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Ultima Lettera Di Nicola Sacco Al Figlio Dante (1927) Stampa
Anarchia
Scritto da sberla54   
Martedì 08 Maggio 2012 04:50
Scuola Libertaria
Ultima Lettera Di Nicola Sacco Al Figlio Dante (1927)

http://ita.anarchopedia.org/Sacco_e_Vanzetti#Lettera_di_Sacco_al_figlio_Dante

Anarchopedia

"...possono bruciare i nostri corpi, non possono distruggere le nostre idee. Esse rimangono per i giovani del futuro, per i giovani come te. Ricorda, figlio mio, la felicita' dei giochi... non tenerla tutta per te... Cerca di comprendere con umilta' il prossimo, aiuta il debole, aiuta quelli che piangono, aiuta il perseguitato, l'oppresso: loro sono i tuoi migliori amici"

Mio carissimo figlio e compagno,
sin dal giorno che ti vidi per l'ultima volta ho sempre avuto idea di scriverti questa lettera: ma la durata del mio digiuno e il pensiero di non potermi esprimere come era mio desiderio, mi hanno fatto attendere fino ad oggi. Non avrei mai pensato che il nostro inseparabile amore potesse cosi' tragicamente finire!

Ma questi sette anni di dolore mi dicono che cio' e' stato reso possibile. Pero' questa nostra separazione forzata non ha cambiato di un atomo il nostro affetto che rimane piu' saldo e piu' vivo che mai. Anzi, se cio' e' possibile, si e' ingigantito ancor piu'. Molto abbiamo sofferto durante il nostro lungo calvario.
Noi protestiamo oggi, come protestammo ieri e protesteremo sempre per la nostra liberta'. Se cessai il mio sciopero della fame, lo feci perche' in me non era rimasta ormai alcuna ombra di vita ed io scelsi quella forma di protesta per reclamare la vita e non la morte, il mio sacrificio era animato dal desiderio vivissimo che vi era in me, per ritornare a stringere tra le mie braccia la tua piccola cara sorellina Ines, tua madre, te e tutti i miei cari amici e compagni di vita, non di morte. Percio', figlio, la vita di oggi torna calma e tranquilla a rianimare il mio povero corpo, se pure lo spirito rimane senza orizzonte e sempre sperduto tra tetre, nere visioni di morte.
Ricordati anche di cio' figlio mio. Non dimenticarti giammai, Dante, ogni qualvolta nella vita sarai felice, di non essere egoista: dividi sempre le tue gioie con quelli piu' infelici, piu' poveri e piu' deboli di te e non essere mai sordo verso coloro che domandano soccorso. Aiuta i perseguitati e le vittime perche' essi saranno i tuoi migliori amici, essi sono i compagni che lottano e cadono, come tuo padre e Bartolomeo lottarono e oggi cadono per aver reclamati felicita' e liberta' per tutte le povere cenciose folle del lavoro. In questa lotta per la vita tu troverai gioia e soddisfazione e sarai amato dai tuoi simili.
Continuamente pensavo a te, Dante mio, nei tristi giorni trascorsi nella cella di morte, il canto, le tenere voci dei bimbi che giungevano fino a me dal vicino giardino di giuoco ove vi era la vita e la gioia spensierata - a soli pochi passi di distanza dalle mura che serrano in una atroce agonia tre anime in pena! Tutto cio' mi faceva pensare a te e ad Ines insistentemente, e vi desideravo tanto, oh, tanto, figli miei! Ma poi pensai che fu meglio che tu non fossi venuto a vedermi in quei giorni, perche' nella cella di morte ti saresti trovato al cospetto del quadro spaventoso di tre uomini in agonia, in attesa di essere uccisi, e tale tragica visione non so quale effetto avrebbe potuto produrre nella tua mente, e quale influenza avrebbe potuto avere nel futuro. D'altra parte, se tu non fossi un ragazzo troppo sensibile una tale visione avrebbe potuto esserti utile in un futuro domani, quando tu avresti potuto ricordarla per dire al mondo tutta la vergogna di questo secolo che e' racchiusa in questa crudele forma di persecuzione e di morte infame.
Si, Dante mio, essi potranno ben crocifiggere i nostri corpi come gia' fanno da sette anni: ma essi non potranno mai distruggere le nostre Idee che rimarranno ancora piu' belle per le future generazioni a venire. Dante, per una volta ancora ti esorto ad essere buono ed amare con tutto il tuo affetto tua madre in questi tristi giorni: ed io sono sicuro che con tutte le tue cure e tutto il tuo affetto ella si sentira' meno infelice. E non dimenticare di conservare un poco del tuo amore per me, figlio, perche' io ti amo tanto, tanto...
I migliori miei fraterni saluti per tutti i buoni amici e compagni, baci affettuosi per la piccola Ines e per la mamma, e a te un abbraccio di cuore dal tuo padre e compagno.
Nicola Sacco

.VIDEO.
Da una lettera di Nicola Sacco al figlio Dante
Nicola Sacco, lettera al figlio Dante

.LINKS.
Fonte: Ultima Lettera Di Nicola Sacco Al Figlio Dante (1927)
Anarchopedia Sacco e Vanzetti: http://ita.anarchopedia.org/Sacco_e_Vanzetti
Wikipedia Sacco e Vanzetti: http://it.wikipedia.org/wiki/Sacco_e_Vanzetti
Wikiquote Sacco e Vanzetti: http://it.wikiquote.org/wiki/Sacco_e_Vanzetti

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