Flu! - [2004] Sensei Sillo Stampa
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Scritto da ZaZzOmArCoTaX   
Martedì 22 Febbraio 2005 23:00
Flu! - [2004] Sensei Sillo
Flu! - [2004] Sensei Sillo
01 - Antipasto
02 - Istruzioni
03 - Limite
04 - Domani
05 - Raccontando
06 - Millesguardi
07 - Poltrona
08 - Salmone
09 - Qualcosa Di Rotto
10 - Soldi
11 - Droga
12 - Il Vaso Dell'Odio

"Questa e' roma mica..." citerebbe la compilazione capitolina.
Ed e' proprio di un gruppo romano che mi accingero' a narrare le gesta tramandateci mediante un lavoro di eccezionale fattura quale Sensei Sillo.
Sto parlando dei Flu! di Chef Ragoo, Lele, Angelo e Fabrizio, conosciuti in quel di Roma per la gia' manciata di Ep all'attivo.
L'album in questione contiene 12 tracce, 5 delle quali gia' presenti nel promo ma qui opportunamente riarrangiate, per circa 28 minuti di frenetico hardcore old school, ma con tanta originalita' funk.
I testi introspettivi, personali, cantati dalla Vecchia Volpe sono sicuramente un punto di forza di questo lavoro che vanta una base ritmica davvero da inchino.
Perche' le doti tecniche dei musicisti li rendono tra i migliori gruppi all'attivo, basti pensare alla miriade di stop and go, che si alternano ad un tessuto fatto di band ed armonici costituito da Fabrizio che suscita invidia.
Perche' e' proprio l'ultimo il perno, la peculiarita' del gruppo in questione, capace di arricchire una trama standard con elementi aggiuntivi quali plettrate sporche ed epilettiche, esulandosi dalla base saldamente ancorata alla tipica strofa per sfociare in funambolici tocchi portanti al centro d'una orchestra che non vuol denigrare le altrettante qualita' di Lele ed Angelo, costretti a subire e ad accompagnare, rendendoli perfetti, i deliri chitarristici di Fabri che pare trasmigrare nel corpo d'un ipnotico Greg Ginn, tramando arrangiamenti fuori dai canoni dell'hardcore che li avvicinano a gruppi quali NoMeansNo e Victim's Family su tutti, senza dimenticare la forte influenza esercitata dagli Indigesti di Rudy Medea, produttore dell'album in questione-
Il testo di "Domani" e' impregnato di malinconia, di sofferenza, della continua rincorsa di un roseo giorno che riuscisse ad inglobare e soppiantare il buio dinanzi gli occhi, ma l'impresa piu' ardua e' riuscire a combattere con se' stessi, a riuscire, dopo anni d'esperienza e d'altrettante delusioni, ad autoconvincersi che vi e' ancora un senso a lottare stringendo i denti, a continuare a sanguinare con la testa rivolta al raggiungimento d'un sollievo che sembra allontanarsi ogni qualvolta ci si sente vicini.
Ed il pezzo successivo potrebbe essere il seguito del precedente, in quanto avvalso di una debilitante nostalgia, perche' e' proprio di ricordi che tratta "Raccontando", di cio' che fu, agli occhi di chi "ormai" trentenne, il periodo passato gonfio di sorrisi, disperazione, dolore, amore, gioia, ma pur sempre emozioni, tatuate sulla pelle e rese, in quanto tali, indelebili.
"Poltrona" e' davvero un grande pezzo dove appare probabile l'allegoria, ragionando per il pensiero comune che la poltrona rappresenta l'apice d'ozio, che porta la mente a viaggiare alla ricerca d'un concetto ideale che puo' essere la coscienza di impossibilita' di cambiamento, ma anche autoassoluzione, dispensare mansioni rivoltose mirate al raggiungimento della liberta' illuminando al menefreghismo derivato da esperienze testate sulla propria pelle che portano alla visione diversa d'un progetto rivoluzionario, visione prettamente pessimista, ma vi e' anche un accenno di speranza mediante il giusto tributo all'Essere in quanto Unico, in pieno pensiero Stirneriano, perche' "Se non mi schiodo da questa poltrona, restera' fermo in eterno", e' un incoraggiamento alla mobilitazione individuale per chi, sentendosi solo, si da per vinto.
"Soldi" e' un pezzo dall'esecuzione impeccabile, ma che ha dalla sua un'analisi un po' ostica, dovuta a causa/gratia delle doti "disorientative" del singer Chef Ragoo, veterano militante nella scena punk hardcore romana.
A mio avviso all'interno del pezzo v'e' un confronto tra l'interiorita' di chi e' affascinato e vorrebbe sfamarsi della lucentezza del denaro e l'esteriorita' dell'uomo che si batte per l'allontanamento del pensiero dal flagello, per rimanere libero, anche se l'intezione e', a loro detta, risibile in quanto troppo allettante ne e' il sibilo.
Come un bimbo che ama la cioccolata ma ne e' allergico e tenta goffamente di resisterle per poi servirsene nuovamente, ma in dosi minori.
Questo disco e' un susseguersi di forte emozioni che fa in modo che i Flu! escano dall'"anonimato" per affermarsi in piano nazionale, e magari oltre.
Consiglio davvero a tutti gli amanti del genere l'acquisto di questo strabiliante prodotto che vanta testi intelligenti, originalita' ineguagliabile e base ritmica mai ripetitiva colma di sorprese.
Grandi ragazzi/signori!
ZaZzOmArCoTaX

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.NOTA.
Una band e' una storia d'amore con piu' persone coinvolte, soprattutto una band che non prevede di arricchire con la sua musica. Si fa tutto con amore per i propri compagni e per la propria musica, per la gioia di quelle gitarelle di famiglia chiamate tour e concerti, i dischi sono chiamati a ricoprire il ruolo dei figli. Le storie d'amore possono durare per sempre, o finire bene, o anche finire molto male.
Almeno la storia d'amore dei Flu! e' finita bene, ognuno per la sua strada ma continuando a volersi bene, continuando a considerarsi parte di una famiglia allargata.
Qualche mese fa un pezzo della nostra famiglia se n'e' andato via, lasciando noi e la sua vera famiglia increduli.
Questo e' l'ultimo disco su cui ha suonato e ci fa piacere che lo ascolti piu' gente possibile. Questa musica e queste parole sono uno stralcio della nostra vita, di quel momento in cui abbiamo avuto la fortuna di suonare, ridere e vivere a fianco di Angelo.
Un momento cosi' fortunato che non lo dimenticheremo mai.
E che vi invitiamo a condividere con noi.
Chef Ragoo (cantante) ricordando Angelo (bassista).

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Last.fm: http://www.lastfm.it/music/FLU!

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