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La Prima Scena Hardcore Italiana (di LoveHate80) Stampa
Storia Punk
Scritto da sberla54   
Martedì 02 Agosto 2011 04:26
La Prima Scena Hardcore Italiana (di LoveHate80)
La Prima Scena Hardcore Italiana (di LoveHate80)

http://www.facebook.com/notes/lovehate-ottanta/hardcore-articolo-sulla-prima-scena-italiana-a-cura-dello-staff-di-lovehate80it/166277610107323

LoveHate80 - Italian Hardcore Punk Oi! From The 80's

Questo articolo usci' sulla rivista Caffelatte n. 10 (ottobre 2003). Abbiamo aggiornato soltanto i libri sull'argomento, tutto il resto e' stato lasciato cosi' com'era. Buona lettura.

L'hardcore nasce nei primissimi anni 80, poco dopo l'avvento del punk, non solo come estremizzazione del punk, ma come movimento, musicale e ideologico, con caratteristiche proprie e comunque destinato a incidere in maniera indelebile su una parte della generazione di quegli anni.
Al contrario di quanto si possa pensare l'Italia fu un punto nevralgico molto importante dell'hardcore punk mondiale. Infatti la scena italiana degli anni 80 era apprezzata e seguita dai punk di tutto il mondo, persino da quelli inglesi e americani. Punk, si, ma comunque figli di paesi notoriamente ostici che di rado accettavano e accettano tutt'ora musica di importazione, soprattutto quella veloce e suonata con la chitarra distorta (l'hanno inventata loro...).

I gruppi italiani si sono imbarcati in vari tour europei e americani, circa duecento dischi prodotti anche da etichette indipendenti di tutto il mondo (soprattutto americane, inglesi, tedesche e olandesi); addirittura nel 1987 Vogue ha dedicato un pezzo alla scena con tanto di foto (Indigesti durante uno show in Germania) e ancora oggi sulle riviste di settore si possono leggere interviste a gruppi hardcore punk famosi & stranieri che citano come fonte di ispirazione le bands italiane di quegli anni (Raw Power, Negazione, Indigesti, C.C.M., Wretched...).

