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Gli Interessi In Gioco Sul Tap. Una Fregatura Per Il Territorio (di Contropiano) Stampa
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Scritto da sberla54   
Venerdì 07 Aprile 2017 10:00
Gli Interessi In Gioco Sul Tap. Una Fregatura Per Il Territorio
Gli Interessi In Gioco Sul Tap. Una Fregatura Per Il Territorio (di Contropiano)

http://contropiano.org/news/ambiente-news/2017/04/01/gli-interessi-gioco-sul-tap-fregatura-territorio-090490

Contropiano

E' probabile che da Lunedi ricomincera' il braccio di ferro sul campo tra attivisti, comunita' locali contro le autorita' che vogliono imporre la Tap sul territorio salentino. Cosi' come nel caso della Tav in Val di Susa, gli affaristi e le multinazionali hanno arruolato uno stuolo di comunicatori ed esperti disposti a certificare l'utilita' dell'opera e la sciagura che ne deriverebbe in caso di sospensione. Le panzane distribuite e smentite sulla Tav hanno ormai allenato molte persone a diffidare di queste campagne di moral suasion che anticipano e accompagnano troppo spesso le manganellate degli agenti. Proviamo allora a fare alcune domande e fornire alcune risposte.

Chi sono gli azionisti del Trans Adriatic Pipeline (Tap)?

Con il 20% delle azioni Snam (Italia) BP (Gran Bretagna), Socar (Azerbaijan), con il 19% Fluxys (Belgio), Enagas con il 16% (Spagna), con il 5% Axpo.(Svizzera): La sede e' in Svizzera.

Questo gasdotto fa parte del piu' grande progetto denominato Corridoio Sud del Gas di cui fanno parte il Trans Anatolian Pipeline (TANAP) e il Trans Caspian Gas Pipeline. Secondo quanto descritto nel Progetto definitivo, il tratto italiano del gasdotto dovrebbe avere una portata di 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno, con la possibilita' di un aumento di portata nel futuro fino a 20 miliardi di metri cubi.

La sezione italiana del progetto TAP prevede la costruzione di una condotta sottomarina (tratto offshore) lunga circa 45 km (a partire dalla linea mediana del mare Adriatico), di una condotta interrata (tratto onshore) lunga circa 8 km e di un Terminale di Ricezione del Gasdotto (Pipeline Receiving Terminal - PRT) ubicato nel Comune di Melendugno (LE).

Ma l'Italia sara' veramente strategica per la Tap?

La firma dei contratti con l'Azerbaijan da parte della tedesca E.On e e della francese Suez Gaz de France confermano l'obiettivo del prolungamento della TAP in Svizzera, Germania, Francia, Belgio e Gran Bretagna. E' interesse del colosso britannico British Petroleum, di quello norvegese Statoil, di quello azero SOCAR, della compagnia belga Fluxys, della francese Total, della tedesca E.On e della svizzera AXPO terminare la TAP in Europa Nord-Occidentale, e non in Italia. Se questo dovesse accadere, l'Italia si troverebbe ridotta dal ruolo di principale hub nell'Unione Europea del gas proveniente dall'Azerbaijan a mero paese di transito dell'oro blu azero verso il Nord-Europa, senza avere neanche negoziato i diritti di passaggio del carburante in termini economici (le famose royalties).

Ma a che e a chi serve il Tap?

Sentiamo cosa dice il manager addetto alla sezione italiana del progetto. Rispondendo alle domande dell'Osservatorio delle "relazioni tra territori e imprese", Elia ci spiega questo:

"TAP e' la parte terminale di un piu' grande progetto, davvero strategico per l'Europa: l'apertura del Corridoio meridionale del gas che colleghera' il nostro continente immediatamente all'Azerbaigian e ai suoi giacimenti del Mar Caspio, ma piu' in generale a un'area assai vasta (dal Caspio, appunto all'Iran al Medio Oriente, al Mediterraneo Orientale) che detiene immense riserve di gas naturale. Questo garantira' la diversificazione e quindi la sicurezza delle fonti di approvvigionamento energetico, riducendo la dipendenza attuale da una troppo ristretta rosa di produttori. L'Italia, che sara' la porta d'ingresso di questo gas nel mercato europeo ne guadagnera' in termini geopolitici ma anche in termini economici: piu' produttori significa piu' concorrenza, con effetti che potremo vedere in bolletta e anche in termini di diritti di transito da pagare al gestore di rete italiano".

Nulla, dalla risposta di Elia, traspare sulle ricadute economiche per il territorio, si parla solo di vantaggi geopolitici e ampliamento della concorrenza. Michele Mario Elia, Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana (gestore dal dal 2006 al 2014 era amministratore delegato di RFI (Fs) dal 2014 al 2015 e' stato Amministratore Delegato di FS). Nel 2016 viene nominato Country Manager Italia di Tap (Trans adriatic pipeline). Il 31 Gennaio 2017 Michele Mario Elia, in qualita' di ex amministratore delegato di Rfi, e' stato condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione per la strage di Viareggio.

Dalla Tav in Val di Susa alla Tap nel Salento, i personaggi che ruotano intorno a questi affari non sembrano proprio brave persone.
Stefano Porcari

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Fonte: Gli Interessi In Gioco Sul Tap. Una Fregatura Per Il Territorio (di Contropiano)
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