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NoWhiteRag - [2008] Nothing Left Stampa
Recensioni
Scritto da REN   
Venerdì 14 Maggio 2010 05:00
NoWhiteRag - [2008] Nothing Left
NoWhiteRag - [2008] Nothing Left
01 - Follia
02 - Do It Yourself
03 - Punk's Means Action
04 - Nothing Left
05 - Loro Vivono
06 - Mutina
07 - Almost Dead
08 - Rat Race
09 - Amica Liberta'
10 - Society Makes Me Sick

Cosa fare in un uggioso pomeriggio di Maggio, con un cielo rannuvolato e cupo che lascia presagire un probabile acquazzone pronto a romperti i coglioni se metti un piede fuori da casa? Semplice, ve lo dico io.
Ascoltare un po' di buona musica alla faccia di tutto: cielo a pecorelle minaccia di fare pioggia a catinelle? Cazzacci sua, come dicono a Roma.
Io intanto me ne sto qui a godermi un gran bel lavoro, datato 2008: Nothing Left dei NoWhiteRag, gruppo punk hardcore modenese attivo dal 2003, la cui line-up e' cambiata un bel po' di volte.
Quella giusta dovrebbe essere l'ultima, quella che va dal 2007 al 2009, che comprende Zanna alla voce, Marconcio e Katta alle chitarre, Grug al basso e Cocolo alla batteria.
Li conoscevo gia' avendo ascoltato tempo fa alcuni pezzi sul loro myspace, e se proprio devo dirla tutta avevo sperato di poterli recensire, e un bel giorno...puf! Il mio solito culo ha fatto si' che potessi ascoltare questo album e potessi anche leggere i testi, cosa che fa sempre piacere, almeno a me.
Detto questo, passiamo alla descrizione del disco in questione: dieci tracce (alcune cantate in italiano ed altre in inglese) dai testi e dalla musica ben coinvolgenti. Un punk hardcore con tutti i presupposti per piacere agli amanti del genere cosi' come a chi ci si avvicina per la prima volta.
Per quanto riguarda la parte strumentale, devo dire che non e' chissa' quanto innovativa, ma sinceramente parlando penso che se la musica e' buona, al diavolo anche quello: il sound dei cinque ragazzi intrattiene l'orecchio dal primo all'ultimo pezzo, cosi' come la parte vocale, senza il minimo momento di noia.
Oltre alle solite banalita', c'e' da dire anche che i NWR hanno attitudine e serieta', e queste sono componenti che ci tengo a sottolineare e che non dovrebbero mai mancare a nessun gruppo, e non solo nell'hardcore.
Sin dai loro esordi fino ad adesso, il gruppo ha espresso la sua fede all'autoproduzione, e non come alternativa al potere, ma come risposta ad esso: uno dei testi, chiamato "Do it yourself" appunto, sostiene pienamente questa idea, che in realta' va avanti sin dall'inizio, non a caso nel primo e nel secondo album figura un'altra traccia chiamata "DIY Or Die".
Il resto dei testi e' un'aspra critica alle solite piaghe che affliggono l'umanita': il militarismo, il potere, la doppia fatica che si deve fare per esprimere le proprie idee anche in campo musicale, la propria citta' come simbolo di razzismo e divisione.
Riassumendo, questo e' un album che merita: inutile dirvi che appena lo vedo in qualche distro lo acquisto immediatamente, in quanto rappresenta il tipo di disco che amo ascoltare piu' volte al giorno, che sono solita ascoltare anche nel lettore mp3 quando sono in metro o comunque in giro.
E' carico di passione ed attitudine, di forza e determinazione, oltre ad essere ben suonato e ben cantato: un valido acquisto.
Non lasciatevelo sfuggire eh!
REN

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