono prevalentemente di pegmatite e non sono concentrate in una specifica regione del mondo, ma sono presenti in tutti i continenti. Il suo primo impiego rilevante comincio' in campo militare, in particolare durante la seconda guerra mondiale, per l'utilizzo di radar e radio per le comunicazioni. Nel momento in cui la sua importanza - in un contesto sociale dominato dalle Information and Communication Technology e connotato dalla massificazione dei dispositivi elettronici - e' aumentata, l'industria mineraria ha cominciato a dedicarsi all'estrazione del coltan e, oltre la Repubblica Democratica del Congo, della tantalite come prodotto primario. Comunque sia, a tutt'oggi il tantalio in parte continua ad essere ottenuto dagli scarti della lavorazione di altri minerali (in particolare lo stagno), quindi nella parte della filiera in cui sono coinvolte le raffinerie e le fonderie. Questa digressione sulla distribuzione geografica del tantalio e' utile per comprenderne la sua strategicita' e la sua criticita'.

Utilizzando la terminologia adottata dal report Critical raw materials for the EU, con risorsa strategica ci si riferisce a tutte quelle materie che rivestono importanza sul piano militare e della sicurezza nazionale, mentre il termine risorsa critica indica l'importanza dal punto di vista economico in senso lato. Da cio' si irradiano diverse relazioni tra attori sociali sul piano internazionale, da quelle geopolitiche alla concorrenza tra imprese. Tuttavia tali rapporti hanno delle ricadute anche sul piano delle microrelazioni della vita quotidiana, in particolare per le popolazioni che stanno alla base della catena produttiva. Infatti, oltre a queste dinamiche di concorrenza tra regioni del mondo e, di conseguenza, tra imprese del settore, lungo la filiera produttiva si delineano due contraddizioni: una tra capitale e lavoro, l'altra tra capitale e ambiente naturale. Non e' questo lo spazio adeguato per approfondire queste tematiche; tuttavia e' possibile evidenziare quali siano i principali punti di queste controversie e come esse siano collegate alle abitudini della vita quotidiana dei paesi ad economia avanzata. Entrambe accompagnano il capitalismo fin dalla sua origine e, se nel caso della contraddizione tra capitale e lavoro e' intervenuto il diritto del lavoro e le forme di welfare state ad attenuare le pressioni che venivano esercitate sui lavoratori, per quel che riguarda la controversia tra capitale e ambiente i primi interventi sono stati sviluppati solo a partire dagli anni ‘90 del secolo scorso.

Se ci poniamo pero' da una prospettiva che guarda al sistema socio-economico come una unita' organica, ci accorgiamo che gli interventi hanno riguardato solo i paesi ad economia avanzata, mentre tutti i paesi esterni a questo blocco non hanno conosciuto uno sviluppo di questo genere.
I minatori del sud del mondo e, proseguendo lungo la filiera produttiva, gli operai che assemblano il prodotto, in particolare alla Foxconn in Cina, cosa di cui abbiamo gia' parlato in questo articolo, sono esclusi da qualsiasi ipotesi di diritto del lavoro e di diritti umani in generale: non esistono misure di sicurezza sul luogo di lavoro e gli orari e i ritmi lavorativi sono estenuanti.
A cio' si aggiunge lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e l'inquinamento dovuto all'attivita' produttiva delle fabbriche.

