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La Cannabis Light? E' Ancora Legale! Facciamo Chiarezza (di DolceVita) Stampa
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Scritto da Joel   
Venerdì 21 Giugno 2019 10:00
La Cannabis Light? E' Ancora Legale! Facciamo Chiarezza
La Cannabis Light? E' Ancora Legale! Facciamo Chiarezza (di DolceVita)

https://www.dolcevitaonline.it/cannabis-light-ancora-legale/

DolceVita

Ok, adesso facciamo un bel respiro, mettiamo in fila i fatti e cerchiamo di capire cosa ci aspetta. La sentenza delle sezioni unite della Cassazione potrebbe essere interpretata come un "brutto colpo", una battuta d'arresto, ma forse la situazione non e' cosi' buia come sembra (e come i mass media stanno ripetendo all'unisono).

Oggi il nostro pensiero va ai commercianti che in questi anni hanno investito soldi e tempo in un mercato che sta crescendo in tutto il mondo, spaventati anche solo nell'alzare la serranda del negozio, nonostante non abbiano mai fatto nulla di illegale. Quello che piu' stupisce, di tutta questa situazione e' il fatto che ne' i giudici, ne' tantomeno il governo e le istituzioni, abbiano considerato le conseguenze per centinaia di negozi, spesso piccole attivita' commerciali aperte con fatica, che, invece che essere tutelati, sono stati attaccati, paragonati agli spacciatori, e messi all'angolo, invece che essere valorizzati come un paese civile avrebbe dovuto fare.

Il primo punto da evidenziare e' che, se si e' arrivati a questa situazione, e' perche' i giudici hanno dovuto fare il lavoro che sarebbe spettato alla politica. Era gia' accaduto quando la Fini-Giovanardi e' stata dichiarata incostituzionale, ed e' successo nuovamente. Il motivo e' che dalla versione approvata della legge sulla canapa industriale era stato eliminato il comma che normava le infiorescenze, che invece era presente nelle prime bozze. Se la politica avesse avuto il coraggio e la volonta' di normarle, oggi non saremmo in questa situazione.

Da non sottovalutare come la sentenza arrivi dopo mesi di attacchi da parte della destra in generale, e del ministro Salvini in particolare che, dopo aver detto che un negozio su due era dedito allo spaccio, era arrivato a dire che li avrebbe chiusi uno per uno. Attacchi culminati con una direttiva che non aggiungeva niente di nuovo se non tensioni e paure in un settore che sinceramente non ne aveva alcun bisogno.

In tutto questo vogliamo anche sottolineare il terrorismo mediatico dei media generalisti, che spesso trattano la questione in modo superficiale, contribuendo ad alimentare il clima di tensione invece che svolgere un ruolo informativo in un momento in cui ce ne sarebbe estremamente bisogno.

Intanto, mentre anche oggi diversi negozianti stanno aprendo le proprie attivita', per il semplice fatto che hanno da pagare mutui, affitti e forniture, cerchiamo di capire qual e' la situazione reale.

Come abbiamo evidenziato ieri, il punto su cui si giochera' tutta la partita e' stabilire quale sia "l'efficacia drogante" citata dai giudici. Secondo la Cassazione infatti "foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varieta' di canapa, non rientrano nell'ambito di applicazione della legge 242 del 2016″, sulla promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa e sono da considerarsi reato: "le condotte di cessione, di vendita, e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della Cannabis Sativa L, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante".

Ebbene, secondo tutti gli esperti, diverse sentenze, la letteratura scientifica e la tossicologia forense, questa soglia e' stabilita nel limite dello 0,5% di THC. Lo spiega l'avvocato Zaina: "Per convenzione tossicologico-giuridica il limite sotto al quale non e' riconosciuta efficacia drogante sl Thc e' pari allo 0,5%.
Dunque con la propria pronunzia la Corte di Cassazione fra rientrare dalla finestra cio' che ha fatto uscire dalla porta solo sulla base di un ragionamento di pura apparenza, fondato su di una interpretazione restrittiva della L 242/2016. A tutti i commercianti dico che la loro attivita' e' tuttora possibile e che non devono abbandonare ed abbattersi".

