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Il Futuro Della Memoria Dopo I Sopravvissuti (di Gli Stati Generali) Stampa
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Scritto da sberla54   
Venerdì 13 Dicembre 2019 10:00
Il Futuro Della Memoria Dopo I Sopravvissuti
Il Futuro Della Memoria Dopo I Sopravvissuti (di Gli Stati Generali)

https://www.glistatigenerali.com/discriminazioni_storia-cultura/il-futuro-della-memoria-dopo-i-sopravissuti/

Gli Stati Generali

Fino al 2012 uno dei membri principali del partito ungherese ultranazionalista Jobbik, era un giovane politico Csanad Szegedi, da tutti indicato come il suo futuro leader.

Fino a un giorno del 2012 in cui Szegedi scopri' di essere ebreo.

Lo era la sua nonna materna, sopravissuta ad Auschwitz. Lo era il nonno materno. Meta' della sua famiglia era stata uccisa durante la Shoah.

Dopo Auschwitz i nonni decisero di nascondere per sempre la loro identita'. Quando la madre aveva quattordici anni suo padre le rivelo' il segreto, ma le ordino' di non rivelarlo a nessuno.

Dopo qualche tempo dalla scoperta, Szegedi e' andato in tv per dire il suo dolore per le sorti degli ebrei: "Io sono stato una persona che procurava dolore agli altri, e peggio ancora quando parlavo di Rom o di ebrei istigavo all'odio anche contro i bimbi di quei gruppi". E a distanza di un anno, si e' pentito: ha abbandonato ogni incarico dirigente ed e' uscito da Jobbik.

Questa storia ha molto da insegnarci.

In realta' nessuno di noi e' in grado di provare il dolore degli altri. Posso provare solo il mio. Per questo siamo cosi' facili a dividere il mondo in buoni e cattivi, gli amici e i nemici, noi e gli altri. E a demonizzarli come l'origine e la causa di ogni male esistente.

Cosi' funziona fino a quando non sperimentiamo un rovesciamento dei ruoli. Cioe' diventiamo capaci di capire il male stando dall'altra parte, quella delle vittime.

Cio' che e' accaduto a Szegedi.

E' morto a Roma lo scorso 8 Dicembre Piero Terracina uno degli ultimi sopravvissuti ad Auschwitz.

Ne sono seguite dichiarazioni assai cupe sul futuro della memoria di questa tragedia da parte di altre sopravvissute.

Liliana Segre ha dichiarato, quasi scusandosi: "Perdonerete se sono cosi' pessimista, mi spiace soprattutto per i giovani che mi scrivono lettere meravigliose e per tutte le persone dolcissime che mi applaudono o mi fermano per strada, ma io credo che si coltivi troppo poco la memoria e che, con la nostra scomparsa, tutto finira'. Senza Piero, io oggi mi sento piu' sola".

Gli ha fatto eco Edith Bruck: "Con la morte dell'ultimo testimone sara' strada libera ai negazionisti. Primo Levi e' morto scioccato e scandalizzato dal negazionismo degli anni Ottanta. Ricordo una sua telefonata, mi disse "ti rendi conto, stanno negando il lager gia' adesso, con noi vivi. Figuriamoci dopo". I giorni della Memoria, le iniziative... sono certamente importanti, ma con noi morira' quasi tutto".

Per Csanad Szegedi il giorno del pentimento e' arrivato per un appuntamento del destino.

Per l'umanita' io credo questo appuntamento dovra' venire per il moltiplicarsi di iniziative che consentano di vivere esperimenti di ribaltamento dei ruoli.

A partire dalla scuola, per un preciso impegno educativo.

Non basta ascoltare o vedere. Non basta disegnare o leggere.

Occorre dare vita a veri e propri esperimenti emotivi.

"Per guarire dalla violenza potenziale verso l'Altro devo essere capace di immaginarmi come l'Altro. L'hutu in Rwanda deve sperimentare cosa vuol dire essere un tutsi. Il serbo deve immaginarsi come un croato o un musulmano. L'antisemita deve scoprire di essere un ebreo" (J. Sacks)
Gabrieli Ariosi

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Fonte: Il Futuro Della Memoria Dopo I Sopravvissuti (di Gli Stati Generali)
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