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CGB - [2002] Balboa Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Giovedì 01 Febbraio 2007 00:37
CGB - [2002] Balboa
CGB - [2002] Balboa
01 - Cosi' Distante
02 - Come Posso Sopravvivere
03 - End
04 - Nulla
05 - Malattia Di Persecuzione
06 - Fabbriche Di Morte
07 - In Fronte
08 - Vita Da Sbirro
09 - I Tuoi Occhi
10 - Desideri Repressi
11 - Direzioni Mutevoli

Mi ritrovo a recensire "Balboa" che rappresenta un disco storico dell'hardcore nostrano, nonostante non sia di certo datato (nda. 2002) ma che dimostra la validita' della filosofia "do it yourself".
I CGB sono un gruppo formatosi nel lontano 1987 ad Imperia, inizialmente conosciuti come Crime Gang Bang, suonano un classico punk-hardcore, con numerose formazioni susseguitesi negli anni, producono un 7" e partecipano a svariate compilation, nell'ormai lontano ottobre 2002 la line-up si assesta oltre che su gli storici membri fondatori Beck e Robi (rispettivamente chitarra e basso), su i nuovi arrivi Davide (voce, ex CornFlake Freaks) ed Enzo (Batteria, ex CornFlake Freaks e in Glacial Fear), abbandonato il vecchio nome diventano piu' semplicemente CGB e nel giro di poco meno di un anno rilasciano alle masse un full-lenght di ben 11 tracce dal titolo "Balboa".
L'esperienza live accumulata nel corso degli anni in giro per l'Italia, di certo ha inciso parecchio sul bagaglio tecnico del gruppo, che esprime un hardcore "tupatupatupa" old school, curato sia dal punto di vista lirico che musicale.
"Balboa" e' un album potente e veloce che lascia respiro soltano nei brevi intermezzi presi dai film "Rocky III" e "Rocky IV", della durata complessiva di poco superiore ai venti minuti che scorrono senza mai annoiare l'ascoltatore o scadere nel banale.
L'album si apre con "cosi' distante", probabilmente la migiore traccia di tutto il disco, testo carico di rabbia, accompagnato da un suono incisivo e potente, dove risalta il suono delle pelli, che non lascia spazio a sbavature.
"Come posso sopravvivere" risulta una delle tracce piu' veloci dell'album, che rallenta solo nel finale per lasciare spazio ad un cantato rabbioso ed aggressivo, ed ad un testo davvero ben azzeccato.
La terza traccia "End", e' un pezzo soltanto strumentale, rispetto agli altri dell'album piu' lento e pacato, sembrerebbe quasi un errore il fatto che questa traccia si ritrova ad inizio album visto anche il nome ed il tipo di sonorita' quasi da ghost-track.
"Nulla" e' una traccia incentrata sul testo, le sonorita' fanno da sfondo e risaltano la componente lirica, forse in questo episodio i CGB scendono di qualita' poiche' viene a mancare una delle caratteristiche essenziali del gruppo ovvero il loro suono di elevata statura tecnica.
"Malattia di persecuzione" riprende le precedenti velocita', alternata a momenti di apparente calma preludio ai successivi suoni isterici, connotata anche da un testo diretto.
La seguente sesta traccia "Fabbriche di morte" si connota per liriche nichiliste, e davvero ottimo e' il lavoro della chitarra che in questo brano risulta decisivo.
"In fronte" riprende la velocita' di esecuzione della seconda traccia, qui la mansione va data alla sezione ritmica, che accompagna perfettamente il solito testo ben curato.
L'ottava traccia "Vita da sbirro", e' con la prima la migliore traccia dell'intero album, velocita' frenetiche, liriche rabbiose, stop e ripartenze perfette, e una batteria potente ed incisiva.
"I tuoi occhi" aumenta ancora di piu' la velocita' della precedente traccia, ed il lavoro della voce risulta praticamente perfetto.
Gli ultimi due brani dell'album "Desideri repressi" e "Direzioni mutevoli" continuano su velocita' elevatissime ma sempre mantenendo una qualita' musicale ottima, oltre che le solite lirice urlate che esprimono senza mezzi termini odio e rabbia verso la societa'.
I CGB con questa prima prova sulla lunga distanza, evidenziano sin da subito un suono personale mai banale, una tecnica invidiabile ed una registrazione curata in ogni minimo particolare, mettendo in mostra come si possa ottenere un buon disco hardcore senza scendere a compromessi di alcuna sorta.
Per dovere di cronaca, vi segnalo i successivi due album "I Giorni Della Merla" e "Stanze" rispettivamente del 2005 e del 2006, anche questi lavori eccezionali, prodotti dalla stessa line-up di Balboa.
Joel

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