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Se Il Punk E' Ancora Vivo Nel 2020, E' Anche Grazie Ai Canali YouTube (di Noisey) Stampa
Storia Punk
Scritto da Joel   
Mercoledì 26 Febbraio 2020 10:00
Se Il Punk E' Ancora Vivo Nel 2020, E' Anche Grazie Ai Canali YouTube
Se Il Punk E' Ancora Vivo Nel 2020, E' Anche Grazie Ai Canali YouTube (di Noisey)

https://www.vice.com/it/article/939dv3/youtube-punk-rock-channels

Noisey

Lo YouTube Punk e' come il SoundCloud Rap, ma punk e su YouTube.

Nell'era dello streaming, il costante flusso di informazioni (stream in inglese significa torrente, un paragone perfetto) ha eliminato anche l'ultimo livello di separazione tra underground e mainstream. In questo torrente, e' impossibile inseguire una goccia d'acqua in particolare.
La musica diventa sempre di piu' una cosa che ti succede attorno, l'illusione della scelta data dal fatto di cliccare su una cosa o inserire una chiave di ricerca, ma paradossalmente sempre piu' simile a una radio accesa in sottofondo.

L'atto di entrare in possesso di un album o di una canzone, tenerla per se', riascoltarla, capirla, e magari amarla, e' sempre piu' raro e inutile. La sensazione della novita' e della scoperta e' piu' potente e immediata rispetto alla sensazione della comprensione, del possesso, della connessione con un frammento di musica. Quindi, ti prego, consigliami qualcosa di nuovo da ascoltare. Ma ti ho consigliato qualcosa di nuovo ieri. Appunto, era nuovo ieri; ci sara' qualcosa che e' nuovo oggi.

Per la musica di massa, a facilitare questo metodo sono le playlist dei servizi di streaming. Ma come si e' adattato il mondo punk a questo tipo di fruizione? Di certo un demo registrato in cantina da una band di spostati non si materializza su Spotify. No, negli ultimi tempi la musica anti-commerciale viaggia su YouTube. E visto che se ogni artista caricasse indipendentemente le proprie uscite sulla piattaforma verrebbero tutte fagocitate dall'algoritmo, che naturalmente funziona a premio di maggioranza, cioe' piu' un video viene visto piu' te lo fa vedere, l'ecosistema ha trovato un modo per girarci attorno.

Nell'epoca d'oro degli mp3, quando le nuove connessioni veloci a tariffa fissa ti permettevano di scaricare quanta musica volevi in tempi brevissimi, l'underground aveva colto l'occasione non per "piratare" la musica altrui (cioe', anche, ma non e' questo il punto), ma per diffondere gemme che altrimenti sarebbero rimaste seppellite nel sottosuolo di una zona sfigata del mondo.

La proliferazione di blog specializzati permetteva a te, che da casa dei tuoi a San Benedetto Po in provincia di Mantova eri riuscito a recuperare tramite le raccomandazioni di qualcuno su un forum i dischi dei DEVO, di scoprire i loro molto piu' sconosciuti contemporanei electric eels. E poi di scoprire che in quella zona depressa degli Stati Uniti la scena punk non aveva mai smesso di essere viva e completamente aliena, e trovare i Thomas Jefferson Slave Apartments, i Darvocets, gli Homostupids.

Ora che pero' la terribile guerra alla pirateria, come ogni altra guerra, e' finita senza scalfire minimamente il suo obiettivo dichiarato (in questo caso, chi fa soldi alle spalle dei musicisti senza restituire nulla, e ogni riferimento a Spotify e Amazon e' puramente voluto), ma ha avuto successo nel rompere le uova nel paniere agli esseri umani che volevano semplicemente ampliare i propri orizzonti musicali e culturali, canali YouTube dall'aria anonima sono i nuovi blog.

Non si tratta esattamente di una novita', visto che il fenomeno di cui parlo e' iniziato ormai da sei o sette anni, ma credo che adesso sia un buon momento per storicizzarlo. Si tratta di canali curati di solito da una persona sola, che caricano piu' o meno ogni giorno video con album completi, dai demo di band sconosciute pescati dai piu' profondi anfratti di Bandcamp alle nuove uscite delle etichette piu' calde del sottobosco punk del momento come La Vida Es Un Mus o Iron Lung.

La cosa interessante e' proprio il ruolo di "influencer" che questi rappresentano all'interno della scena. Per molte band che si formano di questi tempi, vedere il proprio disco caricato su uno di questi canali e' quasi un riconoscimento piu' importante rispetto a farlo uscire per un'etichetta riconosciuta e rispettata. A renderli una cosa cosi' speciale e' lo spirito assolutamente puro che sembra guidarli. Sembra una banalita', ma i video non sono monetizzabili, quindi che facciano tre o tre miliardi di views i curatori ci guadagnano sempre uguale (zero). Questo significa che, a differenza dei normali servizi di streaming, non stanno rubando nulla a nessuno (poi che a guadagnarci sia YouTube e' un altro discorso).

