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OGRE - [2015] Tanksgiving Day Stampa
Recensioni
Scritto da Ms_Antrophy   
Venerdì 12 Aprile 2019 10:00
OGRE - [2015] Tanksgiving Day
OGRE - [2015] Tanksgiving Day
01 - Boogie
02 - Bad Awakened
03 - Horror Devoured
04 - Direction
05 - This Divine Plan
06 - Hypochrist
07 - Borderline
08 - The Healer

Vi sono limbi di noi stessi compresi tra la desolazione e la malasanita' del vivere quotidiano che questa societa' ci propina attraverso schemi grotteschi, violenti, presappochisti controllando la nostra vita, il nostro vivere portandoci a vedere il bello dove il bello non c'e', a vedere il malsano come un atto di ribellione, a vedere certi paradigmi concettuali imposti dalla politica o dal tubo catodico come perfetta trasposizione del nostro essere e' qui che come uno spaccato, una voragine si insinua un concentrato di onesta brutalita' sottoforma di rumore violento, come un tornado. E' qui che probabilmente in questo immaginario avrebbe come scenario sotterraneo cio' che smuove la musica degli OGRE e di questo disco.
La loro storia inizia nel lontano 1999, a Perugia, il rumore da loro proposto e' di base death metal: schegge prive di congetture false imposte da ogni evidente cliche', crudo, diretto, maleodorante si evolve nel grind abrasivo, malsano; come una creatura infernale a piu' teste mangia, azzanna, mastica e sputa l'ascoltatore in un breve lasso di tempo e riattacca il brano dopo, il rumore degli OGRE si potrebbe descrivere come un incostante malsano ed infetto death metal con intarsiature grindcore.
Tanksgiving, risale al 2015, e' violenza allo stato puro, gli OGRE portano avanti dando una nuova vita alla pura e classica accezione death metal della vecchia scuola dei Bolt Thower, Autopsy, colorandolo e sfumandolo di pennellate grindcore abrasive, dirette, rabbiose, taglienti come un coltello a serramanico che affonda la carne all'impazzata senza nemmeno accorgersene.
Degna di nota e da dar il giusto risalto l'art work, curata da Alessandro Cardinali, mostra uno spaccato grottesco della nostra societa': espone in maniera piu' che onesta tutti i vizi che caratterizzano la nostra societa' nei vari ambienti che la compongono nella politica, nello spettacolo, etc.; facendo trasparire una realta' agghiacciante e bizzarra facendola passare per normalita'.
8 brani che pulsano death metal che sfocia nel grindcore pulsante, vibrante, malvagio.
Come in un devastante ed ossessionante boato sonoro coinvolge l'ascoltatore travolto da linee di chitarre che tagliano la carne, linee di basso che sguizzano sangue e violenza, l'impostazione vocale rabbiosa, selvaggia, abrasiva; la batteria una macchina da guerra che trivella e trapana il cervello.
L'album s'apre con "Boogie", il brano parte come un diesel carbura e macina fino a quando fa capolino la voce di Daniele che squarcia il suono, e tutto si fa piu' violento, abrasivo, tagliente e possente.
"Bad Awakened", l'apertura atmosferica del brano agita scuote tutti i nervi e fa bollire il sangue pulsante, butta l'ascoltatore in un limbo angosciante dal quale si viene concitatamente risucchiati e smembrati tra le linee di chitarra, basso taglienti come katane, la batteria che incalzante squarcia il volto come nel miglior incubo-splatter di Tobe Hopper, e la voce ti penetra la mente, il costato, i sensi si abbandonano ad un devastante e sanguinante devasto sonoro.
"Horror Devoured", linee di basso aprono il brano che vira su thrash-death di eccellente fattura, prendono forma e s'agganciano a delle impazzite tagliole sottoforma di linee chitarristiche, la batteria segna e mette i connotati come un incontro di pugilato, travolgente e massacrante, la voce di Daniele abrasiva e selvaggia conclude il cerchio di un dissacrante ed infetto tracollo emotivo. "Direction", il brano s'apre e mostra all'ascoltatore un notevole impatto emotivo-musicale la voce ti inghiotte e ti sputa come piccoli insetti nei buchi terrestri, accompagnato da linee di basso, chitarra taglienti e mortali e da l'incalzante batteria, il brano poi si ammorbidisce a meta' ma non cala d'intensita' nervosa, un lasso di tempo breve per prendere fiato ed essere pronti all'imminente devasto emozionale-sonoro.
"This Divine Plan", linee di chitarra aprono il brano e fanno spazio alla batteria impavida e massacrante, l'atmosfera viene bruscamente interrotta dalla voce di Daniele che squarcia e slabra il brano e percuote i nervi dell'ascoltatore, per poi fondersi come atomi malefici nella crosta terrestre - basso batteria voce - in una caduta dissacrante e incessante.
"Hypochrist", il brano s'apre con l'impostazione vocale di Daniele, gutturale e selvaggia che fa da ponte al brano che vira su echi thrash-death in tutto e per tutto in maniera piu' che eccellente, a meta' brano tutto si fa piu' dissacrante, veloce, febbricitante e malsano, la voce assume toni blasfemi e da corposita' infetta agli affondi di batteria, basso e chitarra.
"Borderline", martellante devasto sonoro accompagnato dalla voce impavida che sguinzaglia violenza allo stato puro, una perla violenta e diretta come schegge nell'acciaio. Conclude l'album "The Healer", brano che mantiene ben salde le caratteristiche citate sopra sovrapponendo al cardine thrash-death nella sua piu' accezione classica impolpandolo e squartandolo grazie alla voce che tra echi gutturali, abrasivi riesce ad entrarti nella parte piu' nascosta penetrandola nella maniera piu' violenta e malsana.
In sintesi, se cio' che cercate nel rumore e' quel dissacrante bilancio tra la violenza allo stato puro e rumore corposo infetto, che devasta i sensi fino a squartati il cervello e fino a farti sanguinare le orecchie fino alla ridefinizione di te stesso e di qualsivoglia concetto musicale, questo album fa al caso vostro.
Gli OGRE pubblicano un album di eccellente fattura, per i nostalgici e' un must-have da ingoiare famelicamente a libitum: strappa il cuore senza banalita' alcuna, sa essere tanto massacrante quanto lenitivo, perfetto se si cerca qualcosa di diverso senza dissacrare il genere. Come dei sicari scaltri e onesti dei nostri tempi Daniele Motta (voce, chitarra), Jeff "Demo" Madonna (basso), Francesco Iadecola (batteria), si fanno strada nell'underground a tratti ostico e scontato portando una dissacrante espressione di violenza sparata con feroce veemenza e incessante sfondamento di ogni barriera musicale schermata da suoni a volte falsati di cui la musica odierna propone.
Cito i brani "Borderline", "Bad Awakened", "Horror Devoured", rappresentano per me la vera essenza dell'album.
Consiglio agli ascoltatori degli Autopsy, Bolt Thower, Dismember di non perdersi assolutamente questo album.
Ms_Antrophy

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