Immagini

Prossimi Concerti

Tanto Di Cappello Records

Vegan Riot

VegFacile - Go Vegan!

Animal Liberation Front
Home Articoli Varie La Setta Del Buongiornissimo Di Facebook (di Il Cartello)
La Setta Del Buongiornissimo Di Facebook (di Il Cartello) Stampa
Varie
Scritto da sberla54   
Venerdì 17 Febbraio 2017 10:00
La Setta Del Buongiornissimo Di Facebook
La Setta Del Buongiornissimo Di Facebook (di Il Cartello)

http://www.ilcartello.eu/on-the-road/society/la-setta-del-buongiornissimo-di-facebook/

Il Cartello - Rivista di cultura e societa'

Sono adulti fra i 40 ed i 60 anni con scarsa dimestichezza nell'utilizzo dei social e della lingua italiana. Sono la setta del "Buongiornissimo" di Facebook, e chiunque ne ha almeno uno fra i propri amici virtuali.

Per alcuni e' un morbo peggiore della Peste nera che falcidio' l'Europa a meta' del XIV secolo. Per altri e' soltanto un immenso contenitore di spunti da cui trarre parodie e prese in giro. In realta', che piaccia o meno, il cosiddetto fenomeno del Buongiornissimo! Kaffe'? e' ormai entrato a far parte delle dinamiche che caratterizzano il linguaggio usato sui social. Ma andiamo con ordine, partendo proprio dall'estetica di questi migliaia di utenti, pronti a postare quotidianamente su Facebook copia-incolla di bufale, santini di Padre Pio, foto glitterate con font pacchiani ed immagini in bassa risoluzione piene zeppe di cuori, cani stilizzati, gatti e sticker sorridenti.

Chi sono, dunque, queste persone? Seguendo le pagine ironiche sull'argomento - come "La piaga dei cinquantenni sul web" o "Il proliferare di immagini di merda sulle bacheca dei quarantenni" - una prima risposta e' lapalissiana: adulti fra i 40 ed i 60 anni (benche' tale moda sia comunque piu' trasversale di quanto si pensi), con scarsa dimestichezza nell'utilizzo dei social e, piu' in generale, della lingua italiana. Basta fare mente locale e gia' e' possibile visualizzarne parzialmente il profilo. Dopotutto chiunque ha fra i propri amici virtuali una vecchia zia, o un collega, o un conoscente che ogni giorno propina al mondo la sua dose di tramonti photoshoppati e filosofia tanto al chilo.

Difficile stabilirne, pero', un esatto target sociale, che e' variegato ed ampio. C'e' l'esponente medio della working class, la donna di mezza eta' con bassa scolarizzazione, il maschio alpha, il prototipo di elettore che vede di buon occhio Trump ed il risultato del referendum Brexit, ma anche l'imprenditore, la libera professionista, l'esercente, il laureato all'"Universita' della vita". Un melting pot identitario che ha, tuttavia, un denominatore comune basato su una forma piu' o meno latente di analfabetismo funzionale. Per meglio comprendere, ecco alcuni esempi di post tipici selezionati da pagine come "Non mollare mai", "Le ali del sorriso", "Dolce follia" e simili.


Il buongiorno

La pietra angolare di questa dottrina social e', naturalmente, il buongiorno, con le sue relative variazioni (buonasera, buonanotte, ecc). Un vero e proprio mantra urlato a squarciagola ogni mattina, che si accompagna ad animali - cani e gatti uber alles - o a personaggi come Tom & Jerry, Topo Gigio, Betty Boop, Corto Maltese.

Insomma, piu' che altro rassicuranti simboli del passato, con rarissime eccezioni, fra cui gli onnipresenti Minions in una sorta di escursione esotica nel presente. Degne di nota, nei "buongiorno", le call to action tendenti al pietismo. Cani abbandonati che nessuno vuol salutare, neonati col broncio: non esiste mezzo troppo melenso per raggiungere il fine dell'interazione. Leggi like e commenti.


Il Kaffe'

Per chiunque, approcciarsi ai social, e' stato traumatico. Certo, non al livello di un aborigeno alle prese con la tecnologia dei colonizzatori europei, ma quasi. Proprio per questo in molti, soprattutto le vecchie generazioni, hanno tentato di riportare dentro a Facebook situazioni familiari che erano abituati a gestire nella vita quotidiana. Ad esempio il caffe'.