Fatto curioso e' che in Italia il "fenomeno" e' passato quasi del tutto inosservato o quasi sempre mal interpretato. C'era gente ignara del fatto che nell'edificio accanto al loro palazzo di periferia dei giovani incazzati col mondo e vestiti di borchie si schiantavano, durante dei veri concerti hardcore, su vetri di bottiglie o che si aprivano ferite sul corpo con lame di vario tipo. Oppure, soprattutto alle prime apparizioni nelle strade delle citta' italiane, i punk venivano scambiati per bulli di destra (spesso erano vestiti di nero, alcuni primissimi punk portavano svastiche provocatorie), nazisti-fascisti o delinquenti-tossici e di conseguenza attaccati - e bastonati - da autonomi e compagni di vario genere. Ma i punk erano anche e soprattutto bersaglio dei fascisti, quelli veri, i quali probabilmente avevano intuito prima di tutti cosa significasse essere punk. L'hardcore punk italiano non e' stato solo musica, anzi per la maggior parte dei gruppi la musica era "soltanto" un mezzo per poter esprimere - urlare - le proprie idee.
La maggior parte dei punk di allora si dichiarava anarchica militante, altri invece erano totalmente apolitici e tendenzialmente libertari, altri profondamente autodistruttivi, nichilisti e "no future", altri erano non violenti, pacifisti, vegetariani e animalisti, altri ancora seguivano la "linea diritta" tracciata dai primi gruppi hardcore americani come i seminali Minor Threat di Washington DC che cercavano di ribaltare la visione del punk che il '77 aveva creato attraverso i Sex Pistols ed il "punk-and-destroy". In realta', tra le varie correnti non c'era una separazione netta, al contrario la scena era molto unita e le collaborazioni tra gruppi e le altre molteplici realta' legate al punk erano intense e continue.
Le produzioni dell'epoca erano finanziate dai gruppi stessi, da etichette indipendenti legate comunque al circuito antagonista o da veri e propri collettivi che si davano da fare (organizzando soprattutto concerti) per raccimolare i soldi che sarebbero serviti al gruppo per far uscire il disco. C'e' da considerare che i punk italiani sono sempre stati ostili ai vari mass media, odiavano i giornalisti (quelli musicali gli davano la caccia), non rilasciavano interviste se non a fanzines autoprodotte legate alla scena e vendevano le loro produzioni (dischi, tapes, magliette, toppe, spillette...) a prezzi politici al di fuori del normale circuito commerciale dei negozi. Tutto all'insegna del "Do It Yourself" come scelta di vita al di fuori di un sistema che non li rappresentava.
I mezzi principali di diffusione erano le fanzines: spesso scritte a mano, fotocopiate o ciclostilate in proprio e distribuite nei circuiti per posta o per passamano, contenevano interviste, recensioni, reportage sulle scene punk di altre citta' sia italiane che estere, articoli di natura politica contro il sistema militare, la vivisezione, le multinazionali, il nucleare...Ne citiamo solo alcune: Dudu (prima fanzine punk italiana che tramutera' il nome in Pogo) e Anti Utopia di Milano, Subvert di Collegno (TO), Attack di Bologna, Linea Diritta di Segrate (MI), Disforia di Torino, la trilogia romana de La Parrocchia / La Pernacchia / La Pannocchia e Punkaminazione, una sorta di bollettino di coordinamento tra le varie realta' punk italiane. A Como, poi, c'era T.V.O.R. - Teste Vuote Ossa Rotte che, prima 'zine poi etichetta discografica indipendente, ha prodotto e ristampato alcune chicche dell'hardcore italiano. Chi scriveva sulle fanzines, quasi sempre suonava in qualche gruppo, organizzava concerti, autoproduceva dischi, distribuiva materiale autogestito, occupava. Era, insomma, pienamente dentro la scena.
Non c'era alcuna concessione all'industria discografica o editoriale, nessun copyright, il fine era la libera e spontanea diffusione delle idee.
Il periodo migliore dell'hardcore italiano e' iniziato nel 1982 e si e' concluso nel 1987. Breve ma intenso.
I dischi, tutti stampati in tirature limitate che vanno dalle 500 alle 2.500 copie (la media era 1.000), sono ormai introvabili se non alle varie fiere del vinile a prezzi stratosferici (oggi fa sorridere leggere i vari "non pagare piu' di lire 1.500, 2.000, 2.500..." stampati sulle cover).
La grafica e' quasi sempre minimale, rozza ma piena di rabbia sincera e creativita'. Alcuni dischi hanno copertine bellissime, altri orrende.
Le bands, le etichette, le fanzines, i posti in cui si suonava o ci si aggregava hanno raggiunto nel corso degli anni 80 un numero molto consistente, creando una rete sotterranea di comunicazioni tra le varie realta' italiane. I centri nevralgici erano concentrati prevalentemente a nord. Milano, su tutti, e' stato il centro di aggregazione piu' importante, e' stata la citta' che ha permesso ai gruppi hardcore punk italiani (e stranieri) di esibirsi per la prima volta in Italia in uno spazio occupato e autogestito da punk, il Virus. Nel febbraio del 1982 un gruppo di punk milanesi riesce a ricavarsi uno spazio autogestito all'interno di un capannone nel cortile di un caseggiato, occupato gia' dal 1975, in via Correggio 18. Il Virus fu il fulcro, il centro propulsore che in pochi mesi diede vita ad una scena fatta di diversi gruppi, iniziative e scontri con le istituzioni. Emblematica fu L'Offensiva di Primavera, nell'aprile del 1982, tre giorni di concerti con circa una trentina di gruppi che venivano da tutt'Italia.
Tra gli attivisti c'erano i Wretched, gruppo storico, anarchico, che a sua volta aveva fondato un'etichetta, la Chaos Produzioni. Era uso comune, tra i gruppi che si autoproducevano, mettere sulle copertine dei dischi i loghi della loro personale etichetta. Alcune rimanevano tali, altre invece, come nel caso della Chaos, divennero vere e proprie etichette indipendenti attive che producevano i dischi degli altri gruppi con cui condividevano i palchi e l'amicizia. Oltre quelli dei Wretched per la Chaos sono usciti dischi degli Impact di Ferrara, dei Disper-azione di Como e degli Stinky Rats di Torino.
A Milano erano attivi anche Crash Box, Kobra, Rappresaglia e altri. A Trieste c'erano gli Upset Noise, molto conosciuti in Europa anche grazie ad un tour di fine '80 con i tedeschi Jingo De Lunch; poco distante, ad Udine agivano gli Eu's Arse e a Gorizia i Warfare?, autori di uno split EP con gli stessi Upset Noise. Torino era invece la citta' piu' prolifica in quanto a bands: oltre ai citati Stinky Rats, erano attivi, anche in momenti diversi, 5° Braccio, Declino, Negazione, Nerorgasmo, Bed Boys, Contrazione, Blue Vomit, D.D.T., Impeto e Assalto, Panico e tanti altri. Di Torino era anche la Meccano Records, importante etichetta indipendente. Nella vicina Alessandria, e quindi molto legati ai gruppi e collettivi torinesi, c'erano gli originalissimi Peggio Punx. Anche gli aostani Kina i quali, assieme ai Franti hanno dato vita alla Blu Bus, una delle piu' prolifiche etichette italiane, erano legati in maniera particolare alla scena di Torino, soprattutto per questioni geografiche. Facevano capo a Torino anche i vercellesi/torinesi Indigesti, altro gruppo veramente tecnico, veloce e innovativo.
Bologna invece era la citta' della Attack Punk Records, prima vera etichetta punk indipendente italiana. I C.C.C.P. incisero i primi dischi per loro. Una delle menti dell'etichetta era il cantante dei Raf Punk, gruppo che insieme a Anna Falks, Bacteria e Stalag 17, diede vita all'importante compilation "Schiavi Nella Citta' Piu' Libera Del Mondo" (1981). A Bologna c'erano inoltre i Nabat, gruppo seminale (poi di culto) molto seguito soprattutto all'interno del circuito skin-oi. Rimanendo in zona e' impossibile non menzionare i Raw Power di Poviglio, forse il gruppo dell'epoca piu' conosciuto nel mondo, nonche' gli Stigmathe e gli Infezione di Modena.
A Piacenza la scena gravitava attorno all'Osteria di Sacc sul cui palco si sono alternati gruppi hardcore di tutta Italia. In Toscana c'era il Gran Ducato Hardcore (G.D.H.C.), non una vera e propria organizzazione ma un'insieme di persone, di gruppi, di etichette, fanzine che agivano nella zona. Il Victor Charlie, circolo di Pisa, era legato al G.D.H.C e ne rappresentava il nucleo. Di Pisa erano i C.C.M. e i Senza Sterzo, mentre a Firenze suonavano gli I Refuse It!, Stato Di Polizia, Stazione Suicida, Juggernaut. Da citare inoltre i Wardogs, gli A'ufshlag, gli Holocaust, i Lanciafiamme e i Putrid Fever. L'apice dell'attivita' del Gran Ducato fu The Last White Christmas, concerto storico con undici gruppi locali ed ospiti i Raw Power, organizzato nella chiesa sconsacrata di San Zeno a Pisa nel dicembre 1983.
Roma, lontana dall'area lombardo-piemontese, viveva di vita propria anche se non erano rare le incursioni in posti come, ad esempio, il Virus, da parte dei gruppi capitolini. Le band attive erano Bloody Riot (autori del primo disco autoprodotto a Roma), High Circle, Manimal, Lager, F.C.A. (Fori Coll'Accuso), Shotgun Solution, Fuckers, Fun, Die Cop, Attrito, Maximum Feedback. Nel 1986 le iniziative si intensificano con l'occupazione dei C.S.O.A. Blitz, Hai visto Quinto? e Forte Prenestino (questi ultimi due tutt'ora in attivita'), e con la Contagio Records.
A Napoli la scena si presentava in complesso meno organica: in origine c'erano gli Underage che incisero nel 1983 un EP per la bolognese Attack Punk. Dopo qualche anno si formarono i Contropotere, band dall'attitudine punk ma dalle sonorita' proto-industriali. Vero gruppo di culto nella seconda meta' degli anni '80 e attivamente impegnati nelle iniziative del centro sociale Tien'a'Ment, giungono allo scioglimento dopo aver tentato la strada techno-core con il progetto CP/01. E ancora a Bari (Chain Reaction, Last Call...), in Veneto ( I Deny...), in Liguria (Fall Out, 102 Truffe, The Crime Gang Bang...), ad Ascoli Piceno (Dictatrista, Stige...), a Messina (Uart Punk...).
Il fenomeno ebbe grosse risonanze portando la "scuola italiana" ad estendersi a macchia d'olio.
Certamente il discorso non finisce qui; parlare in maniera completa ed esauriente di quello che e' stato l'hardcore in Italia richiederebbe un numero ben maggiore di parole.
L'epoca d'oro dell'hardcore italiano era destinata a scemare gradualmente sulla fine degli anni '80. Diversi gruppi si erano sciolti, altri stavano tentando strade differenti con scarso successo e forse con poca convinzione. I presupposti che a inizio decennio avevano dato vita a tutto questo erano irrimediabilmente mutati insieme ai gusti della gente. E nei centri sociali italiani arrivarono a imperversare le posse.
Ora, a distanza di 15 - 20 anni, l'interesse per quella scena sembra ridestarsi grazie a realta' che hanno deciso di ristampare dei vecchi dischi, a riviste che ritornano a parlarne e a gruppi che si sono riformati.
Quei ragazzi, ormai quarantenni, hanno scelto vie diverse: alcuni continuano a suonare, altri sono rimasti nel settore dedicandosi alla produzione di dischi o di libri, altri fanno tutt'altro, qualcuno e' morto.
Ma nessuno di loro potra' mai dimenticare - o cancellare - quell'esperienza cosi' travolgente.

