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Perche' La Depenalizzazione Della Marijuana In Thailandia E' Un Avvenimento (Veramente) Storico (di Esquire) Stampa
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Scritto da sberla54   
Martedì 20 Settembre 2022 10:00
Perche' La Depenalizzazione Della Marijuana In Thailandia E' Un Avvenimento (Veramente) Storico
Perche' La Depenalizzazione Della Marijuana In Thailandia E' Un Avvenimento (Veramente) Storico (di Esquire)

https://www.esquire.com/it/news/attualita/a40350299/perche-la-depenalizzazione-della-marijuana-in-thailandia-e-un-avvenimento-veramente-storico/

Esquire

Sovraffollamento delle carceri e ragioni economiche hanno spinto il "paese dei sorrisi" verso un passo storico.

Per chi e' cresciuto negli anni '90 la Thailandia e' soprattutto i film cult The Beach e Bangkok senza ritorno: e' paesaggi tropicali, i rave sulla spiaggia, e la lotta al narcotraffico. Per circa trent'anni, la Thailandia e' stata uno dei paesi piu' severi nei confronti del commercio di stupefacenti. Tanto che nella prigione di massima sicurezza di Bangkok, Klong Prem, nel 2018 il 64% dei detenuti aveva alle spalle arresti per droga.
Proprio il sovraffollamento delle carceri negli ultimi tempi ha spinto il governo thailandese ad adottare un approccio piu' tollerante nei confronti delle droghe leggere. Anche a sfruttarne alcuni vantaggi economici.

Una svolta in tal senso e' arrivata Giovedi' 9 Giugno, quando il “Paese dei sorrisi” e' diventato la prima nazione asiatica a depenalizzare la marijuana. Secondo le nuove direttive, i privati - con eta' pari o superiore ai vent'anni - potranno coltivare fino a sei piante di cannabis in casa, previa registrazione presso le autorita'. Verra' tollerato (persino incoraggiato) un uso piu' diffuso della marjuana in medicinali, cosmetici e alimenti, purche' il principio attivo THC responsabile del suo effetto stupefacente non superi lo 0,2%. Resta invece illegale il consumo ricreativo, sebbene l'allentamento - si vocifera - potrebbe in futuro diventare totale in alcune zone, come le isole di Phuket e Koh Samui, dove legalizzare completamente l'industria aiuterebbe a rilanciare il turismo.

I commercianti si sfregano le mani, l'opinione pubblica e' spaccata, gli esperti avanzano qualche perplessita'. Ma nella confusione generale i numeri attestano gia' un notevole entusiasmo. Solo Giovedi' piu' di 150.000 potenziali coltivatori si sono registrati sull'apposito sito web, costringendo la Thai Food and Drug Administration a apprestare una piattaforma alternativa per far fronte alla massiccia richiesta.

Il processo di deregolamentazione e' avvenuto gradualmente. Nel 2018, la Thailandia era stato il primo paese asiatico a permettere l'uso terapeutico della cannabis. Poi l'anno scorso e' scattato il semaforo verde per l'impiego della sostanza come additivo per cibi e bevande. Improvvisamente canapa e marjuana sono spuntate un po' ovunque: dai piu' popolari piatti thai fino al pane, la pizza e i biscotti. Sempre nel 2021, per valutare l'impatto sociale, era stato legalizzato il kratom, una pianta psicoattiva originaria del Sudest asiatico meno potente della marjuana.

Dietro la deregulation c'e' il partito Bhumjaithai, la seconda forza politica della coalizione di governo. C'e' soprattutto il suo leader, Anutin Charnvirakul, ancora alla guida del ministero della Sanita' grazie al supporto del generale Prayuth Chan-ocha, nonostante la criticata gestione del Covid-19. Ai microfoni della CNN Anutin ha affermato che "con la tecnologia e le strategie di marketing odierne, la Thailandia non sara' seconda a nessuno nel promuovere i prodotti [a base di cannabis] nel mercato globale".

Come altrove, anche nel "Paese dei sorrisi", la liberalizzazione della cannabis ha infatti soprattutto finalita' economiche. Secondo la Thai Industrial Hemp Trade Association, il valore del mercato nazionale della marijuana si aggira intorno ai 40 miliardi di baht (oltre 1 miliardo di euro) e dovrebbe toccare i 70 miliardi entro il 2024. Non male per un paese ancora fortemente dipendente dal turismo. Il ministero dell'Agricoltura thailandese ha annunciato che distribuira' 1 milione di piante di marijuana per favorire la lucrosa produzione nelle zone rurali del paese, quelle piu' arretrate.

Non tutti condividono l'ottimismo di Anutin. Il timore e' duplice. Da una parte, c'e' chi sospetta che un accesso facilitato alla cannabis crei dipendenza tra i giovani. Su Facebook il gruppo Ganjiachon, (il popolo della Cannabis) - che riunisce fumatori e fan della marujana - conta gia' oltre 460.000 follower. Dall'altra, in mancanza di un quadro normativo organico, si teme diventera' piu' facile oltrepassare la sottile linea rossa della legalita': per chi consuma l'erba per scopi ricreativi sono ancora previste sanzioni amministrative fino a 25.000 baht e una pena massima di tre mesi di carcere.

A cio' si aggiungono le polemiche per la scarcerazione di oltre 3000 detenuti per reati legati alle droghe leggere. Il ritorno in liberta' dei galeotti, annunciato Venerdi', ha sollevato un vespaio. Come spiega al Nikkei Asia Review un ventottenne, un conto e' liberalizzare l'impiego della cannabis per uso medico, un altro e' riabilitare dei "criminali" potenzialmente predisposti a commettere nuovi reati.

Per quanto controversa, l'apertura della Thailandia rispecchia un trend generalizzato in Asia, dove la pianta e' sempre stata utilizzata come rimedio naturale contro vari disturbi fisici. Lo scorso Aprile la Malesia ha ventilato la possibilita' di legalizzare la marjuana per fini medici, mentre il 10 Giugno il governo di Ismail Sabri Yaakob, annunciando la sospensione della pena di morte obbligatoria, ha dichiarato verranno prese in esame sentenze alternative per 11 reati. Traffico di stupefacenti incluso. Lo Sri Lanka, scosso da una delle peggiori crisi economiche di sempre, ha promesso a Novembre di introdurre leggi ad hoc per supportare l'export di medicinali a base di cannabis.

Persino in Cina, dove la leadership di Xi Jinping e' impegnata in un'agguerrita campagna moralizzatrice, lo scorso anno lo Yunnan e' diventato la prima provincia del paese a depenalizzare la coltivazione per uso terapeutico della cannabis sativa, varieta' con un basso contenuto di THC. Stando ai dati ufficiali dell'Istituto nazionale di statistica, la Repubblica popolare conta per quasi la meta' delle piantagioni di canapa destinate legalmente a uso commerciale a livello globale. Nello Heilongjiang, nell'estremo Nord-est cinese, da anni il governo sostiene la produzione della cannabis sativa nel settore tessile. Una pratica antica che, secondo i ricercatori, era gia' diffusa in Cina durante la dinastia Shang. Ovvero 3400 anni fa.
Alessandra Colarizi

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Fonte: Perche' La Depenalizzazione Della Marijuana In Thailandia E' Un Avvenimento (Veramente) Storico (di Esquire)
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