Ma in che modo quanto detto fino ad ora e' collegato alla contraddizione tra capitale e ambiente naturale? I paesi ad economia avanzata stanno puntando con maggior vigore sulla sostenibilita' e sull'utilizzo delle risorse rinnovabili. Tuttavia, il modo di produzione capitalistico per la sua stessa riproduzione deve sviluppare dinamiche di produzione continua e di accumulazione per l'accumulazione, alle quali viene data una copertura ideologica attraverso impianti pubblicitari e campagne di marketing che inducono il pubblico a consumare. Il mercato dei prodotti elettronici e', assieme al vestiario, quello piu' coinvolto nelle dinamiche dell'usa e getta e, come abbiamo detto poc'anzi, la produzione di un dispositivo elettronico comporta uno sfruttamento della manodopera e un impatto ecologico rilevantissimo, sia nella fase dell'estrazione, che in quella della pulizia e lavorazione del minerale, cosi' come per il riciclaggio. Oltre all'inquinamento dovuto al processo di produzione necessario per creare le componenti ed assemblare i dispositivi elettronici, se ne forma un altro dovuto al loro utilizzo: esso e' causato dal funzionamento dei Data centers che consentono di usufruire dei servizi digitali poiche', affinche' cio' possa avvenire, deve esserci una fornitura continua di energia elettrica ai server. Questo fenomeno raggiunge un'importanza maggiore nel momento in cui l'accessibilita' ad internet sta diventando capillare in tutte le parti del mondo e i paesi in forte espansione economica (in particolare la Cina) hanno ampliato enormemente la domanda di dispositivi elettronici, soprattutto di cellulari e PC.

Per comprendere piu' a fondo la relazione tra le nostre abitudini quotidiane e lo sfruttamento delle risorse umane e ambientali, occorre analizzare le dinamiche del consumo e della moda. Infatti, raramente un cellulare o un PC vengono gettati perche' non funzionano piu', ma intervengono variabili collegate alle dinamiche suddette. Latouche, a tal proposito, parla di obsolescenza tecnica, obsolescenza psicologica (o simbolica) e obsolescenza programmata.
Con il primo termine si riferisce all'introduzione di innovazioni tecniche che rendono antiquate tecniche e dispositivi utilizzati fino a quel momento; col secondo intende la desuetudine dovuta non all'uso tecnica, ma da quella che lui definisce persuasione occulta dovuta alla pubblicita' e alla moda; infine, l'obsolescenza programmata consiste nel far terminare il ciclo di vita del prodotto prima del dovuto, attraverso l'artificiosita' di un difetto dovuta all'applicazione di un dispositivo concepito per interrompere la corretta funzionalita' anticipatamente. Questo tipo di obsolescenza e' stata concepita appositamente per vendere piu' prodotti, ed e' connessa a quella simbolica attraverso un rapporto simbiotico.

Per i prodotti elettronici di massa questo aspetto e' molto evidente: le principali aziende di vendita bombardano costantemente il pubblico con campagne pubblicitarie che invocano al consumo e all'acquisto dell'ultimo modello. L'obiettivo e' quello di intaccare la cosiddetta etica del durevole e di consolidare il suo opposto, ovvero la politica dell'usa e getta.
Un effetto che deriva da questi comportamenti e' la creazione di enormi quantita' di rifiuti, di cui la maggior parte viene smaltita nei paesi in via di sviluppo e arretrati. L'impatto per queste regioni del mondo e' duplice. Infatti, se in origine vengono depredati delle loro risorse naturali, alla fine del ciclo esse diventano delle discariche, poiche' la maggior parte delle apparecchiature fuori uso vengono depositate li'. Inoltre si e' sviluppato nel tempo un commercio illecito di tali rifiuti, molti dei quali tossici, in cui si inseriscono gli e-waste, poiche' contengono sostanze come piombo, arsenico, berillio, ecc. che se vengono bruciati producono gas velenosi.

Le societa' ad economia avanzata si trovano dunque nel mezzo di due forze che si muovono in direzioni diverse: da un lato la necessita' di implementare politiche per contrastare il surriscaldamento climatico, ad esempio attraverso l'adozione di nuove fonti energetiche e la riduzione dei consumi di energia elettrica; dall'altro il bisogno di creare e mantenere in funzione le infrastrutture informatiche e digitali necessarie alla riproduzione della nostra vita quotidiana. Tuttavia, come abbiamo visto, affinche' cio' possa avvenire, l'impatto sulle risorse umane e ambientali e' enorme, sia nella fase iniziale in cui si ottengono le materie prime e si creano i manufatti (i dispositivi elettronici e le infrastrutture informatiche e digitali), sia in quella finale dove esso e' dovuto al loro utilizzo e al loro deterioramento.
Giorgio Pirina

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Fonte: Il Tuo Sporco Ultimo Smartphone (di Il Barrito)
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