Negazione - [1989] Wild Bunch / The Early Years Stampa
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Scritto da ZaZzOmArCoTaX   
Martedì 22 Febbraio 2005 05:00
Negazione - [1989] Wild Bunch The Early Years
Negazione - [1989] Wild Bunch / The Early Years
01 - Noi...!
02 - Cannibal
03 - Tutto Dentro
04 - Ancora Qui
05 - Incubo Di Morte
06 - Sogni & Bisogni
07 - Niente
08 - La Mia Mente
09 - Maschere
10 - Tutti Pazzi
11 - Irrazionalita' Sconnessa
12 - Maggioranza/Minoranza
13 - Tutti Pazzi
14 - Non Mi Dire
15 - Omicida 357 Magnum
16 - Plastica Umanita'
17 - Alibi
18 - Chiuso In Se Stesso

A quanto pare Morfeo non riesce a prendermi tra le sue braccia, certamente Wild Bunch / The Early Years non riuscira' ad accompagnarmi a letto.
Era davvero tanto tempo che non ascoltavo questa raccolta dei primi tre Ep dei Negazione (tra cui uno split col Declino).
Questi sono i Negazione che ho sempre amato.
Brutali all'inverosimile, hardcore inteso qui come velocita', carico di grinta, di attitudine.
18 pezzi di storia.
Sanguinari, cattivi e mai politicizzati, testi carichi di rabbia ed angoscia con la voce di Zazzo che ha bisogno di esplodere, che non riesce piu' a trattenere le emozioni ed ha bisogno di placarsi.
Un muro sonoro senza precedenti che si avvale anche di una buona registrazione per l'epoca.
Negazione e' sognare, e' creare uno spazio lontano dal grigio di Torino che rappresenti evacuazione, e' lottare consci di appartenere ad una minoranza, che in quanto tale, lo rimarra' per sempre.
L'album e' pervaso da rabbia, quella giovane, forte, ma pur sempre frustrante e la stridulita' delle corde vocali di Zazzo rende perfettamente l'idea d'angoscia e repressione.
Chitarre che grattano sfocianti in repentini cambiamenti di tempo, rumori ruvidi, batteria martellante.
Nel marasma e' da tenere in considerazione la malinconica "Tutto Dentro" che parte in maniera melodica per aprirsi come uno squarcio nel bel mezzo e richiudersi nuovamente al suo interno.
Il disco e' gonfio di malessere, ma di altrettanta volonta', di forza di reagire.
In "Noi...!" vi e' la voglia di cambiamento, radicale, di distruggere il menefreghismo ed il perbenismo, la classe borghese ingrassata e costellata da standard.
Ascoltando l'album si e' immersi in un grigio profondo, in un buio e la forza sembra quasi abbandonare, scemare.
"Mentre poco fa attimi di gioia esplosiva...adesso solo buio"
La monotonia la fa da padrone e ne risente la mente costretta ad aver a che fare con questa squallida realta'.
Lottare alla continua ricerca della liberta', e non intesa come concetto astratto o un sogno, ma che sia la concretizzazione di un bisogno di vita, di quelli primari.
La maggioranza e' sottomessa accettando automaticamente cio' che impone il potere ed e' la piccola cerchia di torinesi che lotta, combatte strenuamente ad occhi aperti e riflette raggiungendo l'ombra della decadente realta'.
Ma sempre reagire, sempre urlare, gettare pietre, abbaiare per sentirsi vivi, per essere attivi.
Ed anche se i 18 anni di Niente sono a conoscenza delle continue imposizioni che implicano lavoro, famiglia, stato, la sensazione di impotenza scivola addosso lasciando solo il posto allo schifo, al rifiuto d'una societa' che plagia le menti, favorendo l'odio, incrementando la voglia di raggiungere il treno della liberta'.
Eppure ascoltando il cd sembra sempre piu' nitida l'immagine d'una Torino grigia, pervasa dal fumo delle fabbriche...
I Negazione rappresentano la storia dell'hardcore di casa e senz'ombra di dubbio il gruppo che piu' preferisco da anni a questa parte.
Inutile aggiungere che questo cd e' Il requisito minimo dell'ascoltatore medio di punk hardcore.
Vi auguro buon ascolto.
ZaZzOmArCoTaX

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