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Vestitevi Da Anarchico, Imbecille! (di G. K. Chesterton) Stampa
Anarchia
Scritto da ThePuNkshOw   
Martedì 07 Novembre 2006 13:21

"Vestitevi Da Anarchico, Imbecille!"
di G. K. Chesterton

http://www.anarca-bolo.ch/a-rivista/321/51.htm
A - rivista anarchica
anno 36 n. 321
novembre 2006

Gregory sorrise.
– La risposta e' semplice. Vi ho detto di essere un anarchico sul serio e voi non mi avete creduto.
Neppure essi lo credono e fin quando non li avro' condotti in questa stanza infernale, non mi crederanno.
Syme fumava con aria pensosa e lo osservava pieno d'interesse. Gregory continuo'.
– E' una storia che vi divertira'. Quando ero solo una recluta della Nuova Anarchia, provai i generi piu' rispettabili di travestimento. Mi vestii da vescovo. Avevo letto ogni cosa sui vescovi nei nostri opuscoli: I vampiri della superstizione e Uccellacci da preda.
Naturalmente, ne conclusi che i vescovi sono vecchi strani e terribili che nascondono un crudele segreto all'umanita'. Invece fui male informato. La prima volta che apparvi in pubblico in abiti episcopali, udii gridare con voce tonante "Umi'liati! Umi'liati, ragione dell'uomo!" e la gente si avvide, chissa' come, che non ero un vescovo. Fui smascherato. Allora mi camuffai da milionario...

..ma difendevo il capitale con tanta intelligenza, che anche uno stupido avrebbe compreso che ero povero in canna. Cosi' finsi di essere un maggiore. Ebbene, io sono un pacifista, ma spero di avere sufficiente larghezza intellettuale per comprendere l'atteggiamento di coloro che, come Nietzsche, venerano la violenza, l'orgogliosa, implacabile guerra della natura e tutto il resto, come sapete. Insomma, mi immedesimai nella parte del maggiore. Sguainavo e roteavo la spada a ogni momento "Sangue!" chiedevo soprapensiero, come un uomo che ordinasse del vino. Spesso proclamavo: "Che il debole perisca, e' la legge". Ebbene, ebbene… Sembra che i maggiori non facciano cosi'. Mi scoprirono di nuovo. Finalmente, disperato, mi recai dal Presidente del Comitato centrale anarchico, che e' il piu' grande uomo vivente in Europa.
– E come si chiama? – chiese Syme.
– Il nome non vi direbbe nulla – rispose Gregory. – E' questa la sua grandezza. Cesare e Napoleone impiegarono tutto il loro genio nel far parlare di sé e ci riuscirono. Egli impiega tutto il suo genio nel non far parlare di sé e nessuno lo conosce. Ma non potreste restare a quattr'occhi con lui per cinque minuti, senza avere la sensazione che Cesare e Napoleone sarebbero stati dei bambini nelle sue mani.
Per un minuto Gregory fu silenzioso e perfino pallido in volto, poi continuo':
– Ogni volta che da' un consiglio, dice sempre qualcosa di straordinario come un epigramma e di pratico come la Banca d'Inghilterra. Io gli chiesi: "Con quale travestimento mi potro' nascondere al mondo? Che cosa posso trovare di piu' rispettabile dei vescovi e dei maggiori?". Egli mi fisso' col suo volto grande e indecifrabile. "Volete un travestimento sicuro? Volete un abito che appaia inoffensivo, un abbigliamento nel quale nessuno andrebbe a cercare una bomba?"
Accennai di si' ed egli scoppio' in un ruggito leonino. "Ebbene, vestitevi da anarchico, imbecille!", grido' da far tremare le pareti della stanza. "Cosi' nessuno si aspettera' mai qualcosa di pericoloso da voi!" E mi volto' le sue grandi spalle senza aggiungere parola. Da allora ho seguito sempre il suo consiglio e non ebbi mai a pentirmene. Notte e giorno ho predicato sangue e morte a quel pubblico di donnicciole, eppure, perdio! esse mi lascerebbero condurre le carrozzine coi loro bambini.


Brano tratto da: G. K. Chesterton, L'uomo che fu Giovedi', in Opere scelte, Roma, Edizioni Casini, 1987.

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