.DISCHI CONSIGLIATI.
Indigesti/Wretched - Indigesti/Wretched (EP split, autoproduzione) 1982
Declino - E.p. (EP, Contro Produzioni) 1983
Bloody Riot - Bloody Riot (EP, autoproduzione) 1983
Crash Box - ...Vivi! (EP, Crash) 1984
Raw Power - Screams from the gutter (LP, Toxic Shock) 1984
Wretched - Libero di vivere libero di morire (LP, Chaos Produzioni) 1984
Impact - Solo odio (LP, Chaos Produzioni) 1984
Peggio Punx - Ci stanno uccidendo al suono della nostra musica!! (MLP, autoproduzione) 1985
Stigmathe - Lo sguardo dei morti (EP, Meccano) 1985
Disper-azione - Sempre immutata fede (EP, Chaos Produzioni) 1985
Indigesti - Osservati dall'inganno (LP, T.V.O.R.) 1985
Contrazione - Cineocchio! Storia e memoria (MLP, Blu Bus) 1985
Upset Noise - Disperazione nevrotica (EP, autoproduzione) 1985
C.C.M. - Into the void (LP, Belfagor) 1986
Kina - Cercando (LP, Blu Bus) 1986
Negazione - Lo spirito continua (LP, De Konkurrent) 1986
Contropotere - Nessuna speranza, nessuna paura (LP, Attack Punk) 1989

