NoWhiteRag - [2018] Resilience Stampa
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Scritto da Joel   
Lunedì 15 Aprile 2019 10:00
NoWhiteRag - [2018] Resilience
NoWhiteRag - [2018] Resilience
01 - I Fiori Degli Schiavi
02 - Resilience
03 - Come A Kobane
04 - Monsanto Is Killing Me
05 - Cio' Che Conta
06 - Love And Rage
07 - Con Le Zanne Al Collo
08 - Vomito Sul Mondo
09 - In Via Togliatti
10 - The Sin Pyre
11 - I Lavoratori Della Notte
12 - The Black List
13 - No Reason Why
14 - La Tragedia Delle Certezze
15 - It's Going To Rain

Il ritorno dei NoWhiteRag e' suggellato dal nuovo disco Resilience, un corposo vinile per ribadire il loro mantra di totale rifiuto nello sventolare la bandiera bianca, diniego incondizionato di rinuncia alla lotta con il loro messaggio contenuto in testi politicizzati, dichiaratemente anarchici e coerenti con l'etica do it yourself (principio comune alle etichette che hanno partecipato alla realizzazione dell'album come la Nuclear Chaos Records fondata da Zanna), contro oppressione, guerra, razzismo, xenofobia, sessismo e fondamentalismo religioso.
Prima di parlare dell'ultima fatica un breve sunto sulla band e' d'obbligo visto i cambi di line-up e le tante fatiche fin qui affrontate.
Nati a Modena nel 2003 i NoWhiteRag, oggi, sono composti da Zanna alla voce, Katta e Monti alle chitarre e cori, Grug al basso e Ance' alla batteria; negli anni la loro discografia si e' arricchita di numerose uscite, crescita avvenuta anche in termini di qualita', cosi' dopo l'esordio con Fucking Noise (2004) ed il promettente 7" Da Che Parte Stai? (2005) arrivano tre full lenght, curiosamente a cadenza triennale, che li ha consacrati Nothing Left (2008), Silence Is Violence (2011) e Daghdeinter (2014).
Con Resilience i nostri si son superati, un vinile uscito in 1000 copie (tra cui 100 color turchese) che comprende un booklet di 30 pagine ed un bel poster con disegni e grafiche affidate a Stefano Artibani oltre lo zampino di Zanna stesso.
Come non spendere due parole sull'artwork esplicativo sin dalla copertina, ad indicare una lotta per risalire in superficie non arrendersi ma fare affidamento fino in fondo ad ogni capacita' e barlume di vitalita' per non vivere in apnea.
Passando al contenuto del disco i nostri non si sono fatti mancare nulla, dalle numerose ospitate (ad esempio Modi/Intothebaob e Steno/Nabat) a quasi 45' contenuti in quindici brani decisamente punk hardcore, tracce che si alternano tra episodi dalle velocita' sostenute e schiumanti rabbia ad altre piu' moderate, quasi ballate sofferenti, in ogni caso pezzi che ti lasciano sempre qualcosa di tangibile dentro. Tecnicamente ineccepibili picchiano incessantemente gli strumenti, pur senza strafare in funambolismi non richiesti, rendendo il tutto armonico e compatto allo stesso tempo. Anche i testi trovano una buona alternanza tra italiano ed inglese, sempre carichi di significato ed esaltati dalla graffiante voce di Zanna o le coralita' qui e la' predominanti.
Partenza breve e veloce, rabbiosa ed aggressiva con "I Fiori Degli Schiavi" che fa rapidamente spazio alle prime due gemme incastonate nei solchi vinilici, ovvero, "Resilience" ballata che vi fara' urlare a squarciagola in certi passaggi: "I was sick of seeking you // I was sick of seeking you // I felt forsaken and confused // 'cos I've got nothing, nothing to lose yet" oppure "He dreamt a revolution, a safer place to go // just booze and punk rock, boycott and revolt // resilience was heading, holding his will, he was alive", e "Come A Kobane" da cui hanno estratto un videoclip e dedicata alle vittime tra le milizie curde del YPG e YPJ.
Si prosegue con "Monsanto Is Killing Me" invettiva contro la Monsanto, l'incalzante e poetica "Cio' Che Conta" fino ad arrivare ad un trittico spiazzante: il nichilismo che si riversa contro il sistema ma che lascia spazio ad una rinascita di autodeterminazione in "Love And Rage", l'inno (internazionale)punk che salpa sul vascello di "Con Le Zanne Al Collo" e la rabbia esplosiva di "Vomito Sul Mondo". E se il disco finisse qui sarei piu' che soddisfatto. Invece no!
Il disco prosegue con altre sette canzoni cazzutamente hardcore, nessuna caduta di stile, nessun passaggio a vuoto un'incessante cavalcata che non conosce soste e non lascia il tempo di rifiatare: "In Via Togliatti", "I Lavoratori Della Notte", "The Black List" e "La Tragedia Delle Certezze" svettano per poi lasciare il campo di battaglia alla romantica e tormentata ballata di "It's Going To Rain" un brano che incita al riascolto, non solo del pezzo ma dell'intero album, i NoWhiteRag non potevano trovare modo migliore per congedarsi!
Riassunto: Resilience e' un Disco con la d maiuscola, niente da obiettare o criticare. Scritto, cantato e suonato col cuore che ti prende dalla prima all'ultima nota, parola, immagine e solco, tanto di cappello ad i NoWhiteRag!
Joel

