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Riscaldamento Globale, Indifferenza Totale: I Dati Sono Catastrofici, Ma In Italia Non Interessa A Nessuno (di Linkiesta) Stampa
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Scritto da sberla54   
Giovedì 11 Ottobre 2018 10:00
Riscaldamento Globale, Indifferenza Totale: I Dati Sono Catastrofici, Ma In Italia Non Interessa A Nessuno
Riscaldamento Globale, Indifferenza Totale: I Dati Sono Catastrofici, Ma In Italia Non Interessa A Nessuno (di Linkiesta)

https://www.linkiesta.it/it/article/2018/10/09/riscaldamento-globale-indifferenza-totale-i-dati-sono-catastrofici-ma-/39685/

Linkiesta

Il catastrofico report dell'Ipcc tiene banco in tutto il mondo, ma in Italia e' stato pressoche' ignorato. Eppure, passare da un aumento della temperatura di un grado e mezzo a uno di due sarebbe un disastro per tutto: dalla siccita' all'emigrazione, ai diritti umani. Ce ne importa?

"12 Anni per evitare la catastrofe", il Guardian. "Un avvertimento terribile dagli scienziati ONU", Washington Post. "Mantenere il riscaldamento a 1,5°C implica un cambiamento radicale nel modello di crescita", Le Monde. "L'ONU esorta a prendere misure drastiche contro il cambiamento climatico", El Pais.
Queste le prime pagine di oggi sull'ultimo, urgentissimo, report dell'Ipcc, il Panel Intergovernamentale sui Cambiamenti Climatici. In Italia? Nulla, ad eccezione de La Stampa, redatto dall'autore di questo articolo. Nessuna prima pagina riportava la notizia? Un buco clamoroso? Verrebbe da pensare cosi', inorgogliendosi inutilmente. No, la verita' sembrerebbe piuttosto che le redazioni delle principali testate italiane non abbiano capito nemmeno di cosa si tratti questo report Ipcc. E lo abbiano distrattamente ignorato.

Spieghiamolo brevemente. Nel 2015, quasi 200 paesi siglano l'Accordo di Parigi per contenere le emissioni di gas serra, puntando a un riscaldamento medio del pianeta di massimo 2°C, con l'ambizione di abbassare l'obiettivo 1,5°C. Per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo, ogni stato si deve impegnare a decarbonizzare l'economia, ovvero cambiando il modo di produrre energia e le modalita' di trasporto di persone e cose, efficientando il patrimonio immobiliare, fermando la deforestazione e innovando i sistemi di cattura, stoccaggio e riuso della CO2, il principale gas serra. Un impegno colossale, considerando che alcune nazioni come gli Usa hanno capi di stato che ancora pensano che il cambiamento climatico sia una bufala, tema ripreso anche da Bolsonaro l'iper-populista in procinto di conquistare la presidenza brasiliana.

I governi a questo punto hanno chiesto all'UNFCC di revisionare la letteratura scientifica per redigere un report (oltre 6000 referenze scientifiche, curato da novantuno autori da tutto il mondo) per capire che differenza passa tra un mondo da +1,5°C e uno da +2°C. Niente orsi polari: qua si tratta di sapere se i vostri nipoti vedranno o meno Venezia, scieranno a Cortina (o in qualsiasi comprensorio delle Alpi), berranno il Brunello di Montalcino (vino e caffe' sono i prodotti piu' tutti esposti al climate change) fatto in Norvegia e avranno ancora la casa comprata da nonno con tanta fatica o se quest'ultima sara' stata devastata da un'inondazione.

Ero sicuro che in molti avrebbero prestato un certo grado di attenzione a questa mega-ricerca dal titolo "Global Warming of 1,5°C". Cosi' effettivamente e' stato in molti Paesi. L'attesa per questo documento era elevatissima. Non solo dai climatologi o dagli ambientalisti ma anche da governi, societa' di assicurazioni, banche, investitori, property manager, cittadini. In Italia invece e' passato quasi inosservato. Di fatto questo documento ci dice che rimanere nel obiettivo "light" dell'Accordo di Parigi, che prevede un aumento delle temperature medie a 2°C, comportera' molti piu' danni economici e sociali e ci rendera' piu' esposti a situazioni meteo estreme, maggiori siccita', un aumento dei livelli del mare di almeno 0,1 metri (distruggendo cosi' molte nazioni insulari come le Maldive o Kiribati).

Mezzo grado fara' un'immensa differenza. Secondo Priyardarshi Shukla, copresidente del gruppo di lavoro dell'Ipcc, mezzo grado "potrebbe rendere piu' difficile il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite". Vogliamo toccare con mano cosa significa questa affermazione? Pensate a milioni di morti in piu' per carestie. Nuove ondate migratorie, invece che sviluppo degli stati piu' poveri. Mortalita' infantile in crescita. Meno diritti per donne e minoranze. Vite umane perse. Se siete cinici e valutate ogni cosa in dollari: migliaia di miliardi buttati a causa degli impatti piu' acuti del cambiamento climatico: uragani, siccita', alluvioni, innalzamento dei mari.

Certo, impatti ambientali e sociali importanti avverranno anche con un aumento di 1,5°, avvisano gli scienziati, colpendo soprattutto i paesi in via di sviluppo, gli ecosistemi artici, regioni aride, e le isole. Oramai e' troppo tardi, ci dicono i dati: siamo dentro al climate change e dobbiamo subirne le conseguenze nefaste.

La cosa piu' grave e' il disinteresse nostrano. Cosa ci spinge a trattare la notizia piu' importante di quest'anno al pari merito dell'uscita del nuovo iPhone? A livello globale dovremo investire 900 miliardi di dollari l'anno se vogliamo un pianeta da 1,5° (ed evitare di morire a 50 anni per un estate a 44°C per quattro settimane di fila). Non ci spaventa dover fare un piano di investimenti di queste dimensioni quando non sappiamo gestire i ponti delle autostrade?

E' la complessita' della questione che ci terrorizza? Sbagliamo noi giornalisti ambientali a non essere ancora piu' chiari sul tema? Dobbiamo formare redazioni vecchie e poco competenti sui temi ambientali (troppo prese dal vociare politico del pastone romano)? Abbiamo cieca fiducia nel progresso tecnologico, secondo un dogma teleologico che tutto si risolvera' e verremo assolti dei nostri peccati a base di CO2? Datemi una risposta, vi prego. E cerchero' di portarla in prima pagina.
Emanuele Bompan

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Fonte: Riscaldamento Globale, Indifferenza Totale: I Dati Sono Catastrofici, Ma In Italia Non Interessa A Nessuno (di Linkiesta)
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