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Storia Della Menzogna Politica: Il Tav E Le Streghe (di A Rivista Anarchica) Stampa
Anarchia
Scritto da Joel   
Mercoledì 24 Settembre 2014 09:00
Inquisitore
Storia Della Menzogna Politica: Il Tav E Le Streghe (di A Rivista Anarchica)

http://www.arivista.org/?nr=391&pag=20.htm#3

A Rivista Anarchica

Si puo' scindere il Governo delle genti dalla gestione politica dalla repressione? La risposta e' presto detta: no. Uno degli strumenti privilegiati dal Potere di ogni tempo per annullare il dissenso e' l'uso brutale del braccio secolare. Questa e' una verita' lampante, testimoniata dalla Storia stessa, ma sorprendentemente spesso dimenticata dai piu'.
Eppure la violenza non puo' essere perpetrata senza proporne una giustificazione; il Potere costruisce delle cornici narrative all'interno delle quali la sua verita' appare legittima e percio' l'uso della forza diventa doveroso. Le altre versioni dei fatti sono invece marginalizzate, dichiarate eretiche, sovversive, pericolose.
La storia e' piena di organizzazioni massive del consenso effettuate per giustificare i metodi brutali, le violenze arbitrarie, le torture e le segregazioni perpetrate dagli inquisitori di turno, sempre impuniti dietro la cataratta di omerta' che copre gli occhi di chi guarda e passa. Tutti i soprusi del Potere si realizzano all'interno di una costruzione autoreferenziale della verita', in cui la sua versione dei fatti viene strategicamente messa in scena senza nemmeno un grande impegno nel renderla verosimile. Del resto esistono dei portavoce delle parole del Potere, deputati all'invenzione di artifici che ne aumentino la credibilita' e pongano il sigillo dell'autorita'.
In tutti i casi e' pero' vero che la repressione effettuata si indirizza verso un nemico considerato pericoloso per via dei valori che esso incarna, estranei a quelli che invece guidano i capi. Ogni epoca ha percio' la sua pletora di dissidenti accusati, violentati, sfruttati e ridicolizzati. E il Potere si dedica a marginalizzarli e colpirli con un'applicazione che ha del sorprendente. La storia ripete attentamente i suoi copioni e a volte la constatazione della sua ridondanza provoca un brivido; e' in momenti simili che l'osservazione degli incessanti ricorsi del tempo porta a dubitare dell'esistenza di un suo fine positivo, visto che a ripetersi sono spesso e volentieri le sue parti piu' disgustose.
Uno dei piu' noti esempi delle persecuzioni di nemici creati ad arte e' rappresentato da quello, proverbiale, effettuato contro la cosiddetta "stregoneria". Agli albori dell'epoca moderna, in quel XVI secolo scosso da guerre di religione e dai primi vagiti dell'economia di mercato che iniziava allora a muovere i suoi primi passi all'interno dei nascenti Stati nazionali, si assistette in Europa ad un'ondata di processi nei confronti di una categoria ben precisa di persone, cosiddette "streghe" e "stregoni". Appartenenti a gruppi rurali dispersi nelle campagne, pare poco probabile che costituissero un culto con pratiche comuni. E' molto piu' verosimile che con tale etichetta gli inquisitori identificassero un vasto coacervo di donne e uomini dediti ad un cristianesimo sincretico contenente ancora forti elementi di paganesimo, di cui l'adorazione di un dio cornuto e' l'aspetto piu' famoso, contenutisticamente folkloristico ma anche storicamente controverso. Streghe e stregoni finirono in questi anni al centro di quella che oggi chiameremmo una "campagna diffamatoria" assieme a molte altre categorie di individui che occupavano i margini della societa' - vagabondi, malati, folli, prostitute - tutti di li' a poco confinati tramite leggi repressive fintamente caritatevoli negli hopitaux di cui Michel Foucault ci narro' la storia in un suo fondamentale libro.