Di seguito trovi una veloce panoramica sui miei canali preferiti, cosi' la prossima volta che ti viene prurito alle orecchie perche' vuoi sentire qualcosa di nuovo sai dove cercare. Ma ogni tanto prova l'esperimento di riascoltare qualcosa che ti era piaciuto un mese fa: scoprirai un approccio diverso alla musica. E non dimenticarti di supportare gli artisti direttamente.


ANTI

Anti e' il padrino dei canali punk su YouTube. Nato intorno al 2014 con il nome di Jimmy e l'iconico avatar del cane fumetto, e' stato il primo a dare visibilita' internazionale alla piu' nascosta scena lo-fi-garage-post-punk di meta' anni Dieci, e per molti e' l'artefice del (relativo) successo di band come Coneheads, Liquids, CCTV e Lumpy and the Dumpers. Il suo stile e' forse il piu' personale. I suoi upload si distinguono per una lunga recensione scritta nella descrizione con uno stile vivace e autoironico che spesso sfocia nel blog personale. Sul suo canale e' facile trovare un tipo di punk rock veloce, a bassa fedelta', con un'attitudine pop e garage, fatto molto spesso con drum machine da due soldi e synth suonati in modo naif.

A un certo punto, attorno al 2016, nei forum dedicati si parlava addirittura del "Jimmy-core", un genere musicale inventato un po' a caso che avrebbe dovuto fare da ombrello alle band che sgomitavano per farsi fiutare dal cane fumetto e finire sul suo canale. Dopo essersi preso un periodo di pausa per concentrarsi sulla propria salute mentale, Jimmy e' tornato con il nome di Anti e continua a caricare piccole pepite di pop/punk (non pop punk) da cantina.

Per iscriverti al canale di Anti, clicca qui.


HARAKIRI DIAT

E' probabilmente il canale piu' seguito di tutti. I suoi caricamenti hanno uno stile minimalista e austero, la maggior parte delle volte senza testi o recensioni, che ben si sposa alla musica che seleziona: per lo piu' oscuro post-punk e synth-wave (ma con qualche incursione in territori punk hardcore). Le piccole star del genere Molchat Doma, una band bielorussa che ha di recente firmato per Sacred Bones, devono molto a Harakiri Diat, che ha fatto ascoltare il loro album Etazhi a oltre due milioni di persone. Gratis.

Per iscriverti al canale di Harakiri Diat, clicca qui.


ATOMVINTER

La particolarita' di Atomvinter e' di essere un tizio greco espatriato negli Stati Uniti. Questo gli fa avere un occhio di riguardo per il punk europeo. Fra i suoi upload si puo' trovare il meglio dell'hardcore, dell'Oi!, del post-punk e delle varie intersezioni tra questi generi declinati "all'italiana", "alla francese", "alla greca", "all'ungherese", e via contaminando.

Per iscriverti al canale di Atomvinter, clicca qui.


NO DEAL

Se siete adepti della borchia e dello spaccarsi le ossa nel pit, No Deal diventera' il vostro canale YouTube preferito. Un costante flusso di demo hardcore cessofonici provenienti da un mondo in cui il 1986 non e' mai arrivato: 100% velocita' e cattiveria, con pratiche e chiare recensioni ad accompagnare ogni video.

Per iscriverti al canale di No Deal, clicca qui.


TADPOLE RECORDS

Tadpole records esce un po' dagli schemi classici di questi canali, perche' gli upload di album completi rappresentano solo una parte della sua produzione. Il suo punto di forza, in realta', sono i video live che faranno la gioia di qualunque nerd si mangi le mani per essersi perso i concerti di giganti del punk contemporaneo come Hank Wood and the Hammerheads, Good Throb o The Lowest Form. Ma tra i suoi caricamenti si trovano anche perle dall'underground hardcore inglese e americano, tra cui una selezione di chicche introvabili dalla scena dell'Ohio che e' una delle mie preferite.

Per iscriverti al canale di Tadpole Records, clicca qui.


NO PUNKS IN K-TOWN

Nonostante il nomi richiami Copenhagen, il canale e' francese e, come Atomvinter, e' focalizzato sulle band europee. E' perfetto per esplorare in particolare il mondo DIY francese, che e' molto piu' esteso e variegato di quanto si sappia da questo lato delle Alpi. Ma tra i suoi video si trova di tutto, dall'hardcore straight edge all'emo, passando per il garage punk. Ci potete trovare Dispossessed dei Litovsk o Coups et Blessures dei Rixe, per dire, e poi potete scrivergli un bel "merci" grosso come una casa nei commenti.

Per iscriverti al canale di No Punks in K-Town, clicca qui.

Giacomo Stefanini

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Fonte: Se Il Punk E' Ancora Vivo Nel 2020, E' Anche Grazie Ai Canali YouTube (di Noisey)
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