Immagini

Prossimi Concerti

Tanto Di Cappello Records

Vegan Riot

VegFacile - Go Vegan!

Animal Liberation Front
Home Articoli Varie Completamente Sold Out Stocazzo: Cosi' Un Gruppetto Puo' Riempire Uno Stadio (di Linkiesta)
Completamente Sold Out Stocazzo: Cosi' Un Gruppetto Puo' Riempire Uno Stadio (di Linkiesta) Stampa
Varie
Scritto da Joel   
Giovedì 22 Giugno 2017 09:00
Completamente Sold Out Stocazzo
Completamente Sold Out Stocazzo: Cosi' Un Gruppetto Puo' Riempire Uno Stadio (di Linkiesta)

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/05/18/completamente-sold-out-stocazzo-cosi-un-gruppetto-puo-riempire-uno-sta/34291/

Linkiesta

In un mercato discografico in crisi ecco lo stratagemma per riempire location grandi e prestigiose, usato da chi non avrebbe i numeri per farlo. C'entrano gli spazi, c'entra un ticketing "disinvolto". Ma non solo

Questa faccenda dei sold out vi e' sfuggita di mano.
Anche questa faccenda di portare a suonare artisti, chiamiamoli per convenienza retorica cosi', relativamente minori in posti molto piu' grandi di quanto potrebbero mai riempire vi e' sfuggita di mano.
Esistono le tappe. Toccherebbe mettersi in cammino e raggiungerle.
La faccenda della gavetta, avete presente?
Un tempo finire a cantare all'Arena di Verona era una specie di sogno a occhi aperti, sogno che pochi poi vedevano realizzato. Oggi, basta avere un determinato promoter, quello, per intendersi che ormai gestisce l'Arena di Verona come se fosse casa sua, portandoci praticamente tutti i propri artisti, artisti nella stragrande maggioranza di fascia medio-bassa, parlo di numeri.
Alla faccia della gavetta, dei passi da fare uno alla volta, della tappe.
Tutti a bruciarle, le tappe. Subito. Senza senso.
Senza senso...
Mhmm.

A dire il vero un senso c'e'.
Ma nulla ha a che vedere con gli artisti in questione. Sicuramente niente a che fare con l'arte.
E volendo anche con la musica.
Facciamo una fotografia, cercando di non farla mossa come i selfie di Gue' Pequeno.
Oggi dischi non se ne vendono piu'. Non e' una metafora, ma un dato di fatto. Oggi si fanno album, ancora, ma poi si sta in Top 10 degli album piu' venduti, la Top 10 della FIMI, e dopo sei settimane di permanenza, con una settimana al primo posto e un paio al secondo, si arriva a ricevere la certificazione del Disco d'Oro, cioe' le prime venticinquemila copie vendute (ventimila certificate FIMI, piu' cinquemila di retail, circa). Sei settimane in Top 10= venticinquemila copie, questo l'esempio concreto di uno degli artisti del momento, Ermal Meta col suo Vietato morire, fatevi un'idea.
E di queste venticinquemila copie, sempre per essere pragmatici e poco poetici, ci sono anche gli streaming, conteggiati uno a centotrenta. Magari nel caso di Ermal Meta non molti, gli streaming, ma in alcuni casi unica fonte di introiti.

Zero mercato, quindi. E' un dato di fatto.
Oggi dischi non se ne vendono piu'. Gli artisti campano coi live, si dice, ci diciamo. Ma andiamo a analizzare anche un po' questo segmento del mercato musicale.
I live, quindi.
Ci sono artisti che sul fronte live non esistono, vedi alla voce talent. C'e' gente che esce da Amici o da X Factor che, in tanti anni di carriera, non e' stato in grado di farsi un tour vero e proprio. In alcuni casi non e' stato e non e' capace di fare neanche un concerto a pagamento. Quindi li si vede nelle piazze, d'estate, o nei centri commerciali.
Poi ci sono gli artisti medio-bassi, quelli che ambiscono, legittimamente, a fare concerti in locali e palasport di media o piccola capienza. Sono la piu' parte di chi vive di concerti. Nomi che non possono ambire agli stadi, ma neanche a arene indoor con capienze importanti, come il Forum o il Palalottomatica. Gente che, figuriamoci, non dovrebbe pensare all'Arena di Verona neanche dopo aver mangiato la peperonata subito prima di andare a dormire.