Non solo una bevanda, ma bensi' la sintesi della socialita', del relax, dell'incontro. Il caffe' virtuale - che su Facebook diventa "kaffe'" in una tragica ricerca di giovanilismo - e' quindi il richiamo perfetto per commentare una foto, per tentare un approccio romantico in chat, per giustificare senza colpa alcuna i minuti di nullafacenza passati davanti allo schermo. Un rituale da bar, proiettato compulsivamente sui social network.


Le persone false

Forse l'aspetto piu' controverso e preso di mira dall'ironia del web riguarda l'ossessione di certi utenti per le persone false, o "perzone falze" in quella che diventa la piu' classica delle traslitterazioni sarcastiche. Il motivo? Probabilmente deriva dal retaggio televisivo di questi ultimi quindici anni, delineato da reality e format pomeridiani sempre piu' sguaiati. In questi contesti - fra tronisti, concorrenti del Grande Fratello e via dicendo - il grido dei protagonisti, volto ad autoincensarsi, e' sempre stato il medesimo: "Io sono me stesso. Io non sono una persona falsa".

Verita'? C'e' quantomeno da dubitarne. Insomma, chiunque puo' intuire come in un programma televisivo la spontaneita' venga irrimediabilmente a mancare ma, nonostante cio', piano piano, questo slogan e' stato comunque interiorizzato dalle masse adoranti del trash, che ne hanno fatto il valore basilare - almeno all'apparenza - delle proprie esistenze. E quindi...


L'indignazione

Qui purtroppo si esce dall'aspetto comico della vicenda, per entrare nelle torbide acque del grottesco, del qualunquismo, del populismo. L'indignazione e' il sentimento prevalente in questo target di utenti. Perfino se - per indignarsi, appunto - e' necessario ricorrere a bufale, notizie inventate, speculazioni. Non importa. La cosa fondamentale e' l'opportunita' di potersi mostrare al mondo sensibili, integerrimi, sgomenti rispetto agli eventi del quotidiano.

Ovvio, pero', che un atteggiamento cosi' ostentato e kitsch finisce per risultare nel migliore dei casi ridicolo. Ecco dunque che ogni occasione diventa buona per racimolare like e condivisioni con post ai limiti del subumano. "Scrivi amen e condividi se sei indignato". "Scrivi forza e condividi se vuoi salvare gli ammalati". Gli obiettivi piu' bersagliati dalla gogna mediatica? Palese: politici ed immigrati.


I totem

Altro segmento di analisi che finisce inevitabilmente nel tragicomico riguarda i leitmotiv delle bacheche di questi utenti, o meglio i capisaldi ricorrenti nelle loro "linee editoriali". In primo luogo non puo' mancare l'onnipresente "pulizia contatti", ovvero l'eliminazione dalle amicizie Facebook: una sorta di anatema che volteggia sopra la testa degli account che non apprezzano sufficientemente i post proposti.

Altro totem social della setta del buongiornismo e' poi l'animalismo sfrenato, portato all'eccesso dell'antropomorfizzazione disneyana. Condivisione psicotica di cani, gattini, cuccioli di foche: nessuna particolare selezioni per le specie, a patto che siano esteticamente in grado di suscitare basici sentimentalismi. Non mancano, proprio in questo senso, immagini di animali senza zampe, con il famoso claim: "Il 97% di voi non ci condividera' sulla propria bacheca perche' siamo diversi". Ultime, ma non meno importanti, l'immotivato senso di persecuzione ("verso chi ci pugnala alle spalle") e le citazioni, completamente a caso e spesso fasulle, di Jim Morrison, Oscar Wilde e Charles Bukowski.
Lorenzo Sarra

.LINKS.
Fonte: La Setta Del Buongiornissimo Di Facebook (di Il Cartello)
Home Page Il Cartello: http://www.ilcartello.eu/
Facebook Il Cartello: https://www.facebook.com/ilcartelloblog
Twitter Il Cartello: https://twitter.com/ilcARTEllo
E-mail Il Cartello: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

.CONDIVIDI.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna