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KcV - [2011] Old Skull Stampa
Recensioni
Scritto da Nana   
Mercoledì 11 Gennaio 2012 05:00
KcV - [2011] Old Skull
KcV - [2011] Old Skull
01 - Porte
02 - Ade
03 - Polvere
04 - Amministrazione Controllata
05 - A Saldo
06 - Abbandono

Nelle ultime 48 ore, ho imparato qualcosa di molto interessante grazie allo svolgimento di questa recensione.
Numero 1: i toscani quando cantano pronunciano la C.
Numero 2: l'appellativo valdarnotti e' in realta' dispregiativo e viene usato dagli Aretini al posto di Valdarnesi, per chiamare chi proviene dalle suddette zone.
Prima di immergerci nel vivo della musica dei KcV, che per l'appunto provengono dalla Val d'Arno, lasciate che vi presenti in maniera concisa la band.
Punko (basso): uomo scena del gruppo, nonche' accalappiatore instancabile di fans. Il suo fascino da uomo vissuto, attira anche le piu' morigerate fanciulle, che inebriate dalla sua personalita', si consacrano al punk hardcore, superando la fase piu' emo ed imbarazzante del processo di crescita.
Mancio (voce): taciturno e perso nei propri pensieri! Crea pochi problemi e mi offre sempre tante sigarette, requisiti necessari per guadagnarsi tutta la mia simpatia, o quasi...
Mirko (chitarra): il piu' serio dei KcV. Mi chiedo ancora come sia potuto finire accanto a soggetti come Punko o Mancio, almeno si sono ben assortiti! Ahhahahaahahahah!
Woosh (batteria): forse e' anche piu' affidabile di Mirko.
Dopo l'immancabile panoramica svolta sui nostri quattro ragazzi, direi che possiamo anche darci una mossa e sentire cosa propone Old Skull, primo lavoro dei KcV.
Sei brani di violento punk hardcore old school, di quello antico e datato, quello della vecchia scuola, all'italiana.
Gli strumenti si sposano bene insieme, creando un muro sonoro armato di borchie e filo spinato; i pezzi trasudano rabbia, violenza e spirito selvaggio, in pieno stile anni '80.
Interessanti gli stop e le parti parlate in "Polvere" e "Amministrazione Controllata", che risultano al mio orecchio interessanti e facenti parte di quell'hardcore che di tanto in tanto si distoglie dalla velocita' e dal tupa tupa.
C'e' pero' un grosso problema.
Davvero grande.
Grandissmo.
La voce.
Ogni ascolto in piu' che dedico a questo disco mi accorgo di quanto potrebbero essere validi i brani, senza gli urli random che sovrastano le note. Senso del ritmo assente, la musica scorre per conto suo, mentre le parole cercano di rincorrere la grancassa e il rullante; una frequenza vocale piatta, che non da alcun risalto al testo.
E non parliamo dell'interpretazione! Totalmente inesistente.
Sono cosciente del fatto che il Mancio sia nuovo al ruolo di cantante che riveste e per questo spero che con il tempo, impari a modulare volumi ed emozioni, cosi' da riuscire ad incanalare il tutto nella giusta direzione.
In ogni caso, non posso nascondervi l'enorme simpatia di cui sono armati questi ragazzi; cio' si evince, per esempio, dall'ultimo brano presente in Old Skull. Si intitola "Abbandono" e scommetto che c'e' lo zampino di Punko, amante incorreggibile dei cani.
Il tema che viene affrontato e' quello dell'abbandono degli animali durante i mesi di vacanza (qui nello specifico si parla di cagnoloni), un argomento che raramente e' stato preso in considerazione in lavori musicali.
Il pezzo e' divertente e condito con una solare secchiata di ska, seguita subito dall'incessante suono della distorsione!
Che altro dire? Oh, scaricare l'album e' gratuito...
Se vi fa schifo, poi lo cestinate...pero', datela una possibilita' a questi ragazzi!
Secondo me sono come il vino, miglioreranno sicuramente con gli anni!
Nana

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