Obscene Revenge - [2018] Try To Deny This Stampa
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Scritto da Ms_Antrophy   
Venerdì 19 Luglio 2019 10:00
Obscene Revenge - [2018] Try To Deny This
Obscene Revenge - [2018] Try To Deny This
01 - 6.0
02 - State Of Police
03 - City Falls
04 - Bastard Religion Mediatic Whore
05 - This Is War
06 - Violence And Decline
07 - No More Liars
08 - Never Change
09 - Antifascist
10 - Nuclear Trap
11 - Obscene Revenge
12 - Divided Countries

In quest'epoca di fumogeni ed aria nebbiosa, sporcata da un acre finto vivere e viversi, dove il fiato si accorcia, perche' reciso da chiodi arrugginiti che bloccano la gola, di un'esistenza pura deturpata da un potere che mira ad annientare ogni essere umano attraverso violenta, e cruenti mezzi di sottomissione umana di controllo di ogni nostra emozione dove camminiamo strisciando in una valle viziata da morti e catastrofi, tra sacro e profano, tra l'essere ed apparire, tra l'odio e il cercare spasmodico l'amore ai margini dei luoghi e cuori sbagliati, tra il capire che siamo tutti uguali sotto questo cielo e il razzismo populista dilagante, che lega e recide ogni empatia, bloccando il progresso umano e portando avanti un odio regresso e putrido, e ci trasforma in zombie, basterebbe aprire gli occhi per capire che il nemico che crediamo di combattere e' solo quello sbagliato, non il diverso ma chi abusa del proprio potere, istituzionale o no, portando terrore o controllandoci e' il vero nemico dal quale dovremmo difenderci col coltello tra i denti. Attraverso tutto questo fluire e scorrere di parole si scherma come il perfetto incastro di un puzzle cio' che smuove questo disco.
Il progetto degli Obscene Revenge nasce nel 2014, a Macerata, nel maceratese, dalla fusione di due band street punk: Atti Osceni e Total Revenge. Il rumore da loro proposto e' graffiante, grezzo, tagliente, una bolgia di chiodi sotto formato di testi tutt'altro che banali, pregni di messaggi spietati come lame di coltelli a serramanico, e linee musicali veloci, incazzate, raschianti, coraggiose, il suono degli Obscene Revenge e' un concentrato di rumore dissacrante grezzo ti contorce lo stomaco e ti fionda in un vortice tra pathos-concetto dove vieni risucchiato dal loro impulso attitudinale musicale.
Try To Deny This e' il loro primo full length, co-prodotto da ben 6 etichette (Warhead Punx, Impeto Records, Nuclear Chaos Records, SFA Records, Rof Distro Record, THC DIY PROD) Registrato e mixato al Dyne Engine, studio di CastelFidardo.
Gia' attraverso l'artwork di copertina, curata da Sonik e Francesca "Fanga" Torelli, ci mostra schermando nei nostri cervelli e sensori diagnostici emotivi cio' che ci appropinguiamo ad ascoltare, un concentrato di street punk grezzo, graffiante come carta vetrata sulla pelle, veloce, orecchiabile, vive di un approccio molto semplice e diretto scarno di congetture elitaristiche, un pugno nei denti diretto e potente, linee chitarristiche imponenti e chirurgicamente intense, linee di basso importanti tali da completare riff di chitarra, e passi a due basso-batteria senza chitarre, un intercedere di elevata densita' ed intensita' dovuta anche grazie all'uso di diverse tipologie di impostazione vocale. Un album dove non v'e' traccia di banalita', ma genuinamente e senza mezzi termini, pregno di elevata concettualita' convergere in rumore veloce, diretto, e abrasivo, una miriade di scintille che schizzano negli occhi e che portano l'ascoltatore a "vedere" a non lasciarsi morire.
L'album si apre con "6.0", un intro, molto particolare, rumori percuotono l'udito dell'ascoltatore, schermando una visione di piedi che corrono corrono, ci apprestiamo ad uno stato mentale - musicale di sfondamento, e di torsione - emozione nell'atto di reazione alle proprie catene.
"State Of Police", brano potente grazie ad una scrittura intensa ed abrasiva, il classico brano di odio hc contro le forze dell'ordine, riff di chitarra aprono il brano, si danno la staffetta con il resto delle linee ed il tutto si fa veloce dissacrante, l'impostazione vocale conferisce al brano una sfumatura chirurgica, incazzata e prepotente.
"City Falls", brano-denuncia dove si vuole portare alla ribalta e scagliarsi contro l'incuria e la sete di profitto di chi deve mettere in sicurezza le citta'- paesi in modo da prevenire terremoti e disastri; linee di basso e batteria convergono insieme e viaggiano veloci e squarciati come chiodi appuntiti, brano tagliente, anthemico e dissacrante.
"Bastard Religion Mediatic Whore", questo brano si scaglia contro la religione, contro la chiesa e i preti pedofili, il brano s'apre con riff di chitarra confluire in linee batteristiche, un duetto tra chitarra e cavalcate chirurgiche, l'impostazione vocale: urlata - ringhiosa; raschia la gola e decalcifica i pensieri, e' un brano corale e anthemico veloce, graffiante e grezzo.
