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In Ricordo Del Punky Mauri, Ad Un Anno Dalla Morte Stampa
Anarchia
Scritto da Sghigno   
Martedì 18 Maggio 2010 05:00
Mauricio Morales
"Armati e sii violento, meravigliosamente violento, fino a che tutto esploda. Ricorda che qualsiasi azione violenta contro questi promotori della disuguaglianza e' pienamente giustificata da secoli d'infinita violenza alla quale siamo stati sottoposti... Armati e combatti il terrorismo, brucia, cospira, sabota e sii violento, meravigliosamente violento, naturalmente violento, liberamente violento"
"Nella guerra sociale prendiamo le nostre posizioni e per una ragione etica non possiamo restare indifferenti dinanzi alla caduta in combattimento dei nostri fratelli, cosi' come alla situazione vissuta da milioni di prigionieri e prigioniere sequestrati/e in questa guerra in lungo e in largo per il mondo. Giudici, gendarmi, magistrati e poliziotti sono e saranno oggi e sempre i nostri nemici e noi non riposeremo fino ad annientare l'ultimo bastione della societa' carceraria... siamo in guerra!! Prigionieri e prigioniere per strada!!"
"Trasformiamo il nostro dolore in rabbia e la nostra rabbia in polvere nera"

Mauricio Morales

Tra pochi giorni sara' gia' un anno ad esser passato dalla morte di Mauricio Morales, quel punky Mauri che e' rimasto vittima di un incidente durante il trasporto di un ordigno rivolto alle forze dell'ordine cilene.
Dal Cile, come anche dal Messico, arrivano quotidianamente notizie di attacchi contro il dominio per mano di numerosi gruppi anarchici. In questo contesto si inserisce l'attivita' di Mauri, un compagno che ha deciso di mettere in atto le idee che ha sempre difeso, porre in pratica la guerra alla societa' in tutti gli ambiti della vita, facendo della sua quotidianita' un atto di propaganda, convertendo la sua vita in una propaganda per il fatto.
In questi giorni si terranno numerosissime iniziative in ricordo di Mauricio in Sud America ma, anche in Italia, ci sono due appuntamenti a riguardo : il 21 Maggio, presso l'Underground di Bergamo, ci sara' un'iniziativa per ricordare Mauricio e parlare della lotta del popolo mapuche, mentre il 22 Maggio al RDA Mayday di LaSpezia, con una proiezione e musica dal vivo, ricavato benefit per i compagni cileni.
Mi piace poter dar spazio, grazie alla preziosissima opera di diffusioni dei compagni di Culmine ad alcune parole di Marcelo Villaroel Sepu'lveda, compagno cileno sequestrato dallo stato, scritte in un comunicato dalla prigione di Nenque'n dopo tre mesi dalla scomparsa di Mauri: "La morte fisica di Mauricio si riduce alla sola scomparsa del suo corpo e niente piu', perche' da quel giorno la sua vita, il suo simbolo, il suo darsi senza limiti, senza scuse ne' timori, s'e' moltiplicato nella coscienza e nell'azione allo stesso modo delle idee che l'accompagnano.
Ancora una volta e con l'incommensurabile potenza d'un Rivoluzionario convinto, diviene reale il fatto di sapere che oggi sono centinaia le persone nel mondo che prendono il suo posto per continuare il cammino tracciato da migliaia di uomini e donne che hanno fatto delle proprie esistenze un meraviglioso canto di resistenza all'obbrobrio, di appello costante a prendere il controllo delle nostre vite, di consegna illimitata sapendo che spesso in questo percorso ci scontriamo con le perversioni piu' disumanizzanti nei confronti delle quali il potere cerca di spezzare lo spirito indomito di noi che il discorso dell'azione lo parliamo con i fatti e non con il chiacchiericcio di agitatori-istigatori e i loro logori slogans.
Dire che oggi Mauri e' greco, catalano, uruguaiano, che e' mapuche, italiano, argentino o basco... non e' un mero trucco di delirante sintassi, bensi' e' un modo d'esser giusti con il sentire espresso da compagni e compagne di luoghi diversi e, allo stesso tempo, e' una forma di rompere con l'incosciente settarismo di quelli che ritengono che per averlo riconosciuto hanno un qualche grado di proprieta' su un caro fecondo.
