Immagini

Prossimi Concerti

Do It Your Shop

Tanto Di Cappello Records

Hardcorella Duemila

Vegan Riot

VegFacile - Go Vegan!

Animal Liberation Front
Home Articoli Varie Come Radersi Col Death Metal Senza Tagliarsi La Gola (di Metal Skunk)
Come Radersi Col Death Metal Senza Tagliarsi La Gola (di Metal Skunk) Stampa
Varie
Scritto da Joel   
Mercoledì 23 Dicembre 2020 10:00
Come Radersi Col Death Metal Senza Tagliarsi La Gola
Come Radersi Col Death Metal Senza Tagliarsi La Gola (di Metal Skunk)

https://metalskunk.com/2020/12/10/come-radersi-col-death-metal-senza-tagliarsi-la-gola/

Metal Skunk

Intendo l'ascolto di un album come il religioso silenzio fra me, le mie cuffie, il libretto del cd e i ladri che m'entrano in casa svaligiando l'impossibile, tanto se e' li' che sono immerso non me ne accorgerei. In tal senso casa mia e' molto piu' sicura che un tempo, perche', per quanto possa ostinarmi a consumare un nuovo o un vecchio album, difficilmente lo faro' come quindici anni fa, il che mi costringera' a percepire il concetto di "ascolto" come tutt'altra cosa. Eppure non mi sono disamorato della musica, sia chiaro: casomai ho passivamente accettato il digitale come soluzione comoda e dal fattore etico e morale pressoche' nullo.

Oggi ascolto gli album nei ritagli di tempo, questa e' la verita', e credo che nel mio limbo giaccia un elevato numero di persone afflitte dal medesimo morbo dell'essersi ritrovati intorno ai quaranta. Per quanto il mio collega abruzzese mi faccia notare l'esatto opposto, oggi si tende a correre come forsennati, me incluso, anche se personalmente ci tengo a ritagliarmi spazi che, nell'arco della giornata, si limiteranno agli spazi casalinghi o ne fuoriusciranno. E' li' che deve subentrare la musica, altrimenti a passare un'ora sul letto con le cuffie ci finiro' al massimo una volta al mese. E' la cruda verita', non si scappa, non si cercano scusanti.

La prima cosa da fare a quel punto e' sovrapporre la musica ai piccoli doveri quotidiani, cosi' da poter rinfacciare - a chi sostiene che hai troppo tempo a disposizione - che tu il "tempo" lo stai solo ottimizzando. I fattori di rischio sono due: distruggere un arrosto nel forno perche' eri concentrato sull'ultimo, meraviglioso Psychotic Waltz, o non capirci niente perche' avevi parecchia fame.

Ascolto sempre Musica mentre cucino, e' sistematico. L'altro vantaggio e' che in cucina sono estremamente lento e mi perdo in una marea di cazzate. Ieri, mentre macinavo il caffe', perche' ormai sono vecchio e nell'invecchiare ho scelto di mollare una volta per tutte quelle stramaledette capsule e di ricominciare a macinare i grani, mi sono risentito Obsolete dei Fear Factory, e lo svantaggio e' che credo di averci messo piu' di venti minuti a macinare una selezione di arabica e due miscele con la robusta (quelle, per intenderci, leggermente meno aromatiche ma che fanno un botto di cremina). Poi ho messo su il nuovo (non proprio) dei Mr. Bungle e mi sono preparato un mio classico, le tagliatelle pomodorini e lardo di Colonnata, perche', di rientro dalla Lunigiana, eravamo passati di li' per poi rincasare con questo gigantesco tocco d'oro bianco, che, non fraintendetemi, non e' affatto il marmo che i redneck locali espongono un po' ovunque. Ne conseguono due cose: che me lo sto mangiando solo io, e che ogni tre per due dovro' cucinare qualcosa con il lardo a costo di garantirmi esami del sangue dagli esiti osceni da qui a quando mi seppelliranno. E i Mr. Bungle che fanno thrash mentre affetti il lardo ci stanno da dieci. Il mio punto debole in cucina sono tuttavia le lunghe preparazioni, anche se ci sto lavorando sopra: il ragu', la ribollita, il lampredotto fatto bollire con gli odori, sono cose che probabilmente attenderanno un ulteriore decennio, e al momento si tratta d'ascoltare piu' spezzoni di disco che dischi veri e propri.

Il minutaggio s'allunga significativamente quando mi rado la barba, e qui apriro' un'altra parentesi delicata. Come ogni (quasi) quarantenne che si guarda allo specchio e si vede tutto sommato ancora pischello, mentre il grigio ai lati e i tempi di recupero dagli alcolici suggeriscono tutt'altro e la gastrite lo accerta, oltre alle capsule per i grani ho accantonato i fastidiosi e costosi rasoi in plastica con lame intercambiabili aventi sempre piu' lame (l'equivalente dei luppoli della Poretti, soltanto di metallo), per ritornare alla rasatura tradizionale. E ho riflettuto. Sono tutte cose che avevo tentato di prendere per abitudine fin da ragazzino, oscuri tempi in cui il costante tasso alcolemico nel sangue mi fece rapidamente desistere. Oggi recupero quelle cose per godermele, tipo utilizzare il sapone da barba e montarlo a schiuma nella ciotola, per poi radermi con la lametta e il rasoio di sicurezza e fare tutte quelle minchiate che faranno preoccupare tua moglie quando entra in bagno e scopre che le stai davvero facendo, occupando, cosi', una stanza che solitamente occuperebbe per svariate ore lei. Questo mi concede d'ascoltare musica a oltranza, sostando in quel bagno piu' o meno alla maniera dell'anziano segaiolo deceduto nel Clerks capitolo primo, per poi uscirne con la faccia inspiegabilmente affettata. A quale pro? Ho ascoltato un album.

