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Lo Strano Caso Di National Geographic, Finish E Il Neonazionalismo Italiano (di Non Si Sevizia Un Paperino) Stampa
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Scritto da Joel   
Lunedì 30 Marzo 2020 10:00
Lo Strano Caso Di National Geographic, Finish E Il Neonazionalismo Italiano
Lo Strano Caso Di National Geographic, Finish E Il Neonazionalismo Italiano (di Non Si Sevizia Un Paperino)

https://nonsiseviziaunpaperino.com/2020/03/21/lo-strano-caso-di-national-geographic-finish-e-il-neonazionalismo-italiano/

Non Si Sevizia Un Paperino

Se come quasi certamente siete utenti italiani di Facebook, e avete un minimo di interessi che non si limitano a scambiarvi "buongiornissimo caffe'" travestiti da meme postironici, quando non sono proprio la stessa cosa, potrebbe esservi apparso in questi giorni nello stream un post sponsorizzato di National Geographic che insolitamente focalizza l'attenzione sulla gestione dell'acqua in Italia. Roba che io ho dovuto rileggere tre volte il titolo per chiedendomi: "Davvero e' tutto sull'Italia? Cioe', acqua, Italia, National Geographic? Non per i paesaggi ma per l'acqua! Wow."

Si tratta di un articolo abbastanza in linea, di per se', con lo stile di National Geographic (che ricordiamo non e' propriamente una rivista scientifica ambientale, e' piu' un magazine che tratta di natura, immagini ed ecologia) se non fosse che colpisce l'attenzione allarmata data alla situazione italiana, peculiare in Europa e nell'Occidente. Tanto piu' che e' scritto in inglese. Il fatto di aver letto ultimamente piu' articoli del solito in inglese potrebbe avere indirizzato ulteriormente la terghettizzazione: grazie analisi di mezzomondo sul Coronavirus, non mi avete solamente schiacciato ansiogenamente il petto con le vostre previsioni apocalittiche al cui confronto l'umanita' di MadMax viveva nella Citta' del Sole di Tommaso Campanella.

Ma cosa dice l'articolo? sostanzialmente e' una panoramica sulla nostra situazione idrica: alti consumi individuali, enormi sprechi nella rete pubblica, grande inquinamento di falde e corsi d'acqua, ridotta capacita' del terreno di trattenere le pioggie, che comunque sono in diminuzione, a favore di stagioni caldissime e siccitose. Cose che sapevamo gia'. Ma che se vogliamo e' anche meglio ricordare. La pandemia che sta scuotendo il Mondo e l'Italia non deve farci dimenticare che fuori dal Coronavirus la questione climatica e' rimasta esattamente come l'abbiamo lasciata: urgente, improrogabile e senza Ken Shiro.

Pero' c'e' un pero': a un certo punto dell'articolo si nomina, tra le altre cose che influiscono sul consumo domestico, il risparmio di acqua della lavastoviglie rispetto al lavaggio a mano. Si parla di 10 volte tanto. Il dato e' un po' impreciso: se infatti vale per il lavaggio a mano con il rubinetto aperto, tanto non vale per il lavaggio a mano con il lavello riempito d'acqua e il rubinetto aperto solo per il risciacquo. In questo secondo caso il consumo di acqua e' si' maggiore ma il risparmio elettrico lo rende il metodo piu' riguardevole rispetto ai consumi energetici. Ma ora finiamo questo lungo preambolo di economia domestica che mi sta per uscire la faccia di Marie Kondo dallo sterno, chiuso ormai da settimane in questa astronave che dobbiamo chiamare casa.

Si perche' l'articolo risulta sponsorizzato da Finish, noto marchio di detersivo per lavastoviglie, e qui salta un po' tutto, possiamo dire, pure troppo. Perche' questo dettaglio ovviamente non e' sfuggito ai commentatori, che sono la vera anima e il vero focus di questo articolo dai preliminari estenuanti.

Trovato infatti l'aggancio complottista, i commentatori, specialmente italiani, ma non solo, si prodigano in maniera particolare a sottolineare come National Geographic e Finish stiano portando avanti un attacco nei confronti dell'Italia, gia' martoriata dall'epidemia, la cui immagine non ha certo bisogno di questi articoli allarmistici. I commenti sono un florilegio di accuse nei confronti di NG e il suo sponsor, in alcuni casi, immancabilmente, ponendo l'accento sulla maggiore igiene italiana alla base dei suoi consumi maggiori alla media europea. Il bidet regna sovrano. La permalosita' delle risposte, il sottotesto che la sostiene, e il linguaggio usato fanno apparire i commentatori di NG come dei salvinisti di fronte a una dichiarazione qualsiasi della Merkel: l'Italia e' un grande paese, non merita il vostro odio, siamo forti, risorgeremo, il vostro paese e' cacca merda. E cosi' via discorrendo. Non manca nemmeno il gioco di parole "National Geographic is Finish", che merita comunque rispetto.

Ora, se questo linguaggio e questi modi sono arrivati su National Geographic, che e' tipo una di quelle cose che piu' di tutte fa pensare ad un'umanita' unita nei destini e nelle aspirazioni, seconda forse solo a Giochi Senza Frontiere (un giorno correleremo la fine di GSF con la rinascita dei nazionalismi, ma sara' troppo tardi per riprendere il fischietto), vuol dire che, al contrario di quanto molti stanno scrivendo e dicendo, il sovranismo non sta perdendo colpi durante questa crisi. Il fatto che Salvini, meno esposto mediaticamente, perda consensi momentanei non deve distrarre dal fatto che tutta l'Italia sta diventando semplicemente piu' sovranista. Non tutta l'Italia, in realta', tutta l'Europa e tutto il Mondo, ognun per se'. Il nazionalismo insomma rischia di diventare il fondamento delle prossime relazioni internazionali, perche' sta conquistando tutti e tutte le forze politiche. Aiutato, certo, dal comportamento degli Stati, che pero' a loro volta si comportano cosi' proprio perche' in preda al nazionalismo emerso nel momento estremo della paura del contagio.

Se davanti ad un banale articolo, sponsorizzato male e targhettizzato peggio (e con un evidente conflitto d'interessi) di National Geographic, che comunque pone l'accento su un problema vero, verissimo, del quale ci accorgeremo immancabilmente non appena finira' l'emergenza della pandemia, la nostra risposta sono pernacchie e ancora quel fottuto e strafottutto pooo popopo popooo po cristo spero che prima o poi l'urlo di Grosso vi esploda nel culo, allora forse c'e' da chiedersi quanto ci vorra' prima di impedire a chiunque, interno o estero, di porre in critica qualcosa che riguardi il nostro Paese, senza considerarlo ingiuria, infamita' e terrorismo mediatico. Che era un po' quel vittimismo tutto piagnone del ventennio cominciato un secolo fa. Aggiungiamoci poi questa rinnovata attenzione alla delazione nei confronti di chi pur rispettando le regole fa cose che a noi poco piacciono, come faticare correndo. L'incubazione potrebbe essere finita, e la febbre che adesso ci sta infiammando, insomma, non e' solo quella del Covid-19.
Franco Sardo

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Fonte: Lo Strano Caso Di National Geographic, Finish E Il Neonazionalismo Italiano (di Non Si Sevizia Un Paperino)
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