Poi ci sono i Big, quelli di fascia alta e altissima. Quelli che riempiono i grandi spazi, al chiuso e all'aperto, con eccezioni, come Jovanotti, Ligabue, Tiziano Ferro e pochi altri, nomi capaci di riempire un po' tutto.
Vasco fa un caso a se', lo sapete.
Concentriamoci sui medio-bassi. In un mondo normale, e non e' di un mondo normale che stiamo parlando, dovrebbero girare per locali di media o piccola capienza, puntando a fare magari anche tanti concerti, ma per un pubblico limitato, il proprio pubblico. Del resto, e' un fatto, non vendono dischi, vivono piu' che altro di passaggi radiofonici, ed e' noto che 99 volte su 100 i passaggi radiofonici non sono legati ne' al gradimento da parte del pubblico ne', figuriamoci, al valore artistico del prodotto in oggetto, perche' mai dovrebbero ambire a riempire le grandi arene?

Ma le grandi arene, da un po' di tempo, sono diventate casa loro. Si vedono artisti misconosciuti che, di colpo, arrivano a esibirsi in location molto piu' grandi di loro, molto piu' grandi, soprattutto, del loro pubblico.
Si legga alla voce Forum di Assago, Palalottomatica di Roma, ma volendo anche San Siro, diciamolo a voce alta, e, ovviamente, alla prestigiosa Arena di Verona.
Gente che non dovrebbe essere li', perche' non ha abbastanza spettatori per ambire a riempire quegli spazi, che si trova in cartellone in quei posti.
E fin qui si potrebbe semplicemente gridare all'azzardo.
Ma c'e' di piu'.
Molto di piu'.
Perche' molto spesso, non dico sempre ma quasi, questo azzardo sembra essere premiato da numeri grandiosi, col sold out sempre li', pronto per essere proclamato.
Riassumiamo.
Stocazzetto viene messo in cartellone al Forum, o all'Arena di Verona, se e' Stocazzo addirittura a San Siro, e di colpo, da non essere nessuno, si trova a dichiarare a gran voce: completamente sold out.
Miracolo.
Miracolissimo.
Miracolissimo doppio e carpiato.

Ma. Si', c'e' un ma anche in questa storia.
Perche' esiste una nuova pratica, molto in voga presso i due promoter che hanno in carico soprattutto gli artisti di fascia medio-bassa, legati a loro volta a una delle major attive in Italia, titolare della totale proprieta' o della maggioranza delle quote, per dopare i numeri.
Come dire, completamente sold out stocazzo. Appunto.
Come?
Semplice.
Partiamo dalla pratica.
Vuoi riempire il Forum?
Comincia nel renderlo piu' piccolo.
Come fai?
Mica ci vuole uno scienziato. Esistono trucchetti consolidati, noti un po' a tutti. Metti il palco in mezzo al parterre. Magari fallo a X, cosi' da mangiarti un buon 40% del pubblico che avrebbe potuto calcare il parquet. Di piu'. Sistema le casse in modo tale da non rendere il palco visibile da una parte della platea, che so?, una porzione di curva, cosi' gia' sei giustificato nel non riempirla.
Non basta? Certo che non basta. Perche' se al Forum ci porti stocazzetto, mica penserai davvero di darci a bere che hai fatto completamente sold out. Allora ecco che compaiono dei bellissimi teloni neri, atti a coprire l'ultimo anello, quello in alto. Se non ci si presta attenzione neanche si vede, che tanto e' buio. Ma di fatto li' sotto, in teoria, ci sarebbero dei seggiolini, pronti ad accogliere le chiappe di migliaia di fan, se solo esistessero.
Non basta ancora?
Certo che no. Allora proviamo a ipotizzare che invece che un palco a X in mezzo al parterre, ne metti uno bello grosso su un lato, magari sul lato lungo, cosi' da giocarti addirittura una tribuna, e metti sul parterre dei posti a sedere. Hai voglia a riempirlo, specie se i seggiolini li metti belli larghi.
E fin qui siamo nel campo degli effetti speciali, certo, ma pratici. Poi c'e' una sorta di vero e proprio doping, che i titolari delle due agenzie ben conoscono, essendo il titolare di una delle due agenzie l'inventore della pratica.

Avete tutti sentito parlare del secondary ticketing.
Non e' una domanda, ma una affermazione. Perche' dopo il famoso caso tirato fuori dalle Iene tutti ne hanno parlato, manco si trattasse del Watergate. Un caso, va detto, che a oggi non ha portato a nulla, se non alla messa al bando ipotetica della sola Live Nation, per altro al momento ancora piu' forte di prima, visto che ha acquisito Indipendente nelle scorse settimane e che Roberto De Luca e' andato in America a fare una potentissima campagna acquisti e portera' in Italia nei prossimi mesi un bel numero di giganti del rock. Ecco, a fianco di quel fenomeno, cioe' della rivendita a prezzi altissimi di biglietti tolti proditoriamente dal mercato dagli stessi promoter, c'e' un fenomeno altrettanto simpaticissimo, di cui in queste lande si e' parlato esattamente un anno fa, quello dei biglietti venduti a prezzi irrisori, se non addirittura regalati.