Non solo ma oggi, a dispetto della sua soggettivita', posso dire che tanti e tante di noi che non siamo stati suoi amici e nemmeno compagni diretti nell'affinita' colpiti dal dolore di una morte repentina e accidentale, ce lo portiamo dietro dappertutto, come impronta indelebile nella nostra potente memoria di resistenza, rivendicandolo con forza come un lottatore generoso. Noi ci affratelliamo nella fondamentale coincidenza di sapere che nel combattimento diretto contro lo stato-capitale non ci sono tregue ne' tempi d'attesa, senza giustificazioni che valgano ad evadere la responsabilita' storica nel fronteggiare un cosi' demenziale ordine sociale. Mauricio e' per strada vivo e libero, assieme a quelli che lottano, ai perseguitati, a quelli e quelle che sono lontani/e, con noi che siamo prigionieri, con tutte e tutti noi che viviamo nella cruda realta' di scontro, senza schivare nulla, guidati da un forte istinto proletario, superando cosi' qualsiasi pratica spettacolare pseudo-sovversiva del circo libertario.
La caduta di Mauricio e' avvenuta in un contesto di innegabile guerra sociale e di crescente ribellione dinanzi al mostruoso lusso dei ricchi che non cessa d'aumentare. Non e' un caso che il suo corpo sia deceduto a pochi metri dalla scuola della Gendarmeria, in quanto la netta coscienza dell'esistenza di questa fabbrica di carcerieri e la necessita' di attaccare una delle principali reti di punizione, isolamento e sterminio di proletari, rende conto della sua solida disposizione offensiva che travalica i limiti di svariate e inconsistenti teorie del conformismo che, mimetizzate dietro un ventaglio di linguaggi e simbologie, cercano di egemonizzare il controllo delle nostre menti per neutralizzare cosi' le continue rivolte quotidiane in cui viviamo immersi come individui ribelli e insorgenti, capaci di attivare senza attendere ordini da parte di nessuno, alimentati da un'incessante sete di giustizia. Mauricio e' il risultato collettivo di quei nuclei sovversivi che son cresciuti, silenziosamente, come da una scuola di vita per combattenti popolari, estendendo pratiche sociali d'organizzazione radicale, cospirazione, sabotaggio e diffusione dell'ideale libertario.
E' di quei militanti che appartengono alle comunita' di idee che verso la meta' degli anni '90 e in completa autonomia hanno insistito nella costruzione dall'orizzontalita', rompendo con le logore logiche di dipendenza organica da super-strutture fittizie dai nomi magniloquenti che non attraggono piu' nessuno, radicate nell'impotente cultura di una vecchia sinistra che non e' altro che la sinistra del capitale, fraudolenta pantomima, inoffensiva dissidenza. In tale sforzo senza soste c'e' stata la convergenza di diverse sensibilita' e micro-culture di resistenza con l'apporto di tutti noi che vediamo e viviamo l'anticapitalismo da una stessa trincea nel campo popolare cileno. Sono stati anni di ricostruzione sovversiva tra lo scoramento di massa del "non si puo'", l'ostile incomprensione dei codardi progressisti e la persecuzione continua dello stato che non riposa alla ricerca dell'eliminazione totale dell'antagonismo proletario. In questa maniera e concordemente con tutte le lotte e gli sforzi effettuati per liberarci dal giogo capitalista del Cile degli ultimi 19 anni la guerra sociale e' oggi una realta' cosi' evidente come i raggi di sole che c'illuminano e che a volte non ci scaldano come vorremmo.
Militarizzazione della regioni del su del Cile in risposta alla crescente lotta del popolo mapuche. Investimenti milionari in tecnologie e risorse per rafforzare lo stato di polizia e neutralizzare cosi' la protesta sociale. (…)
Che lo sappiano Mauricio, la sua famiglia, i compagni e gli amici... che lo sappiano lo Stato e quelli che lo difendono e lo mantengono... che lo sappiano i ricchi ed i lori sicari guardiani... che lo sappiano i sinistri conformi alla normalita' capitalista che trafficano con la storia della lotta dei popoli... che lo sappiano i nazisti, i fascisti, i patrioti... che lo sappiano quelli che a tradimento si sono venduti per alcuni pesos, per salvarsi dalla prigione, per la paura... che lo sappiano i fratelli e le sorelle mapuche, i nostri amici e compagni che lo sappiano: e' finita la ricreazione e la tranquilla quotidianita' dei nostri carnefici... e' terminato il festino prolungato e la loro immacolata onnipotenza; e' terminata la loro pretesa impunita' perpetua... non e' una spavalderia, questo e' un fatto, un impegno rinnovato per tutti quelli che non ci sono, per quelli di ieri, per quelli che verranno..."
Qui e' reperibile una vasta raccolta di materiale su Mauricio.

.RASSEGNA STAMPA.
Cile - Muore In Combattimento Il Compagno Snarchico Mauricio Morales (Informa-Azione)
Mauricio Morales, L'Anarchico Cileno Morto Mentre Trasportava Una Bomba (Adnkronos)

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