-c

Immagini

Prossimi Concerti

Do It Your Shop

Tanto Di Cappello Records

Hardcorella Duemila

VegFacile - Go Vegan!

Vegan Riot: la Rivoluzione ai Fornelli dal 2005!
Home
puNk4free - [anarcoposer punk hardcore magazine]
L'Anarchia Del Mondo Contemporaneo (di Carmilla On Line) Stampa
Libri
Scritto da sberla54   
Mercoledì 20 Aprile 2022 10:00
Tomas Ibanez - L'Anarchia Del Mondo Contemporaneo
L'Anarchia Del Mondo Contemporaneo (di Carmilla On Line)

https://www.carmillaonline.com/2022/04/08/lanarchia-del-mondo-contemporaneo/

Carmilla On Line - Letteratura, immaginario e cultura di opposizione

Titolo: L'anarchia del mondo contemporaneo

Autore: Tomas Ibanez

L'anarchia va sempre declinata al plurale. A esistere, sia nel passato sia nel presente, sono infatti una molteplicita' di anarchismi che sono per definizione e natura liberi da dogmi ideologici, linee di comando, ortodossie di qualunque natura, modelli organizzativi stabili. Movimenti, filosofie, individui che si definiscono anarchici hanno avuto e hanno solo un elemento veramente in comune: "l'insolita attitudine di non volere ne' obbedire ne' comandare" (p. 237). Per il resto l'anarchismo e' differenza, e' molteplicita', e' rifiuto del dominio, e' divenire, e' incessante mutamento.
La rivoluzione che esso attua non sta alla fine di un qualche percorso, non e' una meta alla quale sacrificare il presente, ma e' qui e ora "in ogni atto di insubordinazione che realizziamo" (p. 268). L'anarchismo si da' anche oltre e al di la' dei movimenti anarchici, delle sigle, delle strutture nelle quali si e' organizzato e si organizza.

La liberta', cuore e senso di qualunque prospettiva anarchica, e' un processo, non una sostanza. La liberta' non e', la liberta' accade. La liberta' sono le tante e differenti pratiche di liberta' che individui e gruppi riescono a realizzare, a vivere, a essere, contro il dominio che e' altrettanto polimorfo e molteplice.

Il dominio non e' sinonimo di potere, lo Stato non coincide con il dominio. Potentia e' la capacita' implicita di condizionare l'ambiente in cui si vive con la sola nostra presenza; potestas e' un condizionamento esplicito - nei suoi diversi gradi - esercitato sull'esistenza di altri umani, che dunque devono sempre mantenere un margine di autonomia affinche' il potere possa in esso agire; dominio e' il dissolvimento di tale margine nell'assenza della liberta'. Si puo' esercitare potere soltanto su persone ancora libere, si pratica il dominio dove ogni liberta' e' scomparsa. Ecco perche' il potente nel senso di Elias Canetti e' in realta' un dominatore, perche' il suo sogno e' dominare su un corpo sociale ridotto a cadavere. Lo Stato e' una delle possibili strutture del potere ma "a cosa ci servirebbe una societa' senza Stato se al suo interno continuassero a esistere rapporti di dominio? E in fondo che importanza avrebbe per noi la scomparsa dello Stato se il dominio persistesse?" (p. 142).

Il dominio e' autonomo dall'esistenza di uno Stato. Nel XXI secolo esso si esercita soprattutto negli ambiti dell'economia/mercato e della scienza/medicina. "Oggi un complesso dispositivo che combina nanotecnologie, biotecnologie, tecnologie dell'informazione e scienze cognitive (NBIC) offre una doppia linea di applicazione che la potentissima industria medica ha gia' iniziato a sfruttare" (p. 212), come implementazione tecnico/finanziaria delle possibilita' di controllo create, realizzate e rese pervasive dai saperi scientifici e dalle pratiche tecnologiche.

Tra tutte le retoriche autoritarie, quella "sviluppata dalla scienza ha raggiunto una posizione egemonica, trasformandosi nella piu' potente di tutte le retoriche della verita' presenti nelle societa' moderne, e i suoi effetti di potere sono evidentemente all'altezza di tale potenza" (p. 191), tanto da rendere necessario per gli anarchici e per ogni persona che voglia mantenere un barlume di liberta' "combattere in modo risoluto le pretese della ragione scientifica e contro gli inganni di cui essa si avvale per farci credere che non abbiamo altra scelta che sottostare al suo dominio" (p. 200).

E questo vuol dire, in ambito filosofico, che ogni pretesa di verita' deve essere ricondotta nei suoi limiti, alla sua intrinseca relativita'. Il relativismo etico e politico e' inseparabile da una prospettiva veramente anarchica, poiche' il relativismo "sostiene che nessun valore e' incondizionato, ovvero valido in se' e per se', che tutti i valori sono generati dalle nostre pratiche e che tutti sono perfettamente equivalenti dal punto di vista della loro comune mancanza di fondamenti ultimi" (p. 27); lo conferma il dato storico per il quale le vicende umane piu' distruttive sono state rese possibili la' dove si e' creduto a una verita' assoluta, fuori dal tempo, salvatrice della storia. "Di certo i maggiori pericoli non provengono dagli attacchi alla verita' ma dalla fede nella verita', che la sua origine sia la religione, la scienza o qualunque altra istanza" (p. 192).