Andiamo con ordine.
Esistono due formule collaterali ai biglietti regolarmente venduti. Quelli omaggio, che possono essere pari al 5% del numero di biglietti erogati, e che hanno una tassazione agevolate, e i cosi' detti biglietti promozionali. Cosa sono? Semplice, si tratta di biglietti venduti al prezzo di 50 centesimi o un euro, in genere immessi in un mercato simile a quelli del secondary ticketing, piu' spesso, quasi sempre, regalati a aziende sponsor degli eventi, che a loro volta li regaleranno ai propri dipendenti o ai propri clienti. Per questi biglietti non c'e' un tetto. E su questi la tassazione e' pari alla tassazione dei biglietti normali. Come dire, se vendo duemila biglietti a 50 centesimi, paghero' alla SIAE, incaricata dallo Stato di fare da esattore, il 20% del prezzo dei biglietti, cioe' duecento euro. Come dire, un po' pochino.
Qualcuno dira', va bene, ma si pagano poche tasse perche' si incassano pochi soldi.
Vero.
Ma vero fino a un certo punto. Perche' se li si vende a sponsor, magari, si fa un accordo per cui quei biglietti promozionali, poi regalati a dipendenti o clienti, viene pagato di piu'. Oppure, semplicemente, quei biglietti si vendono a 50 centesimi, ma portano al prodigioso sold out per cui il promoter poi si fa pagare dagli altri sponsor cifre piu' alte, perche' si tratta di sponsorizzare un sold out al Forum, ipotizziamo.
Non basta.
L'artista che ottiene il completamente sold out finto, di colpo sale di fascia, e da uno che potrebbe suonare all'Alcatraz, per dire, diventa uno che fa sold out al Forum.
Posizionamento diverso, profilo piu' alto.
Questo, va detto, fa comodo anche al promoter, che lavora appunto sui profili dei suoi artisti, non piu' di fascia medio-bassa ma media (nel caso degli stadi, magari, si passa da fascia media a fascia alta, si veda a certi concerti farlocchi a San Siro). Questo, nel momento in cui Ticketone non avra' piu' il monopolio della prevendita acquista un certo valore.

Come dire, tutti felici e contenti.
Gli artisti che diventano famosi senza esserlo.
I discografici degli artisti diventati famosi senza esserlo, perche' si ritrovano in scuderia nomi con un peso specifico piu' alto, anche se in realta' del tutto fake.
I promoter, che incassano e pagano tasse bassissime, riposizionano i propri artisti con profili piu' alti e possono andare a trattare con chi si mettera' sul mercato per la vendita online dei biglietti con un peso maggiore.
Le location come l'Arena di Verona, che da essere destinata a ospitare lirica e musica classica, da qualche anno a questa parte, e' diventata casa di chiunque canti e abbia avuto un singolo in airplay in radio.
In realta' non tutti sono contenti.
No, no.
La Siae non puo' esserlo, perche' coi biglietti promozionali incassa molto meno. Lo Stato Italiano ancora di piu', perche' entrano meno tasse del dovuto.
Gli sponsor anche, o almeno quegli sponsor che pagano per essere presenti a eventi venduti come sold out, ignorando che in realta' sono tali, cioe' sold out, solo perche' qualche altro sponsor quei biglietti li ha comprati a niente e poi regalati.
Gli spettatori, o almeno quegli spettatori che hanno pagato un biglietto normale e si trovano seduti di fianco a qualcuno entrato gratis o quasi.
Tutto molto bello, quindi.
Pensateci la prossima volta che vi lamentate perche' vedete i biglietti dei Coldplay a tremila euro su qualche sito. A fronte di quello c'e' uno stocazzetto che riempe per finta il Forum dichiarando: completamente sold out.
Si', completamente sold out stocazzo.
Michele Monina

.LINKS.
Fonte: Completamente Sold Out Stocazzo: Cosi' Un Gruppetto Puo' Riempire Uno Stadio (di Linkiesta)
Home Page Linkiesta: http://www.linkiesta.it/
Facebook Linkiesta: https://www.facebook.com/linkiesta
Twitter Linkiesta: https://twitter.com/linkiesta

.CONDIVIDI.