"Signore!"
"Che c'e'?"
"Qualcuno sta affondando e' meglio che cominci a nuotare o finira' per annegare anche lei"

"Ma che cazzo vuoi da me?! E da quando sono nato che lotto per salire in superficie. Sarei anche un po' stanco, vorrei sapere lassu' che cosa ci sara' mai di tanto speciale... Si forse troverei l'ossigeno, il sole, magari l'orizzonte con una costa. Ma magari no! Magari c'e' un altro mondo di merda, dei cadaveri che galleggiano, degli avvoltoi che se li mangiano, delle navi che scaricano merda nell'acqua... Ci hai mai pensato? Poi mi chiedo invece dall'altra parte della corrente cosa ci sia! Vedo un sacco di gente affondare lentamente a testa in giu', si sono arresi, si sono lasciati andare, sono i vinti. C'e' qualcosa di male? Non vorrei mai fare la loro fine, ma come biasimarli, magari laggiu' troveranno pace. Stiamo vivendo in apnea da tutta la vita porcoddio e non cambia nulla, il mondo che odio rimane sempre lo stesso, anzi non fa che peggiorare! Dopo tutto questo tempo ho capito che avere delle certezze e' molto difficile e chi ce le ha spesso sta mentendo a se' stesso. Io di certezze ne ho poche, ma sicuramente so' che non verra' nessuno a salvarmi e che non esiste nessuno schema divino, nessun disegno intelligente che mi ha messo in vita. L'unica consolazione e' sapere che un giorno diventero' polvere e nei secoli dei secoli tornero' a far parte della terra, del mare, del fuoco e della imprescindibile e caotica natura che mettera' fine a tutto il mondo che io conosco, quello che amo e anche quello che odio.
L'hai mai sentita la storiella dell'utopia? Quella che dice che l'utopia e' come l'orizzonte, ogni passo avanti che fai quello si sposta e cosi' non ci arrivi mai. A che cazzo serve l'utopia? A camminare... Bella cagata vero?! Perche' se sostituisco l'orizzonte con una carota, dall'eroe romantico che lotta per la propria emancipazione diventi in un attimo l'asino che corre per prendere questa carota appesa alla lenza, senza mai riuscirci e perdipiu' cavalcato da qualcuno che sfrutta la tua fatica. Capisci quello che voglio dire? Io non lo so perche' sto qui a farti tutte queste domande, manco so chi cazzo sei e perche' sto parlando con te... Pero' con qualcuno dovro' pure condividerli questi timori non credi?! Io non voglio affondare ma non voglio nemmeno nuotare tutta la vita per niente. Ho scoperto la resilienza, ho scoperto l'autodeterminazione. Quindi m'e' venuta voglia all'improvviso di girarmi e vedere sta carota chi e' che me la sta facendo sventolare davanti agli occhi e quando l'avro' capito forse potro' dire di avere una certezza in piu'."

"Signore!!"
"CHE C'E'?"
"Non importa signore, i giorni passano, si sbrighi a fare quello che deve fare"

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