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I Guardiani Della Morale (di Non Si Sevizia Un Paperino) Stampa
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Scritto da Joel   
Giovedì 16 Agosto 2018 09:00
I Guardiani Della Morale
I Guardiani Della Morale (di Non Si Sevizia Un Paperino)

https://nonsiseviziaunpaperino.com/2018/08/08/i-guardiani-della-morale/

Non Si Sevizia Un Paperino

Il regista e sceneggiatore dei Guardiani della Galassia e' stato licenziato dalla Disney perche' da comico dieci anni fa ha scritto battute politicamente scorrette.

Parafrasando lo statista Barillari: "Da quando la politica viene prima della comicita'?".

Da sempre, pare.
Tanto che alla Disney nessuno ha pensato che questa censura retroattiva di uno stimato professionista, per dei tweet di provocatoria comicita' risalenti a una decade fa, per giunta rimossi, potesse suonare come una nota stonata in uno dei migliori concerti della propria stagione.

Il tutto dando l'immagine di questo direttore d'orchestra che a meta' della Radetzky March di capodanno alza sdegnatamente e trionfalmente le code del proprio frac verso il pubblico con la potenza di una sonora scorreggia.

Fottetevi, James Gunn e' fuori.

E' inaccettabile avere a che fare con personaggi insensibili o irrispettosi, anche solo per scena, o con personaggi legati a comportamenti o ideologie deprecabili, come i razzisti, per dire.

Con questo non voglio certo sostenere che siccome Walterino si sospettava razzista allora oggi la sua casa debba dare ospitalita' a tutti i Borghezio del caso (a proposito, l'avete visto? Questo e' il suo momento!), ma mi piace, nella tifosa difesa della liberta' di espressione, dare risalto all'ipocrita incoerenza del moralismo.

Che poi in Disney lavoreranno si' brave persone, ma anche cattolici che sostengono preti pedofili, gay, negri, bugiardi, italiani, atei, gente che ha riso alle battute di Gunn, puttanieri, gente che picchia i figli... In somma, quale diamine e' 'sta morale Disney? Cioe', hanno campato per decenni di film con tanto sessimo quanta carne in un maiale, e si preoccupano dell'immagine fin nei piu' reconditi recessi del gia' noto passato di un regista? Che diamine, almeno prima un po' di negazionismo!

Ho come l'impressione, quindi, che non sia tanto il rigoroso codice etico della casa ad aver tagliato il povero Gunn, bensi' il piu' temuto e da sempre avverso scandalo.

Come diceva la mia cattolicissima nonna: "il peccato non e' fare le cose, ma farle sapere.". Esatto, il peccato non e' peccare, ma scandalizzare, perche' dio vede tutto ma tendenzialmente si fa i cazzi suoi (in fondo e' figlio di Maria).

Perche' la Disney conosceva Gunn, i suoi tweet erano pubblici (e hanno contribuito alla sua carriera), tutti sapevano gia', ma ora, tirati fuori ad hoc da un propagandista ultraconsevatore, hanno scatenato la purtroppo comune reazione di autocensura preventiva, onde evitare che chissa' poi la gente cosa pensa, anche se alla gente non frega un cazzo, o se addirittura possa pensare che vada bene cosi'.
Come se si giocasse ad avere una morale assai diversa da quella reale, considerata, senza ragione, "migliore".

Ma questo esercizio non rappresenta l'utilita' disciplinare dello stivale lucido del militare, bensi' rappresenta nella societa' civile un peso che opprime la liberta' nella sua forma piu' creativa e arricchente, questo esercizio costa ritardo, qualita' e, soprattutto, rischia di smerdarmi uno dei migliori prodotti Disney.

C'e' stata solidarieta' da parte del cast del film verso il proprio regista, che apprezzo, ma che non centra il punto: non c'e' bisogno che "la passi liscia" perche' "ora e' bravo", c'e' bisogno che non ci sia nulla da passare liscio, perche' Gunn non e' un delinquente, e il possibile (tutt'altro che probabile) danno d'immagine che emerge dal contesto deriva quasi esclusivamente dal risalto che Disney stessa ha dato all'accaduto, perche' di quel che ha detto Gunn dieci anni fa non fregava giustamente un cazzo a nessuno, Disney compresa.

Questo mostrarsi conservatori della buona morale mentre se ne vive una assai piu' ragionevole e moderna, soprattutto in ambito artistico, e' quello che non a torto viene socialmente definito "un palo nel culo", una di quelle cose, per intenderci, che non stimolano l'avanzare dalla societa' stessa.

I grandi posso dire le parolacce, non e' che debbano per forza e non dev'essere un vanto farlo, pero' manco a piazzare 'ste scenate quando ne parte una.

Con affetto, una cazzo di persona adulta.
Diego Cerreti

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Fonte: I Guardiani Della Morale (di Non Si Sevizia Un Paperino)
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