"Legittime" persecuzioni

Come si sa il Potere innalzo' una macchina persecutrice tremenda nei confronti di costoro, costituita da inquisizioni, torture, processi nettamente sproporzionati rispetto alla gravita' dei pretesi "reati". Uno stuolo di giuristi si era adoperato per legittimare la campagna diffamatoria costruita appositamente, composta da riletture in negativo di vecchie leggende e trasformazioni concettuali tese ad individuare una malvagita' inesistente nelle pratiche magiche. Riti che tempo prima non erano oggetto di nessuna forma di stigmatizzazione, semmai di divertenti scene da commedia, assunsero una luce fosca e inquietante, inventata di sana pianta al fine di giustificare una persecuzione.
"Si hanno prove che, nell'imminenza del Rinascimento, non e' vero che la magia e la stregoneria fossero realta' accette [...]. Solo un secolo dopo e per mezzo della violenta propaganda dei monaci mendicanti la fantasia delle streghe divento' credenza di tutto un popolo", propaganda effettuata attraverso libri come la Demonomania di Jean Bodin e i piu' antichi Malleus maleficarum dei domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Kramer e Formicarius di Johannes Nider. E' interessante valutare a questo punto le motivazioni che "il procuratore di Belzebu'" Bodin addusse per giustificare i processi perpetrati sulle streghe, che ovviamente, in quanto procedimenti decisamente inusuali per il diritto, dovevano essere condotti secondo modalita' straordinarie, fuori dalle righe. "Le leggi pagane et divine riconoscono molte cose come certe, et impossibili per natura, et nondimeno possibili contra tutti i corsi ed ordini della natura"; del resto, se cosi' non fosse, se non potessero cioe' accadere dei fatti soprannaturali estranei all'arbitrio delle leggi fisiche, come i malefici e le stregonerie, nemmeno potrebbero esistere i miracoli e dunque Dio non sarebbe onnipotente. L'ordinario corso della natura puo', secondo Bodin, venire sospeso da chi possiede le forze adatte. Dio o il Diavolo o chi da essi e' ispirato - un santo o una fattucchiera - possono operare oltre le leggi di natura, e non ammettere questa possibilita' significa inficiare l'onnipotenza divina. Dunque l'inquisitore, davanti a simili fatti, sara' costretto a sospendere l'ordine razionale del suo agire - e di quello dei suoi processi. ""Dove c'e' pericolo et necessita' et cosa essorbitante, che non bisogna fermarsi altrimenti alle regole di ragione, ma per contrario e' procedere giustamente secondo la ragione lasciando l'ordine di ragione". V'e' cioe', a suo [di Bodin] parere, una ragione/legge divina che obbliga la ragione umana anche a sragionare, quando ne sia il caso, ed eliminare i suoi nemici che, del resto, costituiscono una minaccia anche dell'umana convivenza civile".

Illiceita' della sospensione della ragione

Esistevano quindi, ed esistono con ogni apparenza tutt'oggi, alcune circostanze particolari in cui per l'onesto magistrato, in ottemperanza alle necessita' particolarmente pressanti indotte dalle circostanze - la salvaguardia della civilta' cristiana da pericolose sette demoniache, oppure ai nostri giorni l'indispensabile costruzione di un treno ad alta velocita' tra Torino e Lione - e' lecito sospendere l'uso della ragione e condurre un processo che non rispetti alcuna garanzia degli accusati, tramutati senza colpo ferire in mostri. Ma "un processo ai mostri a sua volta e' consapevolmente mostruoso (e condotto da mostri).". E' in realta' un processo speciale, addirittura un "non-processo", data l'illiceita' delle premesse da cui esso parte. E tali sono le motivazioni che trasformano mostruosamente - nel senso latino della parola monstrum: colui che deve essere mostrato, esposto, con il fine di essere additato dal pubblico - il danneggiamento di un compressore in un atto terroristico le cui ripercussioni cadono sull'Italia intera. Si tratta di vera e propria alchimia: un reato di bassa lega viene tramutato in quello supremo, il piu' vicino all'essenza stessa del Male. La stessa parola "terrorismo" evoca immediatamente scenari catastrofici, immagini strazianti, attori diabolici e percio' gli accusati di un reato simile possono lecitamente essere tenuti dietro le sbarre in condizioni di detenzione inumane. Peccato che "terrorismo" - a ragione, ma come abbiamo detto in questo caso il suo uso e' sospeso ad maiorem Status gloriam - dovrebbe essere considerata l'offesa sopra civili inerti, non quella contro un inanimato compressore in un cantiere. Per convalidare queste ipotesi persecutorie alle Demonomanie e ai Mallei Maleficarum si sostituiscono oggi le parole di giornalisti asserviti al governo, sempre pronti a convalidare la sua indiscutibile versione dei fatti.
Cambiano i tempi, ma persistono gli orrori dell'inquisizione. Si ripete incessante il sacrificio al Moloch del Potere, che in ogni momento e luogo ingoia uomini e donne con l'unico fine di mascherare le proprie motivazioni: ricchezza e brama, perversa e sadica volonta' di disporre della vita altrui come materia inerte.
Valerio Morosi

.NOTA.
Le citazioni e molti spunti sono prese dal vecchio ma ancora affascinante libro di Luciano Parinetto Streghe e Politica, IPL, 1983; il libro di Foucault citato e' ovviamente Storia della follia nell'eta' classica, Rizzoli 1976. Per approfondire l'argomento stregoneria consiglierei anche il classico di Carlo Ginzburg Storia notturna. Una decifrazione del sabba, Einaudi 1989, mentre di tutta la vastissima letteratura sulle menzogne a cui il potere ci ha abituati nella sua narrazione quotidiana fatta di mass media invasivi e spudorate alterazioni della verita' un agile quanto approfondito compendio e' La fabbrica del falso di Vladimiro Giacche', Derive Approdi 2011.

.LINKS.
Fonte: Storia Della Menzogna Politica: Il Tav E Le Streghe (di A Rivista Anarchica)
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