.LIBRI CONSIGLIATI.
Nel cuore della bestia - Storie personali nel mondo della musica bastarda di Stefano Giaccone / Marco Pandin (Edizioni Zero in Condotta) 1996
Costretti a sanguinare - Romanzo sul punk 1977-1984 di Marco Philopat (Shake Edizioni) 1997
Ordigni - Storia del punk a Bologna di Riccardo Pedrini (Castelvecchi) 1998
Come se nulla fosse - Storie di "pank" a Roma di Roberto Perciballi (Castelvecchi) 2000
I ragazzi del Mucchio di Silvio Bernelli (Sironi Editore) 2003
La citta' e' quieta...Ombre parlano di Carlo Cannella (autoproduzione) 2005
T.V.O.R. 1980-1985 Storia di una caoszine hardcore punx di Stiv "Rottame" Valli (LoveHate80.it) 2006
1983-85 Storia e memoria - ContrAzione a cura di Sergio Tosato (Nautilus, 2006)
Lumi di punk di Marco Philopat (Agenzia X) 2006
Bloody Riot a cura di Roberto Perciballi (Radio Onda Rossa) 2007
Uscito vivo dagli anni 80 di Tony "Face" Bacciocchi (NdA Press) 2007
American Punk Hardcore - Una storia tribale di Blush Steven - postfazione di Sergio Milani e Gianpiero Capra dei Kina (versione italiana, Shake Edizioni) 2007
Realta' mutabili autobiografia a cura degli Impact (autoproduzione) 2011

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Fonte: Articolo Sulla Prima Scena Hardcore Italiana A Cura Dello Staff Di LoveHate80
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