Lo ribadiscono gli avvocati Miglio e Lorenzetti tranquilizzando i diretti interessati e spiegando che la sentenza: "Dovrebbe far salvi tutti quei derivati della Cannabis Sativa c.d. light con principio attivo fino allo 0,5%".

Lo puntualizza Federcanapa dicendo che: "La soluzione delle sezioni unite penali della Corte di Cassazione non determina secondo noi la chiusura generalizzata dei negozi che offrono prodotti a base di canapa" perche' "Da anni la soglia di efficacia drogante del principio attivo THC e' stata fissata nello 0,5%".

Ma soprattutto lo sottolineava anche la circolare del ministero dell'Interno dell'anno scorso: nel testo il ministero autorizzava a trattare come una sostanza stupefacente tutta la cannabis light che riveli concentrazioni di THC superiori allo 0,5%.

Un aspetto confermato dal senatore Mantero del M5S, che aveva di recente proposto una legge per la legalizzazione, in un'intervista a TPI, andando oltre questo aspetto e sottolineando che sara' proposto un emendamento per colmare il vuoto: "Non essendo prodotti per il consumo umano e' evidente che ci potrebbero essere delle mancanze. Quindi sarebbe tutelante nei confronti dei consumatori avere una legislazione che stabilisce che tipo di sostanze possono essere vendute, con che contenuto di Thc e l'indicazione merceologica del prodotto, per uso erboristico, ornamentale e quant'altro. Spero ci si arrivi a breve, stiamo cercando di capire se riusciremo a trasformare questa parte in un emendamento in modo che sia possibile colmare questo vuoto".

I Radicali invece spostano il punto, sottolineando che: "Per pregiudizio si colpiscono migliaia di imprenditori, invece che il narcotraffico. Attendiamo le motivazioni della sentenza della Cassazione per valutare quella che speriamo non si configuri come una sentenza 'politica': ovvero in linea con il volere di un ministro che ha annunciato un'offensiva nei confronti della cannabis light, Una guerra alla 'droga' cosi' al ribasso, non intacca minimamente il mercato illegale che continua i suoi traffici indisturbato, ma si abbatte solo su migliaia di imprenditori che hanno investito nella filiera e che pagano le tasse. E' un paradosso vero e proprio".

Infine alcune precisazioni del nostro direttore, Matteo Gracis: "Se fossi un negoziante, io oggi aprirei, continuando a vendere anche la cannabis light, con estrema attenzione per quanto riguarda la provenienza e con la certezza che non sfori lo 0,5% di THC. Chiaramente tenendo in considerazione il fatto che potrei subire controlli, denunce e processi. D'altronde questo ha sempre fatto parte del "settore cannabis": in passato ci sono stati casi simili per i semi da collezione. Se sono pronto ad affrontarle, io terrei aperto, in piu' aggiungerei dei cartelli all'interno del negozi, specificando che tutto cio' che sto vendendo, non ha effetto drogante, dunque e' perfettamente in linea con la nuova sentenza. Aggiungerei anche che i prodotti in vendita sono esclusivamente per i maggiorenni, e non perche' lo dice la legge, ma per una scelta personale ed etica".

"Detto questo" prosegue Gracis, "trovo allucinante quello che sta succedendo: qui stiamo parlando di proibire la "birra analcolica", giusto per fare un paragone forzato ma comprensibile ai piu', quando il resto del mondo sta andando nella direzione opposta. Gli Stati Uniti stanno legalizzando la cannabis (e non quella light bensi' tutta la cannabis, per qualsiasi utilizzo), con evidenti benefici economici e sociali. Cosi' come diversi paesi europei seguono la stessa direzione (a partire dal Lussemburgo), e in Italia cosa si fa? Si crea ulteriore confusione e si mettono nuovi paletti sul mercato della Cannabis light."

Sperando di aver fatto un po' di chiarezza a riguardo, ci teniamo a sottolineare la nostra convinzione: la riscoperta della canapa in tutti i suoi utilizzi e la sua legalizzazione, sono processi inarrestabili, anche in Italia. E' solo questione di tempo.
Mario Catania

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