Questa assenza di fondamenti assoluti fa si' che l'anarchismo non reputi di per se' buona o cattiva la natura umana ma propenda piuttosto per una naturacultura che non separi l'evidente necessita' biologica alla quale e' sottoposta anche la specie umana e la potenza delle strutture ambientali che rivolgono tale dimensione in una direzione piuttosto che in altre.

L'anarchismo cerca di indirizzare 'natura' e 'cultura' verso l'autonomia, l'autogoverno, la costruzione di ambienti interiori e collettivi sani, liberi dal dominio; cerca soprattutto di impedire l'instaurarsi della peggiore servitu', quella volontaria, che oggi ha assunto l'aspetto della governance. Parola e struttura, questa, ancora una volta ideologica, tesa a nascondere cio' che con grande chiarezza Ibanez definisce una nuova forma di totalitarismo, la quale puo' essere descritta con maggiore esattezza come un biototalitarismo.

Esso e' costruito su elementi quali "sorveglianza generalizzata, trasparenza totale, completa tracciabilita', accumulazione illimitata dei dati, incrocio costante dei dati raccolti, analisi del DNA, intrusione legale dello Stato nella nostra privacy, auto-esposizione volontaria delle nostre storie ecc." (p. 65).

Il momento, l'occasione, l'evento che sta rendendo visibile e possibile l'utilizzo di tali strumenti per un controllo talmente pervasivo da non essere stato vissuto da nessuna societa' umana precedente la nostra e' stato ed e' l'epidemia Sars-Cov2, nella quale vengono sperimentate "in modo capillare le procedure con cui controllare la popolazione, attraverso la raccolta massiva di dati, l'elaborazione di conoscenze esperte sulle sue caratteristiche e dinamiche, nonche' sul grado di sottomissione che e' disposta ad accettare senza opporre troppa resistenza o addirittura offrendosi per essere guidata ancora piu' strettamente, sorvegliata ancora piu' attentamente e multata ancora piu' severamente (sempre per il suo bene, ovviamente...)" (p. 253).

Accade che "l'insicurezza propria della societa' del rischio stia spingendo la popolazione a tollerare, o addirittura a pretendere, una restrizione delle proprie liberta', a normalizzare lo stato d'eccezione permanente" (pp. 202-203). Di fronte a una tale potenza degna davvero del Leviatano, e' necessario "che l'anarchismo debba urgentemente mettere in cima alla sua agenda la necessita' di lottare con tutti i mezzi contro questo totalitarismo di nuovo tipo che minaccia l'umanita'. [...] Risulta fondamentale portare avanti un'ampia campagna di sensibilizzazione sulla reale minaccia che costituisce questo nuovo tipo di totalitarismo e smontare nell'immaginario collettivo la convinzione della sua legittimita' a causa delle paure suscitate dal COVID-19 e da altre future pandemie" (p. 257).

E' dentro l'epidemia, e' nell'ambito del potere che cerca di penetrare letteralmente dentro i corpi dominati, che risulta piu' chiaro un altro elemento che ha sempre contraddistinto i movimenti e gli individui libertari: l'inseparabilita' di pensiero e azione, la continuita' tra elaborazione politica e pratiche politiche quotidiane. Ibanez parla giustamente di "anarchismo esistenziale" (cap. XIV), della fusione "tra la sfera della vita e la sfera della politica, che smettono quindi di essere separate: il modo di essere e il modo di vivere si trasformano cosi' entrambi in armi contro il sistema, in strumenti di lotta politica" (p. 267).

Come si vede, nelle elaborazioni attuali e piu' mature dell'anarchismo non si danno illusioni ma invece la consapevolezza di quanto massicce e pervasive siano le strutture di potere e pero' come costante debba essere l'impegno per ridurne il danno. "Si potrebbe dire che non e' mai esistito uno stato di liberta' in quanto non viene mai raggiunto, perche' la liberta' esiste soltanto nel percorso per raggiungerla e puo' essere sperimentata solo nell'opposizione al dominio" (p. 186).

La liberta' e' asintotica, mai compiuta, ma proprio per questo e' sempre reale, e' sempre possibile.
Alberto Giovanni Biuso

.LINKS.
Fonte: L'Anarchia Del Mondo Contemporaneo (di Carmilla On Line)
Home Page Carmilla On Line: http://www.carmillaonline.com/
Twitter Carmilla On Line: https://twitter.com/carmillaonline/
Wikipedia Carmilla On Line: http://it.wikipedia.org/wiki/Carmilla_on_line

.CONDIVIDI.