Perche' Abbiamo Bisogno Di 'Big Mouth' (di Rolling Stone) Stampa
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Scritto da Joel   
Sabato 09 Febbraio 2019 10:00
Big Mouth
Perche' Abbiamo Bisogno Di 'Big Mouth' (di Rolling Stone)

https://www.rollingstone.it/tv/news-tv/perche-abbiamo-bisogno-di-big-mouth/432706/

Rolling Stone

Tra "Mostri degli Ormoni" e dipendenza dal porno, la serie animata di Netflix racconta la sessualita' come nessuno aveva fatto prima

Per chi vivesse su Marte: Big Mouth e' la serie animata Netflix, gia' alla seconda stagione, sulle vicissitudini di un gruppo di amici (Nick, Andrew, Jessi, Jay e Missy) appena entrati nel selvaggio mondo dell'adolescenza - e quindi della puberta', e quindi della scoperta della sessualita'. A far saltare il banco e', fondamentalmente, il fatto che il loro approccio ovviamente ingenuo non trovi appigli intorno: fra genitori piu' confusi dei figli, maestri di scuola attardati nello sviluppo (Coach Steve, davvero uno dei personaggi piu' divertenti delle ultime serie animate) e sboccatissimi "Mostri degli Ormoni" - Maurice e Connie, che non sto neanche a spiegarvi a cosa servano -, crescere e' davvero dura, altroche'.
Inutile aggiungere, poi, che parliamo di un prodotto demenziale, scandito quindi da una comicita' feroce, in un susseguirsi di battutacce, doppi sensi e scene talmente esplicite da rasentare la pornografia. Bene, fine dello spiegone.

Parlandone con un amico, eravamo giunti a questo: se avessimo avuto la possibilita' di seguire Big Mouth durante la nostra prima adolescenza, per il suo approccio cosi' diretto (e veritiero) alla sessualita' probabilmente o ne saremmo rimasti traumatizzati, oppure ne avremmo fatto la nostra maestra di vita. La realta', pero', dice che Big Mouth e' una roba decisamente per adulti, e non per una semplice questione di bollino "+16": la goliardia degli accostamenti che fa, la volgarita' di certi doppi sensi e la comica ferocia di alcune sue situazioni non sono mai fini a se' stesse. Non e', insomma, un American Pie fuori tempo massimo, in cui ridere per una "milf" e fermarsi li'.

Al contrario, la comicita' che incorpora risulta davvero efficace, oltre che liberatoria, proprio se vista "da fuori". Nei corpi - e nelle menti, e nei genitali - di quegli adolescenti ci siamo noi da ragazzini, con le insicurezze, i "traumi" e le scoperte meravigliose che tutti abbiamo vissuto; c'e' solo la verita', in quei limoni col ferro degli apparecchi: spesso estremizzata, parodizzata, ma mai assurda. Guardare Nick a disagio perche' sviluppa piu' tardi degli altri, o seguire Andrew nella sua "Pornscape" (una dimensione parallela in cui si accede per eccessiva dipendenza da porno; paradossale, certo, ma non c'e' forse un - gran - fondo di verita' in tutto cio'?) ci riporta in situazioni in cui tutti - senza fare orecchie da mercante - siamo passati almeno una volta, e che ancora, a pensarci, ci imbarazzano. Ma il senso, stavolta, e' che l'imbarazzo semplicemente non esiste, e tanto vale allora ridere di noi stessi e di quella goffaggine, del terrore post-menarca e dei Mostri degli Ormoni con cui tutti, nessuno escluso, siamo scesi a patti.

E ancora: nella grossolana ingenuita' dei protagonisti, come in quella dei loro genitori, ci sono le nostre vite di adulti perennemente adolescenti, costantemente indecisi, sessualmente frustrati in un clima da condanna e da caccia alle streghe.

Perche' si', Big Mouth in questo senso e' un fiume in piena, ed e' la prima serie animata che riesce a parlare davvero di sesso senza filtri o sovrastrutture, ma con una naturalezza e una spontaneita' da far scuola, evitando di incappare in luoghi comuni triti o, piu' semplicemente, in una superficiale denuncia delle "perversioni" che pure tanto sarebbe venuta facile. Il senso, semmai, e' che in certe fantasie ci siamo caduti tutti, e non ci sono tabu' o sensi di colpa (quest'ultimo, semmai, viene quasi demonizzato), ma solo tanta lucidita' nel mostrare le contraddizioni del mondo - patriarcale, sessofobico e omofobo - in cui ancora, evidentemente, ci troviamo. Il tutto con un messaggio, neanche tanto implicito, sullo sfondo: per uscirne, bisogna lasciarsi andare, "essere se' stessi". Banale? Neanche tanto.
Patrizio Ruviglioni

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Fonte: Perche' Abbiamo Bisogno Di 'Big Mouth' (di Rolling Stone)
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