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Predappio Fashi-On Week: Le Ultime Tendenze Della Moda Neofascista (di Termometro Politico) Stampa
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Scritto da Joel   
Mercoledì 31 Luglio 2019 10:00
Predappio Fashi-On Week: Le Ultime Tendenze Della Moda Neofascista
Predappio Fashi-On Week: Le Ultime Tendenze Della Moda Neofascista (di Termometro Politico)

https://www.termometropolitico.it/1449487_predappio-fashi-on-week-le-ultime-tendenze-della-moda-neofascista.html

Termometro Politico

E' il compleanno di Mussolini.

A Predappio, e' celebre la scritta "Se non siete decentemente vestiti rinunciate ad entrare". Grazie alle numerose documentazioni video, ho analizzato le ultime tendenze della moda neofascista che sta a Predappio come i criptogay stanno al Pitti. Cos'e' che i neofascisti intendono per "vestiti decentemente"? Esistono dei/delle top model? Degli stilisti? La catwalk a Predappio e' sicuramente l'evento piu' glam dell'anno, per un nostalgico del regime: come scelgono di apparire per omaggiare il loro Duce? Vediamoli.

Black is the new black, a quanto pare. Anche se vediamo un ritorno della camicia a maniche corte abbinata a un camouflage da deserto. Brillante la scelta della modella di tenere lo sfondo nero per far risaltare il logo della X MAS - gli eredi del GOI, tra i piu' grandi eroi la nostra patria abbia partorito - ridotti a immagine catchy alla stregua di Che Guevara. Ah, il capitalismo! Ecco un guizzo di colore fuxia ai piedi della modella che calza agilmente dei fuseaux da jogging a tre quarti.

Decenza, e' la parola d'ordine d'una suprema volonta'.

Ecco riapparire il camouflage, un classico intramontabile che fa impazzire neofascisti ed obiettori di coscienza. La si abbina a un denim delavee, ma il nero dev'essere presente; anche con un guizzo, basta ci sia. Ecco spuntare quindi una bella maglietta black con effetto sunny, per trasmettere quel senso d'italianita' che solo i panni stesi al sole dal 1980 possono dare. Il bianco fa un timido capolino, ma e' un colore troppo light per i neofascisti che subito viene stemperato da un camouflage.

Ma cosa vedono le mie pupille?

Ecco apparire un abito: ammiriamo le spalle spioventi della giacca, il drop stile completo del nonno, la giusta proporzione di revere e colletto rovinata dal nodo della cravatta "a la grezzo". L'uomo nazifascista ci tiene a far sapere che nella sua vita ha messo una cravatta due volte, e che nessuna donna in casa e' in grado di correggerlo - o aiutarlo. E' un uomo indipendente, severo, rigido. Scelta di colori, tuttavia, corretta e rispettosa per il luogo.

Per qualche istante, appare un uomo vestito da persona normale: potrebbe essere un infiltrato, o un passante, o un giornalista provocatore. Invece e' il pronipote di Mussolini, che decide di presentarsi alla celebrazione senza cravatta per un look piu' tradizionale e casual.

Predappio Fashi-On Week: Le Ultime Tendenze Della Moda Neofascista
1. Ecco l'interpretazione piu' casual della decenza neofascista; una maglietta nera sformata portata fuori da un black denim, outfit a prova d'errore per qualsiasi occasione, dal concerto dei 99 posse nel centro sociale all'apertura di un nuovo porno anime da parte di un Hikikimori, al funerale della nonna o il matrimonio del cuggino, che sua moglie ci tiene tanto.

2. La divisa e' sacra e se il signore l'ha guadagnata, e' un capo di un'eleganza assoluta e merita rispetto. I gradi non si vedono, sfortunatamente. e' pero' interessante sapere se il bersagliere e' in servizio, e in quel caso chi gli ha detto di essere li' e per fare cosa. Se non fosse in servizio, allora indossare la divisa sarebbe un reato. Ma essendo neofascisti, quindi cultori della legalita', questo caso e' impossibile.

3. Per i modelli piu' agee ecco apparire un simbolo-feticcio dei cantieri watcher; il gilet da pescatore. Qui presentato blu stinto abbinato a una maglietta con logo fascista bianco - per fare il verso alle magliette per analfabeti tipo Omo de panza omo de sostanza - e pantaloni cargo verde salvia. Completano la mise degli accessori di un certo livello quali braccialettone di finto oro e baffo.

4. Il modello trasgressive che provocatoriamente fa il saluto delle Pantere nere e' un'anomalia: neutro, semplice, rischierebbe di sembrare una persona qualunque, ma ecco apparire le scarpe nere e il borsello di marca, che ricorda i bar sport di Mestre, i birrini sui tavolini di plastica e i fischi aspirati quando passano le minorenni in minishorts, o li sguardi in cagnesco verso qualsiasi maschio in eta' sessualmente attiva.

5. La moda neofascista non si esime dal citazionismo, e qui lo stilista tira fuori una grande icona della working class italica: Vasco Rossi. Il cappellino corto, la camicia nera all'ombelico, il camouflage stemperato da sneakers da quindicenne. E' glam, e' chic, e basta uno sguardo alla visiera corta del berretto per sentire le urla nelle cucine che profumano di Tavernello e ricette della Parodi, vacanze a Sharm El Sheik e qualche puttan tour.

6. Ancora citazionismo, qui emerge il reduce dal Vietnam anni '80 ma con mimetica tedesca anni '90. Il capello lungo, l'anfibio da CAR a La Spezia, la basetta. E' il neofascista del nuovo millennio proiettato verso il passato piu' o meno remoto, basta che non sia il presente o - drammatico faux pas - il futuro.

Qui siamo alla haute couture, la linea piu' esclusiva per il vero fashista. Il fez riappare in tutta la sua eterna bellezza, e viene quindi reinventato; invece di abbinarlo a un tre pezzi di lino e una cravatta di seta jacquard, cosi' da rischiare di essere storico, viene abbinata a un occhiale a la Gheddafi, a una maglietta nera di pregevole fattura e a una mastoplastica additiva che dona al modello un tocco un po trans, un po' Fight club.

Ecco un altro statement: l'Italia non si merita, si riceve in regalo assieme al reddito di cittadinanza. E' un messaggio potente, italianissimo, che pero' guadagna fashino grazie al pizzetto a filo e il capello polveroso e trasandato, un fashismo 2.0, dove a "ordine e disciplina" si sostituisce "ao' ma chemmefrega" e a "libro e moschetto, soldato perfetto" succede "Facebook, magliette e un par de cannette".

Ma ecco, forse per confondere ancora la platea, apparire un modello di stazza imponente e massiccia, come a dire che anche tra i neofashisti 2.0 esiste ancora lo spirito che portava ai piegamenti e agli esercizi ginnici. Qui il look e' piu' essenziale, i tatuaggi vestono il collo come un moderno dolcevita, il basco risolve la mancanza di camouflage con un guizzo military.

Vedremo come andra' la decenza al prossimo anno.
Nicolo' Zuliani

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Fonte: Predappio Fashi-On Week: Le Ultime Tendenze Della Moda Neofascista (di Termometro Politico)
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