Il Nostro Rapporto Con La Carne E La Prossima Pandemia (di Valigia Blu) Stampa
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Scritto da Joel   
Lunedì 30 Novembre 2020 10:00
Il Nostro Rapporto Con La Carne E La Prossima Pandemia
Il Nostro Rapporto Con La Carne E La Prossima Pandemia (di Valigia Blu)

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Valigia Blu

Quando la Danimarca ha annunciato l'intenzione di sterminare i visoni d'allevamento in tutto il paese in risposta alla conferma da parte di un istituto di ricerca pubblico che un ceppo mutato di coronavirus e' stato ri-trasmesso agli esseri umani e avrebbe potuto ostacolare l'efficacia di qualsiasi vaccino imminente, diversi media - anche quelli rispettabili - si sono precipitati a proclamare timori di una "nuova pandemia".

Per quanto esagerati possano sembrare questi timori, riflettono sia un'accresciuta sensibilita' che una crescente comprensione del rischio rappresentato dalle zoonosi - agenti patogeni come Sars-COV-2 (il virus che causa COVID-19) che vengono trasmessi dagli animali all'uomo, e ri-trasmessi a loro volta dall'uomo all'animale.

"La domanda non e' "se", e' "quando" ci sara' la prossima pandemia", ha detto a DW Delia Randolph, tra le principali esperte al mondo di diffusione di malattie animali, quando le e' stato chiesto cosa significano le zoonosi per l'umanita'. "Da quando abbiamo dati precisi, abbiamo visto emergere una nuova malattia umana ogni quattro mesi, molte da animali [...] e questo fenomeno sta accelerando".

Per essere precisi, tre su quattro di queste "nuove malattie" provengono da animali e la frequenza con cui sono emerse sta accelerando da oltre 40 anni.

Randolph e' l'autrice principale di un rapporto congiunto dell'International Livestock Research Institute e dell'UNEP pubblicato a luglio che esamina le ragioni di questa accelerazione. La ricerca di dozzine di scienziati in tutto il mondo e' giunta a una conclusione: il comportamento umano, ovvero il modo in cui interagiamo con gli animali e li consumiamo, e' il principale fattore che aumenta la prevalenza della malattia zoonotica.

Il rapporto elenca diversi "fattori mediati dall'uomo" dietro l'emergenza, tra questi: 1) aumento della domanda umana di proteine ​​animali, 2) intensificazione agricola insostenibile, 3) aumento dell'uso e dello sfruttamento della fauna selvatica.

In altre parole, la nostra richiesta di carne e altri prodotti animali sara' molto probabilmente responsabile della prossima pandemia. Ma di che tipo di animali stiamo parlando?


Le misure igieniche rendono il bestiame sicuro

Secondo i massimi esperti di malattie infettive in Germania, queste generalizzazioni cosi' radicali sulla produzione di carne e l'aumento di nuovi eventi epidemici devono essere fatte con grande cautela; bisogna essere molto chiari, ad esempio, a che tipo di produzione di carne ci riferiamo e che tipo di agenti patogeni portano a tali eventi.

"Non credo che si possa incolpare gli allevamenti intensivi di malattie zoonotiche", ha detto Paul Becher, direttore dell'Istituto di virologia presso l'Universita' di medicina veterinaria di Hannover. "Gli standard di igiene sono decisamente elevati nel settore agricolo industriale. E bestiame come suini, bovini, capre o pecore non sono generalmente ricettivi a questo tipo di patogeni esotici. E' una questione complessa, ma le nuove malattie zoonotiche di solito provengono da animali selvatici".

Nonostante la quantita' smisurata di animali necessari per la produzione industriale intensiva di carne e il fatto che gli animali siano tenuti in stretta vicinanza, gli epidemiologi veterinari sembrano concordare sul fatto che questi animali non sono responsabili della genesi e della diffusione di nuove malattie.

"L'allevamento intensivo e' un terreno fertile perfetto per la trasmissione di agenti infettivi", ha detto Marcus Doherr, capo dell'Istituto di epidemiologia veterinaria presso la Libera Universita' di Berlino. "Se un'infezione dovesse verificarsi in questo sistema chiuso, non ci sarebbe nulla per impedirne la diffusione a tutti gli animali. Tuttavia, le pratiche igieniche in atto lo rendono molto raro".

L'Istituto nazionale tedesco per la salute animale Friedrich Loeffler sottolinea che diverse malattie zoonotiche sono state introdotte in passato attraverso l'allevamento intensivo, tra cui la tubercolosi bovina, la brucellosi, l'influenza aviaria, il campylobacter e la salmonella, ma che "gli esseri umani tendono a dimenticarlo velocemente, in ogni caso le infezioni possono essere facilmente evitate seguendo le misure igieniche".


Il peso della perdita di biodiversita'

I rischi rappresentati dall’allevamento di carne selvatica e di animali da cortile, metodi comuni di produzione di carne nei paesi in via di sviluppo, comprese le regioni umide delle foreste tropicali in Africa e Asia, sono maggiori non solo a causa della mancanza di misure igieniche. Si deve anche prendere in considerazione la maggiore predisposizione per i microrganismi dove si svolgono queste pratiche.

"Se si ha un'elevata biodiversita' con le cose che si vedono, si ha una biodiversita' ancora piu' alta con le cose che non si vedono", ha detto Fabian Leendertz, epidemiologo di microrganismi altamente patogeni presso l'Istituto tedesco Robert Koch.

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Fonte: Il Nostro Rapporto Con La Carne E La Prossima Pandemia (di Valigia Blu)
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