"This Is War", brano presente gia' nell'EP This Is War, il brano s'apre con delle belle linee di chitarra convergere nella batteria chirurgica come bisturi, tutto si fa martellante, veloce, quintessenza dell'accezione classica dello street punk.
"Violence And Decline", linee di chitarra convergono in un martellante evolversi contorcente tra chitarra e linee di batterie sparata come chiodi sugli occhi, l'impostazione vocale conferisce e sfuma il brano, pitturandolo di rabbia pesante, incessante e grezzo cappio come morso da una tarantola.
"No More Liars", scrittura potente scagliata contro i nostri parlamentari - ridenti e ridicoli - altro brano gia' apparso nell'EP This Is War, linee di chitarra confluiscono nelle linee di batteria, il brano si fa incalzante assume toni classici cari all'hardcore punk piu' classico, l'impostazione vocale graffiante, grezza come carta vetrata raschia la pelle, fa schizzare le arterie.
"Never Change", brano costruito su ottime linee di chitarra che vengono disfatte da linee di batteria incalzanti e volitive, il brano prende e si alza di densita' musicale ed emotiva, tutte le linee basso-batteria-chitarra viaggiano corali come le voci, il brano presenta in se' in tutto e per tutto il migliore esempio dell'accezione street punk oi! che possa esistere o a cui ci si possa ispirare.
"Antifascist", questo brano e' il brano dei brani, un inno contagioso e coraggioso, un richiamo all'unita' per combattere ogni tipo di fascismo, una chiamata allo svegliarsi, al non cedere ad ogni tentativo di repressione fascista in ogni ambito sociale e non, gia' forte del proprio impatto presentando una scrittura sia in inglese che in italiano che connota una scelta stilistica di tutto rispetto, il brano parte subito all'insegna dell'elevata densita', tutte le linee basso-batteria-voce viaggiano all'impazzata senza fermarsi, come scintille di lava negli occhi.
"Nuclear Trap", brano gia' edito in precedenti lavori, si presenta anch'esso forte, veloce, ed aggressivo, linee di chitarre granitiche schizzano all'impazzata, batteria veloce ed incalzante, linee di basso intrusive, l'impostazione vocale graffiante e grezza riesce anche in questo brano a tagliare cucire e disfare ogni appiglio qualsivoglia classico, la voce e tutte le linee musicali sembrano nati per essere uno il proseguimento attitudinale musicale dell'altro.
"Obscene Revenge", linee di basso aprono il brano e preparano la strada alle linee batteristiche e chitarristiche che si elevano a dismisura come una caduta da un treno che viaggia a 1000 kilometri orari senza fermarsi, fino a quel punto dove non si percepisce piu' il nostro io conscio, come schegge nei rimasugli di legno che una sega scalfisce.
Chiude l'album "Divided Countries", e' un invito a lottare contro il populismo razzista che sta dilagando in un'Europa ormai disunita a causa dell'immigrazione ; il brano si costruisce su un intenso gioco di riff di chitarre e linee di batteria intenso, potente, grezzo non scarnandosi di fluidita' e corposita' la voce e' sempre quel quid in piu' che ti avvolge il cervello e te lo rompe in due, brano che va a chiudere un album pieno di veloce street punk ed a tratti abbraccia la vecchia scuola hc punk, carico di grandi messaggi sociali d'impatto senza cadere mai nella noia di certi cliche'.
In sintesi, se cio' che andate cercando e' quel perfetto e chirurgico bilancio di onesta' musicale e concettuale pregna di temi sociali ed attuali che pochi toccano, e rumore grezzo, dissacrante, veloce, tagliente e sanguinante immune da strutture stilistiche o cliche' stra citati, questo album fa a caso vostro.
Gli Obscene Revenge, pubblicano un album graffiante, schierato e ciclopico, anthemico al punto giusto, e' una scossa ai nervi, a tutti i sensori diagnostici mentali ed emotivi di ogni ascoltatori, oltre che portare a riflettere porta anche a conoscere meglio se stessi e chi si ha di fronte, cosciente anche di velocita' musicale chirurgica e letale da un lato orecchiabile dall'altro. Tanto aggressivo quanto espressivo.
Come dei fieri portavoce, in questo mondo nebbioso e piatto, - Alessio (batteria), Marco (basso), Jacopo (chitarra), Teo (voce), si fanno schegge in un mondo a volte un po' ostico ed elitaristico underground, si fanno espressione totale di un'attitudine genuina cara alla scena hc punk - street punk oi!, dove non v'e' nulla di scontato e banale, portandosi ed elevandosi all'espressione massima attitudinale: portare un messaggio senza pressare, col proprio rumore, portare a cambiare una societa' annichilita...onere di pochi...onere che gli Obscene Revenge possiedono.
Cito i brani "State Of Police", "Divided Countries", "Antifascist", "Violence And Decline", "City Falls", descrivono per me la vera essenza dell'album. Consiglio agli ascoltatori dei The Casualties, NoWhiteRag, AntiDigos, di non perdersi assolutamente questo album.
Ms_Antrophy

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