L'ultimo Pallbearer l'ho metabolizzato a codesta maniera, facendomi la barba in un paio di volte, e, sebbene non impazzisca per quel gruppo, direi che i Pallbearer si sposano con la rasatura tanto quanto gli Agalloch e tutta quella roba lenta e malinconica che dovrebbe fartela prendere male, ma che, sorprendentemente, al Metallaro che non deve chiedere mai la fa prendere benissimo. Con i Mr. Bungle mi sarei probabilmente affettato a morte e sarei ritornato impaurito alla rasatura ideata per l'uomo in corsa del nuovo secolo, evitando orpelli di varia natura come l'allume di rocca per cicatrizzare quello sfregio che, a prima vista, non parrebbe altro che l'opera di un grosso esemplare di gatto.

La possibilita' di assimilare davvero tanta Musica mi viene pero' offerta dal banale tragitto casa-lavoro, venticinque minuti all'andata, venticinque al ritorno, in cui e' sistematico che io ascolti qualcosa su Spotify o sulle mie due chiavette USB di dimensioni titaniche, e che, prima d'abbonarmi a Spotify, riempii saggiamente di robaccia e ancora altra robaccia che in taluni casi perfino Spotify si rifiuterebbe di catalogare e smerciare. Ma ci sono stati anche dei fallimenti nel cercare ossessivamente la soluzione al problema posto in calce.

Tre anni fa ho avuto la bizzarra idea di cominciare a andare a correre, un'attivita' fisica parallela al trekking da praticare un po' ovunque, e cioe' dietro casa, e che avrei presto sostituito con la bicicletta. La prima cosa che comprai non furono le scarpe da running o una tuta: fu il supporto da braccio per metterci il cellulare e spararci i Rammstein, decorosi motivatori d'intere generazioni di quei folli che vedi invadere le piste ciclabili di notte - tuttalpiu' indicati da catarifrangenti - e di giorno, con il sole battente e la pioggia mista a grandine senza che certe variazioni barometriche comportino alcun freno al loro desiderio di pompare - piu' veloce che si puo' - il sangue nelle vene. Una volta constatato che le mie ginocchia tenevano quanto quelle di Batistuta nel 2005, ho iniziato a meditare sull'utilita' dei miei acquisti presso il Nencini Sport di Calenzano e fatto la piu' rapida fra le retromarcia, recandomi nuovamente in loco per prendere una borraccia da ciclista. Se potessi scriverei una bestemmia qui, v'assicuro, non esiterei. Aggiungo che tutta la musica ritmata e marziale di stampo tedesco e' un ottimo strumento per accompagnarci durante le estenuanti sessioni di running, e che, senza finire per scomodare gli Oomph!, vi dico che e' cosi' che mi sono innamorato per una seconda volta di Outcast dei Kreator e della loro parentesi divanetto/orge/cocaina. In parallelo i Bathory di Requiem e Octagon erano un fenomenale deterrente per incrementare la propria velocita' e resistenza al fine di rientrare a casa il prima possibile e cessare l'insostenibile ascolto, ma questa cosa semmai la approfondiro' altrove.

Qualunque sia la temporanea riscoperta tipica degli uomini di mezza eta', e in attesa di iscrivermi a un campo da golf pieno di cardiopatici e con piu' defibrillatori che coccodrilli, la costante, vedete, e' ancora l'heavy metal. Per quanto ci si ingegni nell'ottimizzare ogni porzione della nostra giornata, o settimana, affinche' nessuno dei deleteri impegni che ci proponiamo o che ci vengono obbligati salti, o slitti, deflorando cosi' il nostro onore di individuo moderno e sfrecciante, preferisco ottimizzare il mio tempo al contrario e far si' che niente di quel che m'appartiene resti indietro. Anche perche' ho dovuto farlo con determinate cose, come la fotografia, e questo ha avuto un costo enorme. Per cui, il giorno in cui saro' fisicamente costretto a stirare mi accompagnera' un album, e quello in cui altissima mi salira' la passione per i modellini in legno, pure. Scongiurando l'avvento di tutto questo, O lente che mi scruti da Mordor, Abruzzo: vinco io.
Marco Belardi

.LINKS.
Fonte: Come Radersi Col Death Metal Senza Tagliarsi La Gola (di Metal Skunk)
Home Metal Skunk: http://metalskunk.com/
Facebook Metal Skunk: https://www.facebook.com/MetalSkunk/
Twitter Metal Skunk: https://twitter.com/MetalSkunkBlog/
E-mail Metal Skunk: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

.CONDIVIDI.