Rappresaglia - [1998] 1982 Stampa
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Scritto da ZaZzOmArCoTaX   
Lunedì 21 Febbraio 2005 23:00
Rappresaglia - [1998] 1982
Rappresaglia - [1998] 1982
01. Attack
02. Disperazione
03. Esistenza Programmata
04. Aborto Sociale
05. Morire Per I Vostri Errori
06. 1984
07. Rifiuto
08. Droghe Sociali

Nel recensire album passati alla storia bisogna sempre essere cauti nelle definizioni per non inciampare in eresie e bagianate.
Edito da City Of Dead con un booklet da paura con una decina ed oltre di pagine dedicata alla storia di questo gruppo di Milanesi sbarcati a Bologna dal nome Rappresaglia, il cd e' composto da 8 pezzi con qualita', come cita la copertina stessa, a bassa fedelta', tra cui eccellono i grandissimi pezzi "Attack" e "Disperazione", registrati in presa diretta per la compilazione ideata da Steno dei Nabat che sarebbe stata la consacrazione dell'unione tra Skins e Punks, sto parlando dell'ep con i Rappresaglia stessi, i Dioxina di Rimini, gli Arrm ed i Nabat.
Gli 8 brani condensano una rabbia di quella giovanile, sincera e dura, l'odio contro tutto e tutti misto a disperazione.
L'ascolto diviene orgasmico se accompagnato dalla lettura della storia del gruppo stesa dal bassista-cantante Franz, entrato nel gruppo e fautore del cambiamento di nome da Sottocultura a Rappresaglia.
E' la storia di milanesi che abbandonano il grigiore della citta' per dirigersi verso la meta di allora, verso il sogno rappresentato da Bologna La Punk, mettendo successivamente su un gruppo che celebra la propria forza partecipando alla vita del centro cardine del fenomeno ottantino, il Virus, dividendo il palco con gruppi quali Indigesti, Wretched e compagnia varia.
Dal punto di vista musicale si oltrepassa assolutamente la media, vantando di un buon chitarrista come Ricio, gia' impegnato nei Sottocultura, da cui scaturisce la maggior parte della base ritmica, e dal basso di Franz che va fondendosi con il picchiare corposo e ripetitivo di Gigo dei ferraresi Impact.
Sono questi i testi che incrementano la rabbia e creano unione, quindi forza, quindi possibilita' di ribellarsi, narrare si lo schifo che circonda, ma cercare il modo di tramutarlo in qualcosa di positivo nonostante la nebbia che offusca la vista.
"Le catene che portiamo prima o poi le spezzeremo" e' un incoraggiamento a non sottostare, al non prendere parte al gioco del sistema che ti utilizza ai suoi fini, che ti rende "carne da macello", una vittima sacrificale.
Cd che ha permesso a questo gruppo, che pare abbia completamente cambiato genere musicale, di entrare a pieni meriti nell'albo del panorama punk hardcore nazionale.
8 brani + 16 pagine di Storia ed immagini, tirate un po' le dovute conclusioni.
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ZaZzOmArCoTaX

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