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Ufficio Oggetti Smarriti - [2008] La Teoria Della Rivoluzione Permanente Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Mercoled├Č 12 Novembre 2008 15:36
Ufficio Oggetti Smarriti - [2008] La Teoria Della Rivoluzione Permanente
Ufficio Oggetti Smarriti - [2008] La Teoria Della Rivoluzione Permanente
01 - Tutto Il Silenzio Del Mondo
02 - Ufficio Oggetti Smarriti
03 - Signorina Never
04 - Il Cadavere Di Dylan Thomas
05 - Atto Unico Di Madre Vedova

Direttamente dalle Marche arriva questo disco degli Ufficio Oggetti Smarriti.
Compito parecchio arduo classificarli in un genere definito, un misto di Pop, Punk e New Wave con liriche in bilico tra il serio ed il demenziale.
I profani, come me, di questo Post-Punk storceranno parecchio il naso per un disco che e' di complicato ascolto e comprensione, che difficilmente potra' esser capito in pochi ascolti.
Insomma un gruppo che insolitamente si affaccia e trova spazio su questo sito, non si discutono le capacita' tecniche degli Ufficio Oggetti Smarriti ma proprio la scelta del tipo di musica che propongono i quattro ragazzi marchigiani.
Gli Ufficio Oggetti Smarriti nascono Ad Ascoli nell'inverno del 2007 grazie a M. (voce narrante e testi), Brigate 1 (voce e chitarra), F. Head (basso) e IT (batteria).
Nell'estate del 2008, dope che F. Head esce di scena, Brigate 1 passa al basso mentre alla chitarra arriva Little Jack Joints, e viene inciso il primo lavoro del quartetto La teoria della rivoluzione permanente.
Buona la registrazione per queste cinque tracce che ci tengon compagnia per un quarto d'ora scarso, liriche in italiano con un cantato particolare, infatti accanto alla voce cantata, spesso si affianca una voce narrante di M., impegnato anche nei cori.
Le tracce si susseguono lentamente l'una all'altra per la scelta di un ritmo non troppo elevato, in ogni canzone infatti il suono dall'inizio alla fine non modifica praticamente mai i propri tempi, rimanendo sempre costante come si nota in maniera chiara gia' dal pezzo di apertura "Tutto il silenzio del mondo".
Non convince nemmeno di piu' la titletrack, sempre lenta e ripetitiva, che si caratterizza solo per il suono del basso corposo e parecchio marcato.
Un po' piu' strutturata e dinamica "Signorina Never" dove sono apprezzabili le due voci ed i ritmi, pur sempre troppo attenuati, presentano una certa componente di mutabilita'.
Altra nota positiva anche "Il cadavere di Dylan Thomas" pezzo che racconta gli ultimi memorabili istanti dell'omonimo poeta, forse il pezzo piu' convincente.
Si chiude con "Atto unico di madre vedova", altro pezzo che riesce a farsi apprezzare, il piu' vario e musicale dell'intero disco, un'ottima chiusura.
C'e' da dire che non e' facile dare un giudizio ad un genere che si conosce poco, ma tutto sommato dopo numerosi ascolti, a parte i primi due pezzi, questo lavoro degli Ufficio Oggetti Smarriti riesco a farmelo piacere, nonostante non sia propenso ed incline al genere.
Non so dire se son dei geni o cosa, ma meritano un ascolto (nda. per un ascolto intendo decine di volte), quindi non perdete tempo e scaricatevi questo La teoria della rivoluzione permanente.
Joel.

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