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L'Incredibile Storia Di Robert E. Cornish, Lo Scienziato Pazzo Che Dichiarava Di Essere In Grado Di Riportare In Vita Gli Esseri Umani (di Le Foto Che Hanno Segnato Un'Epoca) Stampa
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Scritto da Joel   
Martedì 22 Dicembre 2020 10:00
Robert E. Cornish
L'Incredibile Storia Di Robert E. Cornish, Lo Scienziato Pazzo Che Dichiarava Di Essere In Grado Di Riportare In Vita Gli Esseri Umani (di Le Foto Che Hanno Segnato Un'Epoca)

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Le Foto Che Hanno Segnato Un'Epoca

Robert E. Cornish, classe 1903, era un bambino prodigio. Si laureo' con lode all'Universita' della California a soli 18 anni, e consegui' il dottorato a 22. Eppure talvolta una mente brillante puo' smarrirsi all'inseguimento di sfide perse in partenza e di scommesse impossibili: di sicuro, pur con tutte le sue doti, il Dr. Cornish non eccelleva per lungimiranza.

Cosi', appena accettato un posto all'Istituto di Biologia Sperimentale presso l'Universita', immediatamente si impelago' in una serie di ricerche che non avevano un futuro, come ad esempio un progetto per un paio di lenti che permettessero di leggere il giornale sott'acqua.

Nel 1932, a ventisette anni, Cornish comincio' ad essere ossessionato dall'idea di poter rianimare i cadaveri. Mise a punto una tavola basculante, una sorta di letto rotante fissato su un fulcro, su cui avrebbe dovuto essere legato il morto da riportare in vita. Ovviamente il decesso doveva essere accaduto da poco, e senza gravi danni agli organi interni: secondo le sue stesse parole, "facendolo muovere in su e in giu', mi aspetto una circolazione artificiale del sangue".

Erano gli anni '30, e non era piu' facile come un tempo procurarsi dei corpi freschi su cui sperimentare come facevano i "rianimatori di cadaveri" di una volta, ma Cornish riusci' comunque a testare la sua tavola su vittime di attacchi cardiaci, morti per annegamento o folgorati. Purtroppo, nessuno di essi torno' in vita dopo essere stato sbatacchiato in alto e in basso. In un rapporto confidenziale per l'Universita' della California, Cornish segnalava che dopo un'ora passata a basculare il cadavere di un uomo "il suo volto sembrava essersi improvvisamente riscaldato, gli occhi erano tornati a brillare, e si potevano osservare delle deboli pulsazioni in prossimita' della trachea". Un po' pochino per affermare che la tecnica fosse efficace.

Cosi' Cornish decise che, prima di ritentare sugli uomini, sarebbe stato piu' saggio mettere a punto il suo metodo sugli animali. Nel 1934 inizio' gli esperimenti che gli avrebbero dato la fama e che, allo stesso tempo, avrebbero decretato la fine della sua carriera.

Le vittime sacrificali di queste nuove ricerche erano cinque fox terrier, chiamati (neanche troppo ironicamente) Lazarus I, II, III, IV e V. Per ucciderli, Cornish uso' una miscela di azoto ed etere, asfissiandoli fino alla completa cessazione del respiro e del battito cardiaco. Dichiarati clinicamente morti, i cani venivano poi sottoposti alle tecniche sperimentali di rianimazione, che prevedevano - oltre al basculamento - delle iniezioni di adrenalina ed eparina (un anticoagulante), mentre Cornish aspirava dell'ossigeno da una cannuccia e lo soffiava nella bocca aperta del cane morto.

Lazarus I, II e III furono un buco nell'acqua, ostinandosi a rimanere deceduti. Ma ecco la sorpresa: nel 1934 e 1935, con Lazarus IV e V, qualcosa effettivamente successe. I cani ripresero conoscenza, e ritornarono a respirare e a vivere. Certo, i danni cerebrali che avevano subito erano irreparabili: i cani erano completamente ciechi e non riuscivano a stare in piedi da soli. Ma la stampa amplifico' questo piccolo successo a dismisura, e in breve tempo Cornish acquisto' la fama di novello Frankenstein, anche grazie al suo strabismo divergente che gli donava uno sguardo da vero e proprio scienziato pazzo. Nel 1935 anche Hollywood cerco' di far cassa sulla popolare vicenda, con la realizzazione del (pessimo) film Life Returns, ispirato alle ricerche di Cornish: quest'ultimo compare in una scena del film, nei panni di se stesso, mentre esegue dal vero uno dei suoi esperimenti di "rivitalizzazione" di un cane.

Forse Cornish pensava che l'esposizione mediatica gli avrebbe consentito maggiori fondi e piu' liberta' di ricerca, ma accadde l'esatto opposto. Questi esperimenti erano un po' troppo estremi, perfino per la sensibilita' del tempo, e l'Universita' della California di fronte alle proteste degli animalisti decise di bandire Cornish dal campus, e taglio' tutti i ponti con lui.

Ritiratosi nella sua casa di Berkeley, Cornish mantenne un basso profilo per tredici anni. Ogni tanto doveva calmare l'ostilita' dei vicini, per via delle fughe di pecore e cani dal suo laboratorio, o per varie esalazioni di componenti chimici che appestavano l'aria e scrostavano la vernice dagli edifici della zona. Ma nel 1947, eccolo ritornare sulla ribalta, affermando di aver finalmente perfezionato la tecnica, e dichiarandosi pronto a resuscitare un condannato a morte. L'audace impresa sarebbe stata tentata, questa volta, senza l'aiuto di tavole basculanti (concetto che aveva ormai completamente abbandonato), ma grazie ad una macchina cuore-polmoni assemblata in maniera artigianale e quantomeno fantasiosa: era composta dall'aspiratore di un aspirapolvere, dal tubo di un radiatore, da una ruota d'acciaio, da alcuni cilindri e da un tubo di vetro contenente 60.000 occhielli per lacci da scarpa.

Un detenuto del braccio della morte di San Quintino, Thomas McMonigle, condannato per l'omicidio di una ragazzina, si propose volontariamente come cavia - con l'intesa che, se anche l'esperimento fosse riuscito ed egli fosse sopravvissuto alla camera a gas grazie all'apparecchio di Cornish, sarebbe comunque rimasto in carcere.

Le autorita' della California negarono pero' nettamente la richiesta di Cornish di poter sperimentare con il corpo del condannato a morte. Con quest'ultima sconfitta, la sua ricerca non aveva piu' alcuna possibilita' di continuare. Ritiratosi nuovamente a vita privata, sbarco' il lunario vendendo un dentifricio di sua invenzione, il "Dentifricio del Dottor Cornish", fino alla sua morte improvvisa nel 1963.

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Fonte: L'Incredibile Storia Di Robert E. Cornish, Lo Scienziato Pazzo Che Dichiarava Di Essere In Grado Di Riportare In Vita Gli Esseri Umani (di Le Foto Che Hanno Segnato